venerdì 9 dicembre 2011

Pasta con cavolini di Bruxelles e pancetta

Pasta con i cavolini di Bruxelles


Esiste un super - alimento? Se esiste allora questo è il cavolino di Bruxelles. Piccolino, ma tosto. Ha tutte le proprietà nutritive del cavolo, (mettete un anti- davanti a qualsiasi cosa e il cavolo ce l'ha): anti-ulcera anti-infiammatorio, anti-ossidante (cioè previene l'invecchiamento precoce delle cellule) anti-dolorifico (soprattutto efficace nei dolori mestruali) e recentemente se ne stanno valutando le proprietà anti-tumorali. 
In più il cavolino di Bruxelles è ricco di acido folico necessario in gravidanza per la prevenzione della spina bifida. E...ultima cosina non da poco il cavolino di Bruxelles non puzza (o meglio non troppo) quando lo si cuoce.
A proposito di cottura... la cottura al vapore è la più consigliata per non per perdere troppi principi nutritivi.

Basta, penso di essere stata sufficientemente noiosa, ma tutte queste argomentazioni sono perfette se qualcuno dei vostri commensali storce il naso quando proponete cavoli & co. :-D

Fortunatamente in casa mi non succede. Non so se amano più  i cavoli e i broccoli oppure hanno più terrore delle mie filippiche scientifiche.
Il fatto è che magari la pasta avanza.... i cavolini no.


Pasta con cavolini di Bruxelles

Ingredienti

  • 70 gr pancetta affumicata a cubetti
  • 400 gr di cavolini di Bruxelles
  • 300 gr di tagliolini
  • una manciata di pane grattugiato
  • due cucchiai di olio di oliva extravergine
  • sale e pepe

Tolgo ai miei cavolini di Bruxelles le foglie rovinate e la parte terminale dei gambi. Li sciacquo e li faccio cuocere al vapore per 15 minuti o anche meno, devono restare belli sodi.

Nel frattempo metto sul fuoco l'acqua con un po' di sale per cuocere la pasta. 

In una padella metto una mezza tazzina d'acqua e la pancetta affumicata. Accendo il fuoco e mescolo di tanto in tanto. Il grasso della pancetta si scioglie e la pancetta sarà poi più croccante, Appena l'acqua sarà evaporata aggiungo l'olio e continuo la cottura finché la pancetta non sarà della croccante.
Nel frattempo cuocio la pasta che scolo al dente.

Appena la pancetta è pronta aggiungo i cavolini di Bruxelles. A volte aggiungo anche un pugno di pane grattugiato prima di mettere i cavolini e lascio prendere colore.  Mescolo rapidamente, aggiungo la pasta appena scolata e faccio saltare per qualche minuto. Non aggiungo sale che la pancetta ha già dato abbastanza sapore.

Porto in tavola e spolvero con un po' di parmigiano grattugiato e di pepe.

A volte preparo esclusivamente i cavolini di Bruxelles con pancetta e pane grattugiato e li servo come contorno. Nessuno protesta.

mercoledì 7 dicembre 2011

Scampi al vapore in salsa all'arancia

Scampi al vapore in salsa all'arancia: dal sud con sapore


La scusa ufficiale è "prepariamoci al Natale mangiando leggero". In realtà non ho bisogno di scuse per mangiare crostacei, ne vado semplicemente pazza.

Qui ho voluto provarli con un cus cus all'arancia, e trovo che l'accostamento crostacei - agrumi sia perfetto.


Scampi al vapore in salsa all'arancia

Ingredienti:

Per 4 persone
  • 8 scampi

    Per la salsa
    • 1 arancia
    • 1 cucchiaino di amido di mais
    • 3 semi di cardamomo da sbucciare
    • sale

      Per il couscous

      • 200 gr di cous cous
      • 1 arancia

      Dopo aver pulito i miei scampi li cuocio al vapore. Io li ho messi nel forno a vapore per 5 minuti ma si possono cuocere a vapore anche in pentola. Basta mettere un poco di acqua sul fondo della pentola, appoggiare il cestello per la cottura a vapore avendo cura che l'acqua resti al di sotto del cestello, adagiare sopra gli scampi e chiudere la pentola con un coperchio.
      Calcolare il tempo di cottura dal momento in cui l'acqua bolle (e quindi produce il vapore :-) ).

      Nel frattempo preparo il couscous e la mia salsina all'arancia. 
      Grattugio la buccia delle due arance e la tengo da parte.
      Per la cottura del couscous seguo le istruzioni riportate sulla scatola e alla quantità di acqua calda consigliata aggiungo il succo di un'arancia e la buccia grattugiata che avevo tenuto da parte. Io la metto tutta, ma la prossima volta dovrò ricordarmi di tenerne un po' da parte per la decorazione.
      Copro la ciotola con il couscous e lascio riposare per il tempo consigliato. Poi sgranerò il cus cus mescolandolo con una forchetta

      Mentre il couscous riposa preparo la salsina all'arancia
      Schiaccio i semi di cardamomo e tengo da parte i semini interni
      Spremo il succo di un arancia aggiungo un dl di acqua (circa 100 gr) e metto sul fuoco. Aggiungo il sale e i semini di cardamomo. Stempero l'amido di mais in un poco d'acqua e lo verso nel pentolino. Lascio cuocere pochi minuti finché la salsa non si addensa.

      Servo gli scampi nel piatto con il couscous  la salsina. Se avessi tenuto da parte un poco di buccia d'arancia l'avrei utilizzata spolverandola sul couscous, per dargli un tocco di colore in più.


      lunedì 5 dicembre 2011

      Aiuto devo pensare. Cioè my 7 links project.

      Aiuto sono stata nominata!
      Deb di Creare con lo zucchero  e Letizia di Diario di cucina mi hanno invitata a giocare al nuovo giochino che impazza per la rete: scegliere: i 7 post più significativi del proprio blog.
      Ecco sembra facile, ma per una disorganizzata casinista come me è una vera tortura.
      Già pensare mi è difficile, associare poi un post a un'idea ... la vedo durissima.

      Oggi mi sono armata di santa pazienza e delle mi 2 arme segrete: una bela tazza di caffelatte e ....una tavoletta di cioccolato fondente. Mi aiuteranno a concentrarmi.

      Allora iniziamo

      1 Il mio post più popolare è il pollo al curry.


      Pollo al curry
      E fate bene a cliccarlo perché è davvero buonissimo.



      2. il mio post più bello è  la torta allo yogurt senza uova
























      Perché parla di feste e di vacanza. Perché è stata la torta di compleanno di Ginevra. la mia bimba, e di Dalia, mia sorella. Insomma perché è un bel ricordo



      3. il post il cui successo mi ha sorpresa è Le zeppole di patate

      Zeppole di patate
      E' una ricetta "storica" di famiglia, passata dal quaderno di ricette della mia nonna al mio. Anzi è stata una delle prime ricette che ho scritto. La sua storia è piaciuta e continua a piacere.

      4 il post più utile.... non saprei davvero. Forse ancora non c'è. O forse non so davvero cosa sia utile. Per me tutte le ricette sono utili se riescono a portare il sorriso, la sorpresa o il buonumore.

      5. il post più controverso è il risotto ai mirtilli


      Risotto ai mirtilli
      L'azzardato accostamento frutta - risotto non ha convinto proprio tutti. Eppure era un piatto molto di moda a Milano negli anni 80.


      6 il post che non ha avuto l'attenzione che si meritava: è la mia casetta di pan di spezie,

      La casetta di Natale
      E' una ricetta supercollaudata. A casa il suo successo è tale che ogni è come l'albero, bisogna farla. Certo non è perfetta ma è frutto di un'intensa collaborazione familiare.
      Ma mi sa che quest'anno dovrò farne un'altra...



      7. il post di cui vado più fiera è il mio pane al doppio cioccolato in bottiglia 











      E l'ultimo nato e ne vado fiera. Perché è sempre così per me. L'ultima cosa che ho fatto è sempre quella che mi piace di più... in attesa che arrivi la prossima. Quindi forse avrei dovuto mettere il post che non ho ancora fatto...


      Ecco ora tocca a me passare la "palla" e far impazzire qualcun'altro/a.
      Allora io nomino:

      Francy di Dolci golosità
      Lisbeth di Muffin 4 all
      Speedy70 di A tutta cucina


      venerdì 2 dicembre 2011

      Pane al doppio cioccolato, pistacchi e noccioline. Ovvero cosa regalo a Natale

      Pane al  doppio cioccolato con pistacchi e noccioline.  Il mio pane più amato


      Eccolo. Questo è il regalo che farò a Natale
      Noi lo mangiamo spesso a colazione pucciato nel caffelatte. E' uno dei nostri preferiti. Infatti avevo già postato una delle sue  innumerevoli varianti proprio un anno fa, qui

      Mio figlio, che forse mi supera in cioccolato-dipendenza ai due cioccolati del pane, il cacao e i pezzettoni di cioccolato fondente (si perchè quelle macchie opache e lisce che vedete sulla fetta del pane sono proprio pezzettoni di cioccolato) ne aggiunge ancora uno, spalmando la sua  fetta con uno strato abbondante di nutella. E io approvo.


      Pane al doppio cioccolato.... invasasto. Il mio regalo di Natale è pronto

      Mi piace l'idea di regalare un po' di dolcezza, di entrare di soppiatto nelle case dei miei amici e di portare un sorriso. E questo è un pane che porta il sorriso.
      E immagino che, la mattina di Natale, ognuno nella propria casa, ma tutti legati da questo regalo, possiamo virtualmente fare colazione insieme.


      Ed ecco la mia etichetta


      Non potevo regalare il mio pane già fatto. Ho quindi modificato la mia ricetta fino ad ottenere questa, che mi permette di mettere tutti gli ingredienti in un vaso e chi riceve questo dono non avrà bisogno di aggiungere altro, se non un poco d'acqua.


      E queste sono le istruzioni.


      Ho quindi messo tutti gli ingredienti nel vaso alternandoli, così da creare dei giochi di colore. Ho attaccato la ma etichetta, che qui sembra storta ma è il vaso che è ondulato!
      Ho aggiunto le istruzioni ed ecco fatto.
      Ah non ho messo gli ingredienti, ma il link al mio blog. Se piace i miei amici potranno passare di qui e rifarlo .... e magari copiare anche qualcos'altro. E' così bello condividere!



      Questa è la ricetta del mio pane - regalo

      Pane al doppio cioccolato, pistacchi e noccioline


      • 300 gr di farina
      • 1 bustina di lievito a lievitazione rapida (15 gr.)
      • 100 gr. di pistacchi di bronte
      • 100 gr. di noccioline pelate e tostate
      • 200 gr. di cioccolato fondente 
      • 80 gr di zucchero
      • 75 gr di cacao amaro (grazie Ka' per avermi segnalato la svista!!! )

      Accendo il forno a 180°. Poi compio l'operazione che più mi piace al mondo: prendo la confezione di cioccolato fondente e la sbatto contro il ripiano d'acciaio. No, non sono una persona violenta. Odio la violenza, ma questo è il mio gesto liberatorio contro lo stress e le arrabbiature. Sarà per questo che faccio spesso dolci al cioccolato?
      Peso il cioccolato che mi serve e se la mia operazione di "rottura" non è stata sufficiente taglio ancora i pezzettoni di cioccolato con il coltello, avendo cura di lasciarli piuttosto grossi.
      Mescolo tutti gli ingredienti insieme (si non trito le noccioline e i pistacchi, inquesto modo quando taglierò il pane avrò dei bei punti di colore e di sapore nelle fette) con 2 dl (circa) di acqua. Impasto bene fino ad ottenere un impasto piuttosto sodo. Per questo pane non ho bisogno di far lievitare, la lievitazione avverrà nel forno visto che ho usato il lievito a lievitazione rapida.
      Fodero uno stampo da plumcake con la carta da forno. 
      Verso il mio impasto nello stampo e lascio cuocere a 180° per circa tre quarti d'ora.
      Tolgo dal forno e lascio raffreddare. 

      La tazza del caffelatte è già qui che scalpita.

      Per la confezione regalo ho messo gli ingredienti in questa sequenza partendo dal basso:

      • farina
      • cacao
      • ancora farina, ma con uno stuzzicadenti ho "trascinato" un po' del cacao sottostante verso l'alto per sporcare un po' questo strato
      • zucchero
      • pezzettoni di cioccolato
      • ancora cacao
      • e poi una pioggia di noccioline e pistacchi




      Con questa ricetta partecipo al contest di Patrizia di I dolci nella mente



      mercoledì 30 novembre 2011

      Gnocchi

      E oggi... Gnocchi! Con la G maiuscola

      Quel è il segreto per fare ottimi gnocchi? Uno solo: una buona patata. 
      Sembra una cosa ovvia, ma non è così. La patata deve essere sì farinosa, ma deve anche essere saporita, altrimenti gli gnocchi sapranno d'acqua.  
      Mi è capitata sotto le mani questa bella patata a pasta bianca e farinosa, ed ecco qui la sua trasformazione.

      Gnocchi

      • 1 Kg di patate a pasta bianca
      • 300 gr di farina
      • Sale
      Lavo le patate e le tuffo in acqua salata.
      Una volta cotte le sbuccio e le passo nello schiacciapatate (mi raccomando non passate, né frullate, ho detto schiacciate che altrimenti diventano una pappetta collosa che richiederà molta farina per avere una giusta consistenza). Condisco con un pizzico di sale, ma non troppo, perché gli gnocchi mi piacciono così, un po' dolcini per l'amido della patata e della farina.
      Aggiungo la farina e impasto.
      Ottengo una bella massa compatta. 

      Per fare gli gnocchi stacco di volta in volta dei pezzi dalla massa e formo dei lunghi salamini facendo rotolare la pasta tra le palme delle mani e il piano di lavoro. 
      Ora taglio la mia "stringa" di pasta in tanti cubetti lunghi più o meno due centimetri che lascerò riposare un pochino su un piatto infarinato.

      Gli gnocchi appena tagliati si riposano prima del tuffo in acqua calda

      Gli gnocchi in sé sono pronti. Ora bisogna cuocerli e condirli.

      Metto sul fuoco una pentola bella larga colma di acqua. Mentre l'acqua raggiunge il bollore preparo un sugo semplicissimo con salsa di pomodoro, olio di oliva extravergine, aglio e basilico. 
      Quando l'acqua raggiunge il bollore aggiungo gli gnocchi e poi mi apposto acanto alla pentola con la schiumarola. Appena gli gnocchi raggiungono la superficie li pesco e li metto già nei piatti.

      Condisco con il pomodoro e porto in tavola una bandiera italiana bella e saporita.

      Con questa ricetta partecipo al contest di pane e olio



      lunedì 28 novembre 2011

      Sformato di patate al formaggio

      Sformato di patate al formaggio: un'ottima soluzione per svuotare il frigorifero

      Questo fine settimana sono impazzita. Io che sono cronicamente in ritardo (c'è chi mi invita dandomi una mezz'ora di anticipo sugli altri "La cena è alle otto e mezza. Per Daniela alle otto.") ho deciso di giocare d'anticipo e cominciare ad addobbare la casa per il Natale.
      La scusa logica (sono abilissima a trovarne per i ritardi, non vedo perché non potrei riuscire a farlo con gli anticipi) è "perché fare tanta fatica per pochi giorni? Facciamolo prima così ci godiamo la casa addobbata per  più tempo".
      Oddio ho anche cominciato a fare le "prove tecniche" per le ricette. E questo mi inquieta molto. 
      Non ho MAI giocato d'anticipo. Sempre tutto all'ultimo momento. Che mi succede, starò mica poco bene?
      Oppure peggio, sto invecchiando? 

      Tanto per darvi un 'idea io a scuola arrivavo SEMPRE a lezioni iniziate. Il professore di filosofia si divertiva da matti a chiedermi il perché dei miei ritardi, e ogni mattina io mi divertivo un mondo a dargli le risposte più astruse.
      Le risposte segnate negli annali della scuola sono state

      • Professore la scorsa settimana lei ha spiegato Zenone. Ha presente no? La gara tra Achille più veloce e la tartaruga. Ora secondo Zenone poiché la tartaruga partiva avvantaggiata di qualche metro Achille non avrebbe mai potuto raggiungerla. Ecco. L'autobus era lì davanti a me, stavo per saltarci su ma.... mi sono ricordata delle sue parole e quindi mi sono detta se non ci arriva Achille vuoi che ci arrivi io?
      • Questa mattina mi sono posta il dilemma etica (e quindi venire a scuola in tempo) o estetica (cioè andare a comprare un meraviglioso cappellino che ho visto ieri, ma il negozio apriva alle 9): Beh poiché io sono una ragazza e non un filosofo punto sull'estetica e quindi hop, ecco qui il cappellino. Che ne dice prof?
      Ok, per fortuna che i miei figli non leggono il mio blog. Forse, ..... spero. Ho sempre detto loro che studiavo (questo è vero, ma come si vede studiavo a "modo mio") ed ero un angioletto (ehmmmmm, ....)

      Comunque, come al solito, sto divagano io volevo parlare della preparazione del Natale e farvi vedere questo





      La stella luminosa e la cascata di luci

      e anche questo


      Le lucine che sembrano palline di ghiaccio

      E visto che devo preparare per il Natale anche il frigorifero (vi piace questa scusa logica per dirvi che avevo voglia di fare da mangiare quello che ho poi fatto? :-D ) ho dovuto svuotarlo (ma quando mai il mio frigo è vuoto?) 

      Quindi ecco qui il finto svuotafrigo, ma in realtà buonissimo sformato di patate con cui mi sono premiata per l'ottimo lavoro svolto!


      Avvolto dalla crosticina soffice di patate ecco spuntare un morbido cuore caldo

      Sformato di patate

      • 4 patate belle grosse bollite
      • 400 gr di formaggi vari tagliati a cubetti (per me gruviera, piave -che, se andate a vedere sono in effetti avanzi delle ricette precedenti, un poco di pecorino e taleggio)
      • 3 fette di sottilette
      • 1/2 cucchiaino di noce moscata
      • sale e pepe
      • burro per lo stampo
      Accendo il forno a 190° perchè sono stufa di accenderlo a 180° (non scherzo, è vero!). Ungo uno stampo da plumcake con il burro (a proposito voi che ne dite plum-cake o plumcake?). Schiaccio ben bene le patate e le condisco con la noce moscata, il sale e il pepe.

      Con i 2/3 del composto rivesto le pareti del mio stampo. Nel centro verso i formaggi tagliati a cubetti. Quindi copro i formaggi con le sottilette, perché a me piace avere una base "liscia" dove stendere l'ultima porzione di patate schiacciate ed avere così uno sformato bello dritto. Ma non è obbligatorio. 
      Quindi ricopro bene le sottilette con l'ultima porzione di patate.
      Metto in forno e lascio cuocere per 30 - 40 minuti.

      Al termine della cottura, quando la superficie del mio sformato è bella dorata, tolgo dal forno e lascio riposare 10 minuti. Quindi capovolgo lo stampo su un piatto da portata.
      A volte lo accompagno con una salsa di pomodoro semplicissima, ma non oggi che il Natale è bianco, no? :-D.

      Al primo taglio dello sformato si assiste allo spettacolo della colata lavica di formaggio. Che meraviglia, che profumo e che fame!

      Con questa ricetta partecipo al contest di pane e olio:

       

      venerdì 25 novembre 2011

      Zuppa di funghi al sapore di porcini con finta rouille

      Zuppa di funghi con rouille dolce

      Questa è la zuppa del "faccio finta di essere altro". E' una zuppa di champignon che si crede di essere una zuppa di porcini, accompagnata da una salsina di peperoni che si maschera da rouille.

      La zuppa di champignon in sé non saprebbe di niente, o quasi. L'aggiunta di funghi porcini secchi è fondamentale, la trasforma e la nobilita. Pochi pezzetti di funghi secchi danno brio a tutta la zuppa. 
      Mi raccomando scegliete funghi secchi di ottima qualità. Potreste addirittura spacciarla per zuppa di porcini. Pochi si accorgerebbero della differenza, forse solo il vostro portafoglio, perché il costo di un chilo di champignon è ben diverso da quello di un chilo di porcini.

      La rouille è una salsa piccante che solitamente accompagna la bouillabaisse,  la zuppa di pesce che preparano nel sud della Francia.
      Rouille significa "ruggine" perché il colore della salsina è arancione, proprio come la ruggine.

      La mia finta rouille ha un colore acceso e un sapore altrettanto vivace


      Questa mia versione della rouille nasce da un errore. Avevo chiesto come si facesse questa salsa a una cuoca francese che faceva una zuppa di pesce, (opps scusate non si può dire "soupe de poisson" quando si parla di una bouillabaisse) mi correggo una buillabaisse semplicemente magnifica.

      Peccato che per "poivron rouge" lei intendesse il peperoncino rosso piccante e io il peperone rosso bello cicciottello e per niente piccante.
      Da qui in poi la strada della sua rouille e della mia finta rouille si sono divise. E la mia idea di fare la bouillabaisse si è trasformata in una zuppa di funghi.
      Cosa c'entra la bouillabaisse con la zuppa di funghi? Ehm, niente, forse il colore è simile :-D

      Ultima cosa, vi consiglio di aggiungere solo mezzo cucchiaino o poco più di "rouille" alla vostra zuppa di funghi per non coprire troppo il sapore dei funghi.


      Zuppa di funghi al sapore di porcini con  finta rouille

      Per 6 persone
      • 900 gr di funghi champignon surgelati (due buste)
      • 20 gr di funghi porcini secchi
      • 3 spicchi d'aglio
      • un dado (facoltativo)

      Per la finta rouille
      • 1 peperone rosso
      • 3 - 4 spicchi d'aglio
      • 1 patata bollita
      • un pizzico di sale

      Per i crostoni

      • 6 Fette di pane (di altamura per me)
      • 200 gr di gruviera grattugiato


      In una pentola bella capiente lascio soffriggere in poco olio di oliva i 3 spicchi d'aglio, appena imbiondiscono aggiungo 2,5 litri d'acqua.
      Tuffo subito i funghi champignon (che io ho acquistato surgelati, ma vanno benissimo anche quelli freschi, ma prima puliteli e tagliateli a pezzetti ) nell' acqua. Se volete potete aggiungere il dado (vi consiglio però un dado dal gusto delicato) io aggiungo solo il sale

      Lavo i porcini secchi e li aggiungo nella pentola. Non è necessario farli "rinvenire" in acqua calda. Rinverranno da soli mentre cuociono :-)

      Lascio cuocere per un quarto d'ora e nel frattempo preparo la mia finta rouille

      Metto il peperone sul fuoco e ne brucio la pelle. Lo metto in una pentola che chiudo con un coperchio e lo lascio riposare per una decina di minuti. Questa operazione mi permetterà di togliere la pelle più facilmente.

      Spelo il peperone, tolgo i semini e il "tappo" e lo metto nel mixer insieme alla patata bollita, agli spicchi d'aglio spelati e al pizzico di sale. Frullo il tutto e ottengo una crema rossa molto densa, profumata e leggermente piccante.

      Preparo i miei crostoni adagiandoli su una teglia coperta di carta argentata (o carta da forno) e li cospargo con il gruviera grattugiato.
      Passo tutto sotto la griglia del  forno finché il formaggio non si sia sciolto.

      Frullo la zuppa di funghi.
      Metto i crostoni nei piatti fondi e verso accanto la zuppa. La rouille la servo a parte, ognuno sceglierà se e quanto aggiungerne al proprio piatto

      E' una zuppa che può essere presentata anche in una cena "impegnativa". In questo caso frullatela molto, fino ad ottenere una crema, fate dei crostini al formaggio più piccolini che servirete a parte e decorate la superficie della zuppa con un trito di prezzemolo.