giovedì 9 settembre 2010

Si ritorna a scuola

Tra pochissimo inizia il nuovo anno scolastico. Mi trattengo a malapena dall'imporvvisare sambe e ole in giro per la casa. I miei figli mi guardano perplessi non sapendo come interpretare il mio comportamento. Sta scherzando vero?
 
Lo so, lo so le mamme non lo dicono mai, eppure sono sicura che pensano. ciò che io manifesto apertamente Tre mesi di vacanza dalla scuola sono troppi, ma non per i bimbi, per i genitori!
 
Le piccole pesti che ti scombinano i tuoi programmi, si picchiano, ti mettono a soqquadro la casa, ti rompono i tuoi oggetti preferiti e ti guardano con gli occhioni liquidi, pieni di lacrime chiedentìdoti scusa, per poi ripartire come razzi in cerca di altro materiale da demolire appena ti fai intenerire e li baci dicendo "non fa niente, può succedere". Beh loro, gli extraterrestri che ti fanno pensare ai tuoi genitori come a dei santi e ti fanno dire "Ma-io-non-ero-così" riprenderanno i loro ritmi scolastici.
 
E io sarò un po' più libera, e anche un po' più sola.
 

 
Pesto genovese nel mixer

 
Questa è una delle salse preferite dai miei figli. sarà perché è verde come i marziani?
Chiedo scusa a Filo, che è stato allevato in riva al mare ligure con biberon ricolmi di pesto fatto rigorosamente al mortaio. A mio discapito posso solo dire che non ci sono più le mamme di una volta.
  • 3 bei mazzi di basilico
  • olio di oliva extravergine (ovviamente ligure)
  • 2 cucchiai di Pinoli
  • 25 grammi di Parmigiano Reggiano (a pezzettini, visto che lo devo mettere nel mixer, altrimenti se c'è, anche già grattugiato e allora sono circa 4 cucchiai)
  • 15 grammi di Pecorino (come sopra ma qui sono 2 cucchiai, dato che il pecorino ha un sapore un po' più deciso)
  • 4 spicchi d'aglio
  • Sale grosso (perché aiuta il mixer a triturare più velocemente, quindi gli ingredienti non si "scaldano" troppo)
 
Lavo bene le foglie del basilico e le lascio asciugare nello scolapasta. Per essere tranquilla di aver tolto proprio tutta l'acqua metto le foglioline di basilico su un canovaccio e le asciugo delicatamente.
Preparo il mixer con olio, aggiungo le foglie di basilico e tutti gli altri ingredienti. Lo faccio lavorare alla massima velocita per pochissimo tempo.
 
Il segreto è proprio questo: essere rapidi perché altrimenti il basilico si ossida e diventa scuro e le lame "scaldano" gli ingredienti che perdono un po' del loro aroma.
 
Divido il pesto in 4 piccole vaschette d'alluminio. Una la uso subito per condire le trenette appena cotte al dente,  le altre le metto nel congelatore per questo inverno.
Quando sarà il momento di usarle lascerò scongelare il pesto a temperatura ambiente e aggiungerò un po' di olio di oliva extravergine alla salsa.

martedì 7 settembre 2010

Pesce nel pane


Cena con Sabine e Attilio. Amo preparare da mangiare per i miei amici e, se è vero che in buona compagnia bastano anche solo spaghetti aglio, olio e peperoncino, (A proposito che buoni! E' tanto che non li mangio, da quando sono arrivati i bambini e il peperoncino è scappato di casa. Devo mettere questo piatto in nota per i miei pranzetti in solitario.) mi piace studiare i menù pensando a quello che può far loro piacere.
Preparare una cena per Sabine poi è una sfida. Come ho già detto è una cuoca perfetta.

Di questo piatto ne ho sentito parlare da un suo amico. Non l'ho mai né mangiato né preparato prima e non ho nemmeno una ricetta precisa da seguire. Lo so non si fa di proporre piatti nuovi agli invitati, ma non è la prima volta che lo faccio, e non sarà nemmeno l'ultima. 

Pesce nel pane
 

  • 1 kg di farina
  • 2 cubetti  ( da 25 gr) di lievito fresco
  • Acqua
  • Sale
  • 1 Dentice da 2 chili già bello pulito (ma si possono cuocere in questa maniera anche altri pesci dalla carne delicata come cernie, ricciole, branzini) e anche la pezzatura può essere, ovviamente, differente
  • Un mazzetto di rosmarino, salvia e timo.
  • 2 spicchi d'aglio.

Preparo la pasta del pane mescolando la farina con il lievito e aggiungendo a poco a poco l'acqua. L'impasto deve risultare morbido ed elastico (il test di verifica è premere leggermente un dito sulla pasta. Se l'orma lasciata scompare dopo poco la pasta è pronta) .
Lascio lievitare per circa un ora o finché non è aumentata di volume.
Quindi impasto ancora per eliminare le bolle d'aria.
La stendo dandole una forma rettangolare un pochino più lunga de mio pesce e larga il doppio.

Appoggio il pesce sul letto di pasta e infilo nel taglio della pancia il mazzetto di erbe, l'aglio, il sale e il pepe.
Lo ricopro e chiudo ben bene la pasta dandole la forma del pesce.
La punzecchio qua e la per fare uscire il vapore durante la cottura e disegno le squame, l'occhio e la bocca (ma questa parte è facoltativa!) e metto tutto nel forno a 180 gradi, la stessa temperatura che utilizzerei per cuocere il pesce senza pasta.
Lascio cuocere per un'ora e mezza. (Nel caso di pezzature più piccole il tempo di cottura è ovviamente inferiore).

Trascorso questo tempo tolgo il pesce dal forno, lo mostro agli ospitit e poi lo porto via.
No non me lo mangio da sola in cucina:  taglio il pane come se fosse un grosso panino, la pelle del pesce rimane attaccate al pane e io servo i filetti ma non il pane, che invece butto.

venerdì 3 settembre 2010

La pasta rosa della principessa Aurora

"Mamma ploplio non posso dolmile. Avlei bisogno di una stolia"
"Che ne dici della Bella Addormentata nel bosco?"
"Dico che va bene".
"..... le tre fatine portarono la piccola principessa Aurora nel bosco e, travestite da popolane, la crebbero fino a che non ebbe 16 anni."
"Mamma...."
"Si?"
"Ma la plincipessa Aulola è stata abbandonata dai suoi genitoli?"
"Beh, no. I suoi genitori l'avevano affidata alle tre fatine per fare in modo che non venisse punta come aveva predetto la strega Malefica".
"Ma mamma non potevano falle mettele dei guanti di fello così poteva lestale con lolo?
"Ehmmm, forse non c'erano guanti di ferro".
"Si che c'elano! Bastava chiedello ai cavalieli".
"Ehmmmm, sono appunto guanti da cavaliere, non da principessa..."
"........"
"E non potevano fabblicalne pel le plincipesse?"
"NO".
"... e la principessa Aurora cadde a terra addormentata. Solo un bacio d'amore avrebbe potuto risvegliarla".
"Mamma...."
"Si?"
"Ma il bacio d'amole non poteva daglielo subito sua madle?"
"No amore mio......ehm i baci della mamma e del pap sono diversi dai baci dei mariti o fidanzati".
"....Ah".
"Mamma?"
".....SI?"
"Ma Aulola non si è addolmentata nel bosco, ma nel castello. Allola pelché si chiama così?"
".......Perché il castello era nel bosco e non è bello chiamarla "La-bella-addormentata-nel-castello-che-è-nel-bosco", ti pare?"
"Si pelò......"
"Però?"
"Pelò è più giusto".
"Si è più giusto, ma è pure più brutto".
"Va bene".
"Le fatine decisero allora di addormentare anche il re, la regina e tutti gli abitanti del castello, finché la principessa non si fosse risvegliata".
"Mamma...."
"Si?"
"Ma le fatine non petevano chiamale subito il plincipe Filippo invece di fale tutta questa confusione?"
"Ehmmmmm, le fatine non sapevano che il principe Filippo amava Aurora".
"Ah....."
"...."
"Mamma...Come facevano a non sapello se sono fatine?"
"....Non lo sapevano ANCORA."
"... e vissero felici e contenti".
"Mamma...."
"Siiiiiii?"
"Visto che ti ho lasciato leggele il mio liblo...... ola mi lasci giocare?"
"............."
"!!!!!!!!!!!!!!!!!"

Pasta al salmone con pomodorini
Questo è uno dei piatti preferiti di mia figlia

  • Un trancio di salmone di circa 200 grammi
  • Una decina di pomodorini datterini
  • Olio di oliva etravergine dal sapore delicato
  • Sale e pepe
  • Qualche foglia di basilico
Cuocio al vapore il salmone e nel frattempo preparo anche la pasta.
In una ciotola bella grande metto i pomodorini tagliati a metà. Aggiungo il salmone tagliato a pezzettini. Aggiungo l'olio di oliva per legare il tutto.
Scolo la pasta e la metto nella zuppiera.
Mescolo il tutto, insaporisco con le foglie di basilico, il pepe e, se serve il sale e servo.

lunedì 30 agosto 2010

Medicina per cuori spezzati

"Mamma oggi Lorenzo viene qui a giocare alla play".
"Perfetto"
"Però Ginevra, non darci fastidio ok?"
"...."

"Ma perché ti sei messa la maglietta con i brillantini?"
"Mamma, alliva Lolenzo, no?"
"Ah...."

"Lolenzo, ti piace la mia maglietta con Hello Kitty e i blillantini? ....................Lolenzo, quanti anni hai?, .....Lolenzo, sai che tla poco tolno all'asilo? ......Lolenzo, posso giocale insieme a te?"
"Mammaaaaa, Ginevra si è innamorata di Lorenzo e non ci lascia giocare!"
Sciaffff, paf.
"Mammaaaaaa, Ginevra mi mena".

"Lolenzo, lo sai che se non sto attenta Altul gioca con le mie bambole?"
"Mammaaaaa, puoi fare qualcosa?"

Urge un antidoto alla cotta per Lorenzo. Esiste una medicina per i cuori infranti? Io mi sono sempre curata con il cioccolato. Mi somiglierà? Proviamo.
"Ginevra ti va di fare un dolce al cioccolato?"
"Mamma! Hai detto cioccolato????"
Si, decisamente funziona anche per lei.


Tortine al cioccolato

Questa ricetta è un mix tra la torta di Sophie, un'amica francese che non vedo da anni, e la torta "Reine de Saba", dal cuore bello cremoso di cui ho "carpito" la ricetta in un bar sulla spiaggia di Saint Tropez (accidenti quanto ci ho messo per averla!).
Non c'è che dire i francesi ci sanno proprio fare con i dolci.
Il risultato è come dovrebbe essere l'uomo ideale: una bella scorza croccante fuori e tanta morbidezza dentro.




Prima e dopo la cottura


300 gr di cioccolato fondente
250 gr di burro
100 gr di zucchero
4 uova
Metto a fondere il cioccolato a bagnomaria. Mescolo di tanto in tanto e quando ormai è bello sciolto aggiungo il burro a pezzettini.
Nel frattempo batto bene con una frusta le 4 uova intere con lo zucchero.
Tolgo il cioccolato con il burro dal fuoco e quando si è raffreddato aggiungo al composto con le uova.
Mescolo bene.
Imburro delle piccoli stampini e li infarino. Con l'aiuto di un mestolo li riempio un poco più della metà (quelli di Ginevra no, li vuole belli pieni).
Metto poi il tutto nel forno già caldo (150 gradi) per circa 40 minuti.

Mentre aspettiamo che le tortine si cuociano c'è chi pensa a pulire pentole e ciotole.






mercoledì 25 agosto 2010

Basta poco

A volte basta poco. Un profumo, un colore, una stretta di mano una parola detta al momento giusto e tutto cambia.Tutto sembra più bello.
Ci sono anche dei cibi che hanno questo "effetto coccola". La pasta al pomodoro fresco per me è uno di quelli




Pasta al pomodoro fresco

Il segreto è tutto qui: ottimi ingredienti e ...pentola bella larga. Per questo sughetto uso una padella enorme che in realtà è più un'arma impropria che un recipiente per la cottura.

Ogni volta che lo uso penso ai cartoni animati, o ai fumetti, dove il malcapitato di turno (Tom, Gatto Silvestro, tanto per fare un esempio) riceve una padella in testa.

Ecco questa è proprio QUELLA padella. La padella micidiale dei cartoni animati.

  • Olio di oliva extravergine non troppo saporito (altrimenti "allungo l'olio con olio di semi)
  • 3 o 4 spicchi grossi di aglio
  • Un piccolo peperoncino rosso
  • 300 gr di pomodorini da sugo tagliati a pezzetti (io preferisco quelli a pelle sottile che non mi piace trovare la "pelle" dei pomodori nel sugo, oppure i pomodori ramati a cui faccio prima fare un tuffo in acqua bollente. Incido poi la pelle e la tiro via)
  • 3 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • Pasta. La dose ottimale è circa 70 grammi a testa, ma io abbondo sempre. Per questo sugo di solito scelgo sempre gli spaghetti, oppure, come in questo caso le linguine.
  • Sale e pepe
  • 3 - 4 foglie di basilico


    Nella padella scaldo l'olio e aggiungo gli spicchi d'aglio e il peperoncino. Lascio scaldare pochissimo, appena il tempo di sentire l'aroma dell'aglio e di vederlo prendere un pochino di colore poi aggiungo i pomodorini.

    Qui si aprono le alternative: in estate, quando i pomodori sono più saporiti il tempo di cottura è rapidissimo, 2 - 3 minuti. Se, invece durante il taglio mi rendo conto che i pomodori sono troppo acquosi lascio cuocere più a lungo.
    Aggiungo poi qualche cucchiaio di conserva per dare un po di colore al sugo. Sale e pepe e alla fine della cottura qualche foglia di basilico.
    Scolo la pasta un minuto prima del previsto e lascio terminare la cottura nella pentola del sugo

lunedì 16 agosto 2010

Meduse e melanzane



Sono così orgogliosa di questa foto che per una volta vengo meno alle regole e non apro con l'immagine di una ricetta, ma bensì di una medusa ripresa sporgendomi dalla barca. Pericolosissimo... per la medusa e per la macchina fotografica.


Spiagge magnifiche. Acqua di un azzurro incredibile. Tutta la magia del mediterraneo in pochi chilometri quadrati. Insomma un posto magnifico che piace a tutti.
Anche alle meduse,
Accidenti mai viste così tante. E se nei primi giorni eravamo terrorizzati, ora ci siamo abituati e riusciamo a individuarle con una facilità sorprendente.
"Eccone una" dice la piccola sporgendosi a testa in giù dalla barca e puntando il ditino a pochi centimetri dalla massa gelatinosa.
"Dammi il retino che la sposto" risponde il grande in bilico su un piede solo sul parapetto.
I turisti guardano ammirati il duo equilibrista.
Io sorrido sperando di riuscire a interpretare bene la parte della "mamma per niente ansiosa, abituata ad avere figli dai piedi prensili che scovano animali pungenti - morsicanti - urticanti e che salvano l'umanità allontanando con destrezza qualsiasi pericolo"
In realtà non mi sento affatto così.








Caponata di melanzane


Anche questa è una ricetta che mi è stata ispirata da una gita in barca. Comunque non è la classica caponata di melanzane, ma è buonissima. Sia come contorno, sia messa in un panino e via.

Cipolle
Melanzane
Olive (possibilmente denocciolate)
Qualche pomodorino
Pinoli
Due cucchiai di salsa di pomodoro
Olio di oliva
Sale e pepe
Due cucchiai di aceto
Due foglie di basilico

Taglio la cipolla a pezzettini piccoli e la faccio soffriggere nell'olio d'oliva.Quando diventa trasparente aggiungo la melanzana tagliata a tocchetti grandi un po' più di un centimetro. Appena diventano morbidi aggiungo i pomodorini a pezzetti, le olive e i pinoli. Coloro con la salsa di pomodoro e insaporisco con sale e pepe.
Spengo il fuoco e aggiungo due cucchiai di aceto.

mercoledì 11 agosto 2010

Polpette in barca



Oggi giro dell'isola in barca. Paesaggi meravigliosi e racconti di vita vissuta.
Le barche sono una decina più o meno, ovviamente i barcaioli si conoscono tutti.

Usano la radio per prendersi in giro e per cantare canzoni.
I turisti sono felici, ma loro sembrano ancora di più.

Appare la barca Nettuno e parte la canzone "Ti giuro Nettuno, ti giuro ....." una parodia della canzone di Mina, era Mina poi? Bah...
Da un'altra un barcaiolo canta in siciliano e fa fare ai suoi turisti il coro.
Ha una voce possente da baritono e intonata, ma visto lo sguardo che passa tra il "mio" barcaiolo e suo figlio (un guizzo ilare di qualche secondo) capisco che il coro probabilmente sta cantando parole che non conosce e sospetto che siano cose vietate ai minori di 18 anni.
Sono tropo curiosa e chiedo. Ridono. Si, è così.

E noi che si fa allora? Si resta a guardare?
Per niente si passa a cose serie, tiriamo fuori l'artiglieria pesante: si mangia.

Mangiare qui, come in tutto il meridione, è la condivisione di una cultura.
Per primo arriva un vinello bianco e, apparentemente leggero. Conosco la storia: va giù che un piacere, ma poi scioglie le lingue.

Ora anche i "turisti" si trasformano. Si chiacchera come grandi amici. Si ride e si canta. Tutti.
Si apparecchia, compare addirittura la tovaglia. E poi, magicamente arrivano, da non so dove delle meraviglie.
Olive, tonno, pomodori a pezzettini, pecorino, perdo il conto delle cose che vedo, annuso, mangio.
Le altre barche partono al contrattacco.

Ci si urla da una barca all'altra. "Mia madre stamattina ha fatto le polpette".
"Mia moglie la parmigiana".
Ed ecco che parte l'arrembaggio: è tutto un passare da una barca all'altra di assaggi e assaggini.
Anche la signora che per tutto il viaggio è stata cellulare con un muso lungo così sorride.

Alla fine non ci sono né vincitori né vinti.
Solo un grazie corale alle donne dei barcaioli, che si sono svegliate questa mattina per preparaci tutto questo ben di Dio.

Riprovo a fare le polpette della "mamma di Piero" ma mi scuso preventivamente con la signora, di sicuro non saranno buone come le sue.

Polpette con le patate

carne trita mista di manzo e maiale
un pochino di pane secco spezzettato e lasciato ammorbidire nel latte
prezzemolo tritato
un bel po' di pecorino di prezzemolo tritato
qualche patata a pezzetti
un poco di vino bianco
sale, pepe
olio di semi e di oliva per cuocere

Mescolo la carne con il pane, il prezzemolo e il pecorino. Aggiungo un po' di sale e pepe. Formo poi delle polpette grandi come noci.
In una padella bella larga metto olio di semi e olio di oliva e lascio scaldare aggiungo le patate e quindi le polpette. Lascio cuocere un pochino poi insaporisco con il vino bianco. Aggiungo dell'acqua di modo che le polpette e le patate siano coperte per meno della metà e lascio cuocere. Giro le polpette di tanto in tanto e continuo la cottura finchè le patate non sono belle cotte e si sfaldano un pochino.