venerdì 16 settembre 2011

Torta salata al pomodoro

Torta al pomodoro: un'esplosione di sapore



Siamo andati alla ricerca dei tesori nascosti nei boschi. Abbiamo trovato le campanelline dove dormono le fate, uno sfavillante garofano dei poeti, le nocciole di Cip e Ciop, e le dolcissime more che, magicamente, lungo il percorso del ritorno, sono scomparse lasciando musetti e lingue viola. Che strano potere magico hanno queste bacche!
Al ritorno però la decisione è stata unanime. Questa passeggiata magica è stata bellissima e quindi... quindi bisognava immortalarla per il blog.

Nel frattempo la lunga e fruttuosa ricerca aveva risvegliato un grande appetito nei piccoli ricercatori.
Bisognava preparare qualche cosa di rapido e saporito.

Torta al pomodoro

  • Un rotolo di pasta sfoglia surgelata 
  • 300 gr di pomodorini ciliegia
  • Senape
  • Qualche rametto di timo o di origano (possibilmente fresco)
  • Sale
Lavo i pomodorini, li taglio a metà e li lascio sgocciolare a testa in giù. Lavo il rametto di timo e metto da parte.
Accendo il forno a 200 gradi. Bagno la carta da forno e rivesto una teglia. Metto la pasta sfoglia e la ricopro con un velo di senape.
Ricopro tutta la superficie con i miei pomodorini.
Insaporisco con una spolverata di sale e il timo. 
Metto in forno per un quarto d'ora.
Via! Pronti all'attacco.




Ecco il bottino della nostra caccia al tesoro

mercoledì 14 settembre 2011

Risotto ai mirtilli

Risotto ai mirtilli: un primo piatto dal gusto delicato e dal colore insolito


Era da un pochino che questo risotto mi frullava nella testa, ma avevo qualche perplessità.
Innanzitutto la cipolla. Come la mettiamo la cipolla con i mirtilli? Io proprio il risotto senza cipolla non ce lo vedo. E' come fare le cozze alla marinara senza aglio.
E poi il brodo, non avrebbe coperto il sapore dei mirtilli? E a cuocerlo solo con acqua non rischiavo di fare un piatto insapore?

Ho deciso di fare un giro in internet per dare un occhio alle ricette in rete. Ma la confusione a questo punto è aumentata. C'è chi lo prepara con brodo, chi con acqua chi addirittura solo con vino rosso.

Basta, ho deciso di partire sperimentando e testando. Come giuria i miei figli che mi prendevano in giro "E per prima colazione cosa ci hai preparato mamma: il risotto ai mirtilli?"

Togli qui metti là, le loro faccette non si lluminavano come quando cucino "qualcosa di buono".
Allora ho deciso di tornare alle origini. Ho messo la cipolla e il brodo. E questa sera, alla prima forchettata gli occhi di mio figlio hanno fatto "ding" e si sono illuminati.
"Mamma sì, questa!"
E questa è


Risotto ai mirtilli

Per 4 persone:
  • 320 gr di riso vialone nano
  • Mezza cipolla (circa 50 gr)
  • Una confezione di mirtilli (125 gr)
  • 1 dado
  • 20 gr di burro
  • 2 cucchiai di olio

Preparo il brodo (poco più di mezzo litro) con il dado.
Taglio la cipolla sottilissima e la faccio soffriggere in due cucchiai di olio. Aggiungo il riso e lo lascio cuocere pochi minuti, il tempo necessario per assorbire l'olio e diventare trasaparente.
Verso un poco il brodo e lascio cuocere il tempo indicato sulla confezione mescolando di tanto in tanto e aggiungendo il brodo man mano che evapora.
Nel frattempo frullo i 2/3 dei mirtilli. Un minuto prima del termine della cottura insaporisco con i mirtilli frullati. Mescolo. Spengo il fuoco e aggiungo il burro. Faccio mantecare mescolando delicatamente.
Lascio riposare il tutto qualche minuto.
Servo poi nei piatti decorando con i mirtilli rimasti.

lunedì 12 settembre 2011

Zucchine al forno

Zucchine al forno: anche i piccoli ne vanno pazzi


Quando ero piccolina proprio non c'eraverso. Le zucchine non le mangiavo.
L'uniche che mangiavo erano ... le zucchine della nonna.


Zucchine al forno
Per 4 persone

  • 8 piccole zucchine
  • 100 gr di mortadella
  • 50 gr di parmigiano
  • un mazzetto di prezzemolo
  • un uovo
  • Sale e pepe
  • Olio per ungere la teglia
Lavo le zucchine e le svuoto, trasformandole in piccoli tunnel. Accendo il forno a180 gradi.
Metto nel blender la mortadella, il parmigiano, l'uovo e il prezzemolo. Trito il tutto
Con questo preparato farcisco le zucchine e metto in forno per una mezzora.
I bimbi fanno il bis. Che avevo detto?

Con questa ricetta partecipo a


venerdì 9 settembre 2011

Quaglie all'uva

Quaglie all'uva, o come avrebbe detto Babette: Cailles aux raisin


 
Qualsiasi cosa noi prepariamo è legato a un ricordo, una persona, una storia. E' impossibile creare dal nulla.
Io parto da questo principio e spesso mi trovo ad associare fatti, persone, luoghi con un profumo, un cibo o una ricetta.

A volte mi capita anche mentre guardo un film.
In questo caso si tratta del film "Il pranzo di Babette".
Per chi non lo conoscesse (ma davvero c'è qualcuno che non sa cosa sia?) vi rimando alla scheda del film .

Tra le portate preparate da Babette ci sono le "Cailles en sarcophage".
Qualche tempo dopo ho provato a fare questa ricetta che non ha nulla in comune con le cailles di Babette, eppure.... l'atmosfera di questo film per me è racchiusa qui . La preparazione è lunga e piena di gesti: avvolgere le quaglie, asciugare la pentola dal grasso, il togliere e mettere gli alimenti nella pentole e accendere e spegnere i fuochi, cose che non si fanno per la cucina di tutti i giorni. Quando li eseguo mi sembra di compiere un rituale segreto che porterà un poco di gioia tra i commensali, proprio come accade nel film.
E ancora, il fatto di legare la salsa con la maizena mi sembra qualcosa di antico, di sorpassato, proprio come la casa in cui vive Babette.
Comunque sia, io associo questa ricetta con quel film.


Una scena del film


Quaglie all'uva

Per 4 persone

  • 4 quaglie
  • 500 gr di uva bianca senza semi
  • 4 fettine di pancetta (circa 50 gr)
  • 40 gr di marsala
  • 40 gr di burro
  • 1/2 cucchiaino di maizena
  • 2 fette di pancarre tagliate a metà lungo la diagonale (4 triangoli di pancarre)
  • Noce moscata
  • Sale e pepe

Metto sale e pepe nella pancia della quaglie. Le avvolgo nel lenzuolino di pancetta e le adagio in una pentola in cui ho già messo un pochino d'acqua, giusto un filo per non far attaccare la pancetta.
Accendo il fuoco e lascio cuocere girando dolcemente per qualche minuto. La pancetta però mi serve solo per far dorare le quaglie e non deve essere presente nel mio piatto. Quindi, nel momento in cui le mie quaglie sono ben dorate, spengo il fuoco, tolgo le quaglie, elimino la pancetta (forse la metto nel sugo della pasta che preparero poi? Qui non si butta via niente!), asciugo la pentola dal grasso.
A questo punto metto la metà del burro nella pentola, e metto le quaglie di nuovo in pentola. Ora inizia un  altra cottura.

Quando il burro soffrigge appena (attenzione a non farlo bruciare!) aggiungo il liquore e spengo. Copro la pentola con un coperchio e lascio insaporire così per almeno mezz'ora. Il profumo del liquore entrerà nelle carni rendendole ancora più saporite.

Nel frattempo prendo metà dell'uva e la schiaccio per ottenerne il succo. Io lo faccio direttamente nel colino schiacciando con le mani perché mi piace così. Devo ottenere solo il succo dell'uva, mentre elimino le bucce.
Aggiungo al succo il mio mezzo cucchiaino di maizena e mescolo bene. L'aggiungere la maizena per ispessire la salsa mi sembra un gesto molto "vintage", forse perché ora tendo a eliminare tutte le salsine, lasciando il cibo in versione il più possibile "nature", ma qui siamo in un'altra epoca dove non si faceva attenzione alla linea e al colesterolo.

Bagno le quaglie con il succo. Insaporisco con sale, pepe e noce moscata e metto di nuovo sul fuoco.
Deve cuocere per almeno mezz'ora. Tengo d'occhio la salsina che si sta formando. Se dovessi notare che si sta asciugando troppo dovrei coprire la pentola e abbassare la fiamma.

Pochi minuti prima del termine della cottura delle quaglie faccio sciogliere il burro rimasto in un padellino. Aggiungo l'uva avanzata e lascio cuocere finché gli acini diventano opachi.

Arrovento sulla fiamma forte la griglia e griglio le fettine di pancarre.

A questo punto procedo a impiattare: prima la fetta di pane su cui adagio poi la quaglia. Dispongo gli acini di uva e nappo il tutto con la salsina all'uva.
Et voilà, tout le monde a table!




mercoledì 7 settembre 2011

Ghiacciolo percoca, lime e basilico

Ghiacciolo percoche e lime: una pausa rinfrescante



Il sole nel congelatore.

L'estate è agli sgoccioli, ma il caldo è ancora qui. Accanto agli ultimi frutti di questa stagione compaiono i primi segnali dell'autunno.
Vicino alle ultime pesche e alle percoche ecco spuntano mirtilli, fichi e uva.
E' forse uno dei momenti più "ricchi " dell'anno. Dovrei essere contenta, e forse un po' lo sono, di avere tanti ingredienti a mia disposizione ma.....vorrei riuscire a imprigionare un raggio di sole e tenerlo per me.
Ci provo congelandolo :-)



Ghiacciolo percoca, lime e basilico

Per 6 ghiaccioli:
  • 2 percoche
  • 1 lime
  • 200 ml di acqua
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 6 foglie di basilico

In un pentolino metto l'acqua e lo zucchero. Porto a bollore e faccio sciogliere lo zucchero.
Spengo il fuoco e a questo punto aggiungo le foglie di basilico.

Frullo le percoche e aggiungo il succo di mezzo lime. L'altra metà la aglio in fettine sottili e quindi in piccoli quarti.
Tolgo le foglie di basilico al mio sciroppo che nel frattempo ha acquistato un aroma delicato e lo aggiungo al frullato di pesche. Frullo ancora un secondo e verso negli stampi per i ghiaccioli.

In ogni stampino lascio affondare un paio di piccoli pezzetti di lime.
Metto in freezer e lascio congelare.
Ecco fatto, ho il mio raggo di sole.

lunedì 5 settembre 2011

Riso al latte

Riso al latte: dolce e rassicurante


Esistono cibi particolari, quelli che gli americani definiscono "comfort food", ovvero quelle ricette che vengono ripetute più e più volte e che, oltre ad essere apprezzate per il gusto, hanno anche un valore affettivo.
Sono pozioni magiche che hanno il potere di lenire malinconie e tristezze. Hanno il potere di renderci sereni al primo morso e di rassicurarci.
Sono una coccola per il gusto e per l'anima.


Riso al latte
Dosi per 4 persone
  • 500 gr di riso. Io ho usato il Vialone Nano, ma è ottimo anche il Carnaroli 
  • 1 litro di latte
  • 1 stecca di vaniglia
  • 3 cucchiai abbondanti di zucchero di canna integrale
  • Cannella in polvere (facoltativo)
Verso in una pentola bella capiente il latte. Apro la stecca di vaniglia tagliandola per il lungo. Raschio l'interno con la lama del coltello. Ottengo  una  pasta nera un poco appiccicosa, una via di mezzo tra la polvre del caffè e caviale in formato mignon.
La metto nel latte.
Aggiungo lo zucchero ed ecco che il latte magicamente assume un colore cappuccino chiaro.
Faccio bollire.
Pian pano dalla pentola si sprigiona il profumo della vaniglia. Questo è il momento in cui posso aggiungere il mio riso.
Porto a cottura.
Servo.
Io aggiungo un poco di cannella, ma c'è chi preferisce mangiarlo così.
Mio figlio ne mangia tre piatti nature, mia figlia lo copre di cannella. Ma tutti e due lo guardano con occhi luccicanti.

E' buono caldo, tiepido o freddo. Dipende dal tipo di coccola desiderata.



Caldo in inverno, tiepido contro la tristezza e freddo in estate


venerdì 2 settembre 2011

Panzerotti di patate




Panzerotti di patate: morbidi e saporiti


Tate e patate


Quando ero piccolina avevo una tata che mi adorava, ma ero una bimba pestifera, soprattutto con lei. 
Pensavo che fosse un po' colpa sua se mia madre non era con me, e quindi le facevo un sacco di dispetti. 
Teresa ha tentato di tutto per conquistarmi e una delle sue armi, forse quella più convincente, è stato il cibo.
Uno dei miei alimenti preferiti è la patata, che lei mi ha proposto in più varianti. 
Tra le sue ricette che più ricordo volentieri ci sono i panzerotti di patate. Mi piacevano così tanto!

Tempo dopo Teresa è tornata a trovare la mia famiglia. Io non c'ero, ma lasciò per me dei panzerotti belli pronti che preparò lì all'istante, sotto il naso di mia sorella che aveva il compito di prendere appunti.
Credo che mia sorella sia stata distratta un bel po' dalle chiacchiere di mia madre e di Teresa visto che il foglietto con gli appunti della ricetta è solo una lista di ingredienti, senza quantità nè  procedimento. 
Di tanto in tanto prendo in mano questa lista e ci ritento, ma ancora non sono riuscita a rifarli uguali. 

Questa volta ho provato a utilizzare metà dose di farina rispetto al quantitativo di patate e non ho usato l'uovo (o le uova?) previste dall'elenco di Teresa perché questa volta li avrebbe assaggiati anche mia nipote che è allergica. Ho sostituto il lievito fresco, che non avevo (non sono più abituata a comprare il lievito fresco e la mia pasta madre si sta ancora riprendendo dalle vacanze :-D), con il lievito per pizza istantaneo e ho provato a cuocere i panzerotti in forno (anche se la mia tata li friggeva) perché volevo provare una versione "light".

Non sono ancora quelli della mia tata ma sono stati spazzolati tutti in un baleno!

I panzerotti, già belli farciti, sono pronti per entrare nel forno



Panzerotti di patate

  • 500 gr di patate lesse
  • 50 gr di burro a temperatura ambiente
  • 250 gr di farina
  • sale
  • 1 bustina di lievito istantaneo in polvere
Per il ripieno:
  • Mezza mozzarella tagliata a cubetti
  • Una confezione di prosciutto tagliato a cubetti
Lavoro insieme le patate, la farina e il burro. Aggiungo il sale e il lievito e lavoro ancora fino ad ottenere un impasto bello liscio.
Formo tante palline poco più grandi di una noce.
Schiaccio una pallina e metto al centro qualche pezzo di prosciutto e di mozzarella. Schiaccio un'altra pallina e 
richiudo il panzerotto.
Schiaccio un poco sui lati per dare una forma allungata e metto i panzerotti su una teglia ricoperta da carta da forno.
Avendo usato il lievito istantaneo non ho bisogno di aspettare e inforno a 200 gradi per una mezz'ora abbondante.
Nel caso in cui avessi usato il lievito fresco, cosa che di solito faccio, avrei messo i panzerotti sulla teglia ben distanti uno dall'altro e li avrei lasciati nel forno spento a lievitare per almeno 3 ore. Quindi sarei passata alla cottura.
Sono comunque risultati morbidissimi e veramente buoni.


Con questa ricetta partecipo al contest di Mamma Papera's Blog



e partecipo al contest di Pane e olio: