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giovedì 25 aprile 2013

Panino vodka, pere e gorgonzola - Sandwich vodka, pears and gorgonzola


Ma chi lo ha detto che per mangiare qualcosa di buono bisogna restare tanto tempo in cucina?
Per questo panino occorrono solo 5 minuti e il risultato è davvero ottimo.

La vodka è un piccolo segreto. E' un superalcolico che non ha un gusto particolarmente spiccato, ma dà quel tocco in più che rende questo panino unico.

L'abbinamento pere con il formaggio.. è inutile che ve lo spieghi vero? E' davvero buonissimo.
A proposito sapete perché si dice "Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere"? 
Ecco qui ci sono due strade percorribili. 
La prima è che il contadino lo sa già che questo è un'abbinamento perfetto, quindi è inutile dirglielo; la seconda è una spiegazione politico - economica: se il contadino sapesse quanto è buono ciò che produce mangerebbe tutto lui senza portare quanto dovuto ai nobili, proprietari della terra che lavora.

Quale sia la soluzione di questo detto popolare non saprei proprio. 
Intanto io mi faccio il panino e poi mentre lo mangio ci penso.
Magari una soluzione a questo dilemma la trovo. O forse no



Panino vodka, pere e gorgonzola

Ingredienti per un panino:
(english version below)

  • due fettine di pane
  • un cucchiaino di vodka
  • due foglie di lattuga
  • una noce di gorgonzola
  • due fettine di pera decana rossa

Scaldo la griglia. Appena è bella rovente ci appoggio sopra le fette di pane che lascio grigliate per pochi istanti. Giro le fettine e compio la stessa operazione anche per questo lato.

Tolgo dal fuoco e distribuisco il cucchiaino di vodka su una sola fetta di pane. 
Metto poi le foglie di lattuga e le fettine di pera. Spalmo il gorgonzola sulla seconda fetta e chiudo il panino.





Sandwich vodka, pears and gorgonzola

Ingredients for a sandwich:

  • two slices of bread
  • a teaspoon of vodka
  • two leaves of lettuce
  • a walnut gorgonzola
  • two slices of pear doyenne



I put the grill on fire. As soon as it is pretty hot, I put on it, the slices of bread, which I leave grill for a few moments. I turn up the slices, and I do the same operation for this side.

I remove from the heat slices of bread, and I will distribute over one of them a teaspoon of vodka.
Then I put the lettuce leaves and slices of pear. I I spread the gorgonzola on the second slice and close the sandwich.



Con questa ricetta partecipo a Colors and food di aprile: strega comanda color: bianco!




mercoledì 27 marzo 2013

Fideuà des iles


Per questo mese di marzo quelle pazze quelle simpatiche ragazze dell'mtc insieme con Mai, ci hanno chiesto di:
1. cimentarci in un piatto completamente nuovo (pasta prima fritta e poi.. cotta come se fosse riso? ma dico io...)
2. far tutto ciò a "basso costo" pensando di essere su una nave
Quando mi dicono di fare cose impossibili (o quasi) io aggiungo sempre "e nel frattempo cantare la marsigliese, no?" (che, per chi non lo sapesse è l'inno nazionale francese). Devo dire che quest'inno ha in sé qualcosa che incoraggia a cimentarsi anche nelle operazioni più difficili, sarà per questo che loro, i francesi, hanno fatto la rivoluzione e noi no? Mah.

Dopo essermi fatta coraggio cantando a squarciagola la marsigliese, mi sono detta che no, qui la Francia non c'entrava nulla. Corpo di mille balene questa è una ricetta spagnola e io sono su un galeone di pirati.
Quindi evvai con 
"Quindici uomini, quindi uomini
sulla cassa del morto
e una bottiglia di rhum".

Il che mi ha messo nella giusta atmosfera. Mi sono ritrovata su un galeone a preparare il pasto per i pirati. Quindi ho immaginato..
Non ho il pomodoro. Però avrò bene qualche noce di cocco no? Avrò fatto la spesa alla Tortuga. E se così non fosse appena scorgo un'isola prendo uno dei pirati per il fondo della braghetta e per la collottola, lo lancio in mare e gli ordino "e non tornare finchè non mi trovi una noce di cocco.
Ah già, dimenticavo di dirvi che io sono il comandante dei pirati. Una piratessa. 
Che c'è mai visto una pirata donna? Beh cari miei qui vi sbagliate. Ce ne sono state: Anne Bonny o Mary Read, per citare le più famose.
Io non sono tanto famosa perchè mi diverto più a cucinare che a tagliare le teste. E la mia ciurma credo che preferisca così.
Dunque dicevo il cocco, poi..ah si il curry che ho fregato ho prelevato in una delle mie ultime razzie. 
Il pesce, semplice qui metto due o tre dei miei scagnozzi con la lenza e vai.
La salsa.. beh quella è colpa della marsigliese. Ho rivisitato la famosa "rouille", salsa che accompagna la bouillabaisse, la zuppa di pesci che preparano nella Francia del sud. L'ho resa dolce perchè a metà della mia ciurma non piace il gusto piccante.  
La pasta? vabbè non chiedetemi troppo... questi sono segreti da pirata.

Fideuà des iles
(Sorry no translation for this post is too long and I'm too lazy. Please use the button for the translation, it is at the top right)

Ingredienti per 6 persone

  • 500 g spaghetti tipo "fidelini" rotti a pezzetti grandi circa 2 cm
  • 400 ml latte di cocco
  • 3 spicchi d'aglio
  • 6 gamberi rossi 
  • 3 filetti di cernia (200 g circa)
  • 2 platanos (banane da cuocere)
  • 5 cucchiai di noce di cocco grattugiata
  • 1 cucchiaino di curry
  • sale 
  • olio etravergine di oliva

  • Brodo
    • 2 tranci di merluzzetto (circa 400 g)
    • 1 cipolla
    • le teste dei 6 gamberi rossi
    • sale

    Per la salsa "rouille dolce"
    • 1 peperone rosso 
    • 1 patata dolce
    • sale


    Prima di iniziare.
    Inanzittuto la pentola. Deve essere bassa e larga con i bordi alti e magari il fondo spesso di modo che gli alimenti cuociano in maniera regolare. Io ho usato una delle mie pentole preferite: un mega padellone che è più un arma impropria che una pentola. Ma ricordate una cosa: più una padella pesa e più uccide, no cioè, volevo dire più cuoce meglio :-D
    Parola d'ordine di questa ricetta: organizzazione. La fideuà è stupenda, ma richiede molto ordine e soprattutto il preparare più cose in contemporanea, altrimenti resterete tutto il giorno in cucina.

    Vi consiglio di:
    • iniziare leggendo bene la ricetta (ma questo lo fate sempre ...vero????)
    • preparare tutti gli ingredienti belli in ordine sul tavolo, o dove volete voi, ma devono essere già lì belli lavati (e anche questo è un suggerimento ovvio ...giusto?????)
    • poi mettete in pista il brodo e la salsa. Se siete persone mooolto organizzate, come ad esempio la sottoscritta (ehmm io ve lo scrivo,  tanto poi voi non potete controllare) potreste essere così brave da preparare il giorno prima sia la salsa che il brodo.
    • se preparate tutto lo stesso giorno niente pause caffè finchè non avete messo in pista queste due preparazioni. OK? la patata dolce, il brodo e il peperone POI il caffè.
    • dal momento in cui cominciate a friggere la pasta NON potete più fermarvi altrimenti i pesci diventeranno freddi. Per avere un'idea dei tempi a partire dalla frittura della pasta in mezz'ora (se avete già rotto gli spaghetti e avete tutti gli ingredienti pronti) massimo quaranta minuti la fideuà sarà pronta. 


    Ora si comincia. Partiamo dalla coda, cioè dalla salsa

    Salsa rouille dolce
    • Per prima cosa devo togliere la pelle al peperone. Quindi lo lavo (ma non lo avevate già preparato?) e lo metto a contatto diretto con la fiamma del fornello. Lo rigiro di tanto in tanto finchè non ho bruciato tutta la sua pelle. Lo metto poi in una pentola che chiudo con un coperchio e lo lascio raffreddare così.  Dopo che si sarà ben raffreddato tolgo la pelle bruciata con le mani e poi lo passo rapidamente sotto l'acqua per eliminare gli eventuali residui.
    • Lo apro elimino i semini e il "cappello" con il picciolo.
    • Mentre il peperone si raffredda metto a bollire la patata dolce in acqua salata. Attenzione il tempo di cottura sarà più lungo  della patata normale. Non posso dirvi quanto ci vorrà perchè, ovviamente, dipende dalle dimensioni della patata. Punzecchiatela con una forchetta. Quando i rebbi (le punte) entreranno nella patata con facilità la patate è cotta. Se la patata dovesse essere molto grande, beh cuocetela e usatene solo metà. L'altra metà schiacciatela con una forchetta e metteteci sopra un po' di zucchero. Se avete in giro la ciurma, cioè volevo dire i figli,  sparirà in un secondo.
    • Metto il peperone tagliato in pezzi e la patata dolce nel frullatore, aggiungo un po' di sale e frullo. Se desiderate una salsa un pochino più morbida aggiungete un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva. Io no. Devo dare da mangiare a una ciurma, mica devo fare un pranzo di gala!

    Il brodo
    • Pulisco i gamberi lasciando solo la polpa. Si si lo so che sarebbe più carino, e anche più buono,  lasciarli interi, ma preferisco che la ciurma non scavi con le mani nel piatto, altrimenti so cosa potrebbe accadere: mi ritroverei pezzi di pesce anche sul soffitto. Ma questa "problematica" ha un vantaggio: posso usare "gli scarti" per realizzare un brodo veramente buonissimo. Quindi ... gli scarti vanno in pentola insieme a: cipolla, i tranci di merluzzetto e un pizzico di sale.
    • Aggiungo un paio di litri d'acqua e metto sul fuoco.
    • Dopo una mezz'ora abbondante spengo il fuoco
    • Se avete intenzione di preparare il brodo il giorno prima fermatevi qui. Lasciate raffreddare e poi mettete in un contenitore (chiuso, a meno che non vi piacciano le fragole al sapore di pesce). Il giorno dopo passate al punto successivo
    • Prima di utilizzare il brodo "pesco" dalla pentola i tranci di merluzzetto. Lo spino e conservo al caldo la sua carne. Filtro il brodo e lo rimetto in pentola.  

    La pasta 
    • Come si fa a rompere i fidelini in pezzettini? Prendete un canovaccio (pulito!) e con le mani rompetevi sopra la pasta. Quindi arrotolate il canovaccio e date qualche pugno bello pesante (ooooh come è rilassante vero? Si però non prendeteci gusto, non abbiamo bisogno di farina di spaghetti!). Certo non sono perfetti. Ma sono buoni uguali e quando i pirati mangiano, non stanno a controllare la lunghezza dei fideuà.
    • Metto un poco d'olio sul fondo della pentola e scaldo ben bene. Mettete il palmo della mano sopra la pentola (no NON dentro, ho detto sopra, a circa 10 cm dal fondo tanto per intenderci!) e quando sentirete il calore è il momento giusto per versare gli spaghettini.
    • I fidelini dovranno friggere, fino a  diventare di un bel colore dorato. A questo punto li togliamo dalla pentola e li mettiamo da parte.
    • Utilizzando la stessa pentola, magari mettendoci un altro filo d'olio, facciamo saltare per qualche minuto i gamberi. Poi li mettiamo da parte in caldo. Per tenere in caldo gli alimenti spesso io li lascio chiusi tra due scodelle "scaldate" nel forno (50 gradi) per una decina di minuti.
    • Sempre nel mitico padellone cuocio anche i filetti di cernia, che metto da parte insieme ai gamberi e ai pezzetti di merluzzetto che ho cotto nel brodo.
    • Infine aggiungo un altro po' d'olio e faccio friggere le fettine di platanos che lascio da parte, in una doppia scodella da soli (NON insieme ai pesci. Devono restare croccanti come patatine fritte e se li mettessi insieme ai pesci assorbirebbero l'umido, diventando molli).




    Finito di friggere prepariamo l'assemblaggio del tutto.
    • Con un poco di carta da cucina tolgo dalla padella eventuali residui e olio in eccesso. Aggiungo un paio di cucchiai di olio e schiaccio con l'apposito attrezzo 3 spicchi d'aglio. Lascio scaldare e quando avverto l'odore dell'aglio o come prima quando avverto il calore dell'olio sul palmo della mano,  aggiungo il latte di cocco, 4 cucchiai di cocco grattugiato (1 cucchiaio mi servirà per guarnire), il cucchiaino di curry e il brodo. Quanto? Come suggerisce Mai : il quantitativo necessario per coprire la pasta. Quindi dipende dalla pentola. Tenete comunque il brodo (caldo) a portata di mano (e se finisce, una pentola di acqua bollente) da aggiungere, eventualmente durante la cottura.
    • Appena il brodo con il cocco prende bollore aggiungo la pasta, stendendola ben bene sul fondo della padella. Controllate i tempi di cottura della pasta (la mia 10 minuti) e a metà cottura aggiungete i pesci: gamberoni, merluzzetto e cernia.
    • Durante la cottura mescolo delicatamente ed eventualmente aggiungo altro brodo caldo (o, se il brodo è finito, acqua calda)
    • A fine cottura aggiungo i platanos e spolverizzo con il cocco
    Suono la campana del mio veliero e la ciurma arriva, scompigliata e affamata. 


    Con questa ricetta partecipo all'mtchallange di marzo






lunedì 28 gennaio 2013

Pici al sugo delle braciole napoletane - Pici with Neapolitan sauce of meat rolls


Nella puntata precedente dell'MTChallange, dedicata alle arancine di riso Alessandra mi chiedeva, vista la ricetta del ragù di mia madre, le mie origini, Toscana o Emilia - Romagna?

Devo dire che sono rimasta letteralmente basita dalla sua domanda e ho realizzato che qui non si scherza, chi "regge il pallino" di questa sfida è davvero una grande esperta. 
E sì, lo ammetto, le mie radici più profonde (nelal fattispecie della nonna) sono piantate proprio al confine tra Emilia e Toscana e quindi il mio ragù è un incontro tra le due culture.

Le radici più recenti, i miei genitori, sono invece di Napoli. 
Per questa sfida rispolvero quindi questi germogli più giovani.
Per il nonno romano e per quello calabrese, e per la mia attuale vita lombarda aspetto le prossime sfide :-D

Ma veniamo al dunque. Per la pasta, ops per i pici, ho seguito letteralmente la ricetta proposta da Patty



Pici
(english version below)

Ingredienti per 4 persone

  • 200 g di farina 00
  • 100 g di farina di semola rimacinata
  • 2 cucchiai d’olio extra vergine
  • 1 pizzico di sale
  • acqua
Per prima cosa ho mescolato le due farine, quindi ho versato l'olio e il sale (poco perché Patty avverte "mettetene poco perché indurisce la pasta").
Ho cominciato a impastare aggiungendo un poco di acqua alla volta. Il quantitativo non l'ho misurato ma direi poco più di mezzo bicchiere, il necessario per formare un impasto morbido ed elastico.

Ho continuato ad impastare utilizzando il palmo della mano ed il polso per alcuni minuti, senza stirare l'impasto per non rovinarlo.
Ho avvolto il tutto in un foglio di plastica trasparente e l'ho lasciato riposare.

Sono poi passata alla reliazzazione dei veri e propri pici. Il primo è stato un vero disastro ma a poco a poco ho cominciato a prenderci gusto e a realizzarne di sempre più lunghi (nella foto qui sotto potete ammirare il mio primo "picio".

Per realizzare i pici ho seguito i suggerimenti di Patty: ho steso la pasta con il mattarello fino a raggiungere uno spessore di circa 1 cm. 
Con un coltello (o un tagliapasta) ho quindi tagliato tante striscioline sottili larghe circa 1 cm.
Ho coperto la pasta con un foglio di pellicola trasparente e ho cominciato a lavorare la prima strisciolina, ed ho continuato cosi, lavorando una strisciolina per volta e lasciando le altre coperte con il foglio di plastica per evitare che si seccassero.

Patty racconta come "filare" i pici "rollate i pici con il palmo delle mani e contemporaneamente stirateli verso l'esterno".
Patty dice che i pici non devono essere troppo grossi e devono avere le dimensioni di un bucatino 

Sarà che ho delle manone grosse, che forse non sono molto delicata o che ancora non sono poi tanto brava nei lavori manuali... fatto sta che proprio proprio questi pici sembravano più linguine spiattellate che bucatini.
Alla fine ho trovato come fare, ho veramente "filato" la pasta, cioè ho passato la piccola striscia di pasta tra le punte delle dita stirandola e arrotolandola, e voilà, ad ogni pezzettino di pasta acquistavo sempre più velocità e manualità tant'è che alla fine ho anche ottenuto pici lunghissimi.


 Mentre stavo "filando" la pasta mi chiedevo perché Patty avesse indotto un gruppo di pazze scatenate (ma quante siamo a partecipare all'MTChallange?) che coprono tutta l'Italia a preparare chilometri e chilometri di pici (ma quanti chilometri di pici abbiamo "filato" tutte insieme questo mese? Ce la facciamo secondo a voi a chiudere il nostro stivale in un immaginario picio collettivo? Si lo ammetto filare pici dà effetti collaterali).

Un pochino (ma molto pochino) Patty la conosco e... guardando la mia pasta stesa sul tavolo mi sono messa a riderere perchè ho capito la scelta di Patty....guardate un po' qui sotto se i pici non sono proprio una cosa da pazzi oooops da Patty?



Scusa Patty ma questo piccolo scherzetto proprio te lo dovevo.
Dopo aver lottato con un gatto curioso, così attratto dai pici da cercare più volte di paracadutarsi sul tavolo mentre impastavo e combattuto con figli affamati che già alle 10 del mattino mi chiedevano "Ma quando si mangiano?" (mamma che stress!!!) lasciami un momento di follia.

Bene dopo aver impastato chilometri di pici, (vabbè si sono un poco esagerata), sono passata al sugo.

Per la preparazione delle braciole mi sono affidata al libro "Le ricette regionali italiane" di Anna Gosetti della Salda, casa editrice Solares.



Braciole di maiale alla napoletana
ricetta tratta da "Le ricette regionali italiane" di Anna Gosetti della Salda, casa editrice Solares

(english version below)
Ingredienti per 4 persone

  • 8 fettine di lonza di maiale
  • 100 g prosciutto crudo
  • 50 g uva passa
  • 50 g capperi
  • 50 g pinoli
  • 50 g strutto
  • 1 cucchiaio di pane grattugiato
  • 2 cucchiai di passata di pomodoro e un bicchiere d'acqua (per me 500 g passata di pomodoro e mezzo bicchiere d'acqua)
  • mezzo peperoncino piccante
  • olio extravergine di oliva
  • 16 stuzzicadenti (non si mangiano! servono solo per chiudere gli involtini!)


Ho seguito passo passo le istruzioni e ho quindi cominciato con il lasciare l'uvetta in acqua tiepida per circa 15 minuti.
Nel frattempo con il batticarne ho appiattito ben bene le fettine di lonza e ho tagliato l'eccesso di grasso sui bordi. La ricetta dice di tritarli insieme agli altri ingredienti, ma io qui ho sgarrato.
C'erano due occhioni verdi in un batuffolo di pelo bianco che mi guardavano con aria così adorante che non ho resistito..e sì gli scarti sono andati al gatto che mi ha ringraziato con un sorriso (è vero i gatti sorridono, lo giuro!).

Dunque, non distraiamoci, prepariamo il ripieno. La ricetta dice di tritare finemente il prosciutto crudo, i pinoli, l'uvetta ammollata e i capperi. Io ho messo tutto nel mixer e vrrrr in un secondo hoplà tutto fatto.



A parte poi ho aggiunto il pane grattugiato e ho mescolato. Ho quindi distribuito il ripieno sulle fettine di lonza (distribuendolo sulla parte "lunga" della fetta) e ho chiuso con un paio di stuzzicadenti.


Ora passiamo alla cottura, che deve essere rigorosamente lunga per dar modo al sugo di catturare il sapore della carne.
L'ideale è il "coccio" in ceramica, ma va benissimo anche la cocotte in ghisa (ogni volta che posso utilizzarla faccio una hola, fino ad oggi non sono mai restata delusa dai risultati).

Metto sul fondo lo strutto e 4 cucchiaiate di olio. Lascio soffriggere e  quindi metto gli involtini a rosolare finché non sono ben coloriti da tutte le parti (attenzione girateli delicatamente per non aprirli).

Qui la mia ricetta varia un attimino dal libro perché mi occorreva molta salsa, (vogliamo condire questi pici o no?) quindi al posto delle due cucchiaiate di salsa di pomodoro sciolte in un  bicchieri d'acqua ho optato per mezzo chilo di passata di pomodoro con un pochino d'acqua, giusto per sciacquare la bottiglia e non buttare via il pomodoro he restava sul fondo della bottiglia.

Ho aggiunto mezzo peperoncino, sale e pepe. Ho chiuso con il coperchio e lasciato cuocere per due ore dice il libro, per un'ora e mezzo per me, aggiungendo un pochino d''acqua a metà cottura e mescolando delicatamente per evitare che il sugo si "azzeccasse" (attaccare) al fondo del tegame.



Per preparare i pici metto sul fuco abbondante acqua salata che porto a bollore. Tuffo i pici e li lascio cuocere per 5 minuti, cioè il tempo che i pici risalgano a galla e l'acqua riprenda a bollire.
Scolo e condisco con il sugo delle braciole.
Tengo da parte la carne e tolgo gli stuzzicadenti. Porto in tavola tutto insieme.
Oggi facciamo "ammuina" (confusione) ognuno può decidere se mangiare i pici solo con il sugo o aggiungere anche la carne.

Io ve lo ripeto, ma sono sicura che voi lo avete ben capito che con questa ricetta partecipo all'MTChallange di gennaio



    Pici with Neapolitan sauce of meat rolls


Pici


Ingredients for 4 people
  • 200 g flour 00 
  • 100 g of flour semolina 
  • 2 tablespoons extra virgin olive oil 
  • 1 pinch of salt 
  • water 
First I mixed the two flours, so I poured the oil and salt (only a little because it hardens the pasta).
I started to knead, adding a little water at a time. The amount I have not measured but I would say a little over half a cup, to form a soft and elastic dough.

I continued to knead using the palm of the hand and wrist for a few minutes, without stretching the dough to not ruin it.

I wrapped it all in a transparent plastic sheet and left him to rest.
I stretched out the dough with a rolling pin to a thickness of about 1 cm.
With a knife (or a pastry cutter) I then cut into thin strips about 1 cm wide.

I covered the dough with a sheet of plastic wrap and began to work the first strip, and so I continued, working a strip at a time and leaving the others covered with plastic sheet to prevent from becoming too dry.

To make pici must roll the dough with the palm of your hands while pulling outward.
The pici must not be too large, must have the dimensions of a bucatino (more or less the diameter of two spaghetti).

To cook pici, then I do boil salted water. Dip pici and let them cook for 5 minutes, the time that the pici go back to the surface and the water returns to a boil.

Neapolitan meat rolls with sauce
recipe taken from "Le ricette regionali italiane" di Anna Gosetti della Salda, casa editrice Solares

Ingredients for 4 people
  • 8 slices of pork loin
  • 100 g ham
  • 50 g raisins
  • 50 g capers
  • 50 g pine nuts
  • 50 g lard
  • 1 tablespoon breadcrumbs
  • 500 g tomato sauce and half a glass of water
  • half chilli
  • extra virgin olive oil
  • 16 toothpicks (do not eat! Serve only to close the rolls!)

I started by leaving the raisins in warm water for about 15 minutes.
In the meantime, I flattened with a meat mallet slices of pork loin and I cut the excess fat on the edges.
I put in a blender prosciutto, pine nuts, raisins soaked, and capers and I whip it all.

Then I added the breadcrumbs and I mixed. I then spread the filling on slices of loin (distributing it on the long side of the slice) and closed with a couple of toothpicks.

Now we pass to cooking, which must be strictly long for enabling the sauce to capture the flavor of the meat.
The ideal is the ceramic bowl, but that's fine also cast iron cocotte (every time I use it I am very happy, so far I have never remained disappointed by the results).

I put on the bottom of the pan lard, and 4 tablespoons of oil. Let fry and then put the rolls to brown until they are well colored on all sides (be careful turn them gently, so as not to open them).

I added the tomato sauce, half a red pepper, salt and pepper. I closed with a lid and let it cook for about an hour and a half, adding a little water halfway through cooking and stirring gently to prevent the sauce is attacked on the bottom of the pan.

I seasoned the pici, with the sauce. Keep aside the meat and take off the toothpick. I put on the table all together. Today everyone can decide whether to eat the pici only with the sauce or add the meat.

lunedì 14 gennaio 2013

Indivie al forno - Endive baked



Ma ve l'ho già detto che in famiglia siamo dei grandi mangiatori di verdure? 
Forse sì. E vabbè lo ripeto nel caso non fosse chiaro per tutti.
E aggiungo anche che il frutivendolo quando mi vede arrivare comincia a fare una hola.
Detto ciò è anche vero che spesso mi suggerisce cosa comprare e spesso mi indica ricette (vedi ad esempio qui e qui )

Questo che vi propongo oggi è invece un piatto francese, assaggiato per la prima volta a casa di mia suocera (sì ho, o meglio avevo, una suocera francese). E questa è la sua ricetta, con qualche piccola variante personale, come sempre accade quando una ricetta passa di cucina in cucina.












Indivie al forno
(english version below)

Ingredienti per 4 persone

  • 8 indivie piccole (o 4 grandi)
  • 4 fette di prosciutto cotto tagliate spesse
  • 30 g burro
  • 30 g farina
  • 500 ml latte a temperatura ambiente
  • sale e pepe
  • una grattatina di noce moscata
  • 50 g gruviera

Inizio preparando una béchamel. 
Lascio fondere a fuoco bassissimo il burro mescolando con una frusta. Aggiungo la farina e mescolo per meno di un minuto. Quindi aggiungo il latte a poco a poco.
Aggiungo sale, pepe e un minuscolo pizzichino di noce moscata.
Lascio bollire per tre minuti.
Metto da parte la bechamel e la mescolo di tanto in tanto per impedire che si formi la pellicina sulla superficie.

Ora passo alle indivie. Le lavo ed elimino le prime foglie. Per far cuocere più rapidamente le indivie faccio un taglio a croce sulla base del gambo. Il taglio non troppo profondo altrimenti rischio di rompere le indivie.

Tuffo le indivie in acqua salata e lascio bollire per qualche minuto.

Scolo l'insalata che è rimasta intera e si è leggermente ammorbidita, l'avvolgo con mezza fetta di prosciutto (o una fetta intera se ho usato delle indivie grosse).
Adagio l'indivia con la sua copertina di prosciutto in una teglia imburrata o in cocottine individuali. 
Le ricopro con la bechamel.
Grattugio il gruviera che spolvero sulla béchamel. Insaporisco con un poco di pepe.

Accendo il forno con la funzione grill e lascio cuocere finché non si forma una bella crosticina dorata.
Porto in tavola subito.




Endives baked
Ingredients for 4 people
  • Endives 8 small (or 4 large)
  • 4 slices of thick cut ham
  • 30 g butter
  • 30 g flour
  • 500 ml milk at room temperature
  • salt and pepper
  • some grated nutmeg
  • 50 g Gruyère

I start preparing a béchamel.
Let melt the butter over low heat, stirring with a whisk. I add the flour and mix for less than a minute. Then add the milk gradually.
Add salt, pepper and a tiny pinch of nutmeg.
Stirring constantly with a whisk let it boil for three minutes.
Put aside the bechamel and stir occasionally to prevent that they form a pellicle on the surface.

Now I'm going to endive. I do the clean up and delete the first leaves. To cook more quickly endives I cut a cross on the base of the stem. The cut is not too deep or else risk breaking the endives.

Dip the endive in salted water and let it boil for a few minutes.

I drain the salad remained whole and is slightly softened, I do the wrap with half a slice of ham (or a whole slice if I used large endives).
I put the endive with its cover of ham in a buttered baking pan or in individual ramekins.
I line them with bechamel.
I crumble the gruyere and place it on the béchamel. I add a little pepper.

I turn on the oven with the grill and let it cook until it forms a nice golden crust.
I take it on the table right away.


martedì 11 dicembre 2012

Tortini di polenta al cavolo nero - Polenta pies with black cabbage



Siamo una famiglia del cavolo.
Nel senso che il cavolo ci piace, in tutte le sue espressioni.
Quindi questo è un buon periodo per noi, e io ne approfitto. Posso giocare fino allo sfinimemto, la famiglia delle crucifere offre tantissime opportunità: cavolfiori, cavoli romani, verze........

Oggi è toccato a lui, il più affascinante del gruppo, il cavolo nero. Già solo il nome mi fa venire in mente un cavaliere solitario tanto tenebroso quanto coraggioso.
E proprio per lui volevo una ricetta un po' diversa.

"Uh che bello questo cavolo nero. Però....però non ho voglia di zuppa"
"Ah ma lo provi con la polenta". 

La signora Rosa (che è anche l'autrice di questa ricetta) ha sempre delle ricette inusuali. Proprio come piacciono a me.
Io ho cambiato solo due piccolissime cose: ho utilizzato una farina fioretto, la cui polenta risulta più soffice e dal sapore più delicato. Volevo dare più risalto alle verdure. E poi ho modificato anche la presentazione: al posto della classica polenta delle piccole porzioni individuali.

Dire che è stato un successo è dire poco. Le verdure sono state le protagoniste e i detrattori della polenta non si sono accorti (o hanno fatto finta di non accorgersi?) della sua presenza.



Tortini di polenta al cavolo nero

Ingredienti per 6 sformatini
(english version below)

  • 500 g di polenta fioretto
  • 1 cavolo nero
  • 1 porro
  • Una manciata di fagioli borlotti
  • Sale grosso
  • Olio extravergine di oliva

Inizio lavando il cavolo nero. Elimino la costa centrale "sfilando" le foglie e le taglio grossolanamente.
Pulisco il porro e lo trito. Sbuccio i fagioli borlotti.

In una pentola piuttosto capiente verso due cucchiaiate di olio e il porro tagliato sottilissimo, faccio soffriggere leggermente e quindi aggiungo 2 litri d'acqua con una belle presa di sale e porto a bollore.

Aggiungo quindi la polenta e mescolo (continuerò a mescolare per tutta la cottura facendo attenzione a non "schiacciare" i fagioli).
Dopo circa 10 minuti aggiungo i fagioli freschi puliti.
Aspetto ancora altri 10 minuti prima di aggiungere le foglio di cavolo nero. 

La polenta dovrebbe cuocere in 30 - 40 minuti. Tenete sul fuoco una pentola di acqua calda da aggiungere alla polenta nel caso in cui diventi troppo dura. 
La polenta deve avere corpo ma non deve essere troppo liquida, la giusta consistenza è quella di un purè.

Ungo leggermente degli stampini rettangolari individuali. Appena la polenta è pronta la verso negli stampini.
Lascio riposare qualche minuto. Ed ecco fatto.

Questa ricetta si può preparare anche il giorno prima. Lasciate la polenta negli stampini e dieci minuti prima di servire in tavola scaldate i tortini in forno caldo.






Polenta pies with black cabbage

Ingredients for 6 pies

  • 500 g polenta fioretto
  • 1 black cabbage
  • 1 leek
  • A handful of beans
  • Salt
  • Extra virgin olive oil

I start by washing the cabbage. Discard the central coast of cabbage "pulling out" the leaves and cut them into chunks.
I clean the leek and chopped. Peel the beans.

In a fairly large pot, I pour two tablespoons of oil and leek, cut thin, I do fry lightly and then add 2 liters of water with a good pinch of salt and I boil it.


I then add the polenta and stir (continue to stir throughout the cooking, taking care not to "crush" the beans).
After about 10 minutes I add the beans.
I am still waiting another 10 minutes before adding the leaf of black cabbage.

The polenta should cook in 30 to 40 minutes. You must keep a saucepan of hot water to add to the polenta in case it gets too hard. The polenta must have body but must not be too liquid, the right consistency is that of the puree.


I anoint slightly molds, individual and rectangular. Once the polenta is ready, I pour it into the molds.
Let stand a few minutes. And that's it.

This recipe can also be prepared the day before. Let the polenta into the molds and ten minutes before serving, heat the pies in the oven.

mercoledì 28 novembre 2012

Arancine di riso al ragù e al maiale in agrodolce - Arancine with meat sauce and with sweet and sour pork




Uff ecco arrivo davvero all'ultimo minuto.
E sì questo mese l'MTChallange è stato un pochino complicato. 
Primo perchè per me questa era davvero una sfida personale.
Secondo perchè le arancine di riso richiedono tempo e organizzazione. Cose terribilmente difficili per me.
Ora se avete voglia di sapere perchè per me questa non è stata proprio una passeggiata, continuata a leggere. 
Se invece non vi importa nulla dei fatti miei e vi interessa solo sapere come ho fatto ad ottenere queste magnifiche sfere dorate, beh.... allora saltate subito alla ricetta, ma sappiate che vi considero davvero dei grandi antipatici. Ma come, io ci ho messo una settimana a realizzare questo piccolo gioiello e voi andate subito alla conclusione?
Scommetto che nei libri gialle andate subito a leggere le ultime pagine. Beh non si fa'!

Dunque dicevo la sfida era molto personale. Amo la buona cucina e cerco di educare il palato dei miei figli ai piaceri del buon cibo. 
Ma forse ho esagerato. 
La mia piccola adoooooora gli arancini (oppps con l'MTChallange ho imparato che femmine sono!) LE arancinE, soprattutto dopo un nostro viaggio in Sicilia.
"Ma tu gli arancini non li sai fare?"
"Non li ho mai fatti, ma potrei provare".
"Meglio di no che buoni come in Sicilia non ci riesci".
La piccola serpe..... 
Quando ho letto della sfida da una parte mi sono detta "evvai Ora si che posso dimostrare a mia figlia che so fare LE arancinE! E che essere figlia di foodblogger ha qualche vantaggio. Forse.

No stop un attimo....non posso rifare le arancine. La sfida è sul ripieno e io sapevo benissimo come avrei voluto riempirle... e non era esattamente con il ragù come invece piace tanto a mia figlia. 
Quindi? Beh quindi ho iniziato una luuunga opera di persuasione.
"Sai che per la mia sfida mensile devo fare le arancine?"
"Bello! Mi piacciono da morire! Le fai con i piselli?"
"Ehmm no pensavo di farle un po' diverse. Sai la sfida è proprio questa: farle diverse".
"Ah.....ma con il ragù?"
"Ehmm ci sarà la carne.....Magari, pensavo.....Hai presente il maiale in agrodolce? Sai volevo fare delle arancine da esportazione. Arancine internazionali insomma. E pensavo che il maiale in agrodolce è un piatto che quasi tutti conoscono. Un piatto internazionale. Quindi arancine che possono piacere in tutto il mondo".
".........."
"E poi a te il maiale in agrodolce piace. ... E lo mangi con il riso".
"....Si .... ma NON DENTRO al riso"
"Ma pensa che bello poter andare in giro per la casa mangiando un'arancina con dentro il maiale in agrodolce."
"Perchè non posso andare in giro per la casa mangiandone una con il ragù?"

"Ok vabbè. Facciamo una così e una cosà?"
"Ci sto".
"Però senza i piselli e con il mio ragù"
"Grande mamma!"

Ecco quindi che delle 20 arancine 10 le ho farcite con il ragù "della mia mamma". Il ragù come mi ha insegnato a farlo lei, e l'altra metà con un ripieno più esotico.

Questo è stato il primo scoglio.
A seguire poi ci sono stati:
 - la scomparse del riso. Utilizzato impropriamente da terzi come contorno
- la scomparsa in notturna del maiale in agrodolce preparato impropriamente la sera per il giorno dopo e lasciato incustodito in frigorifero
- la scomparsa del ragù. Finito sul piatto di tagliatelle dell'adolescente "Ma mammaaaa! Non puoi propinarmi le tagliatelle al sugo quando prepari il ragù! Io ho bisogno di energie e tu pensi al blog!".

Dunque queste arancine in realtà sono state iniziate più e più volte. Fino ad ieri. Ieri ho dato l'ultimatum.
"Le volete le arancine?"
"Siiii"
"Bene allora PIANTATELA DI SACCHEGGIARMI IL FRIGORIFERO CAPITO?"
"Miaoooo"
"Vale anche per te gatto!"




Per il ragù
Non è il solito ragù. E' quello che mi ha insegnato la mia mamma. 
I fegatini di pollo danno un leggero tocco amarognolo che non guasta e la mortadella arricchisce il sapore.

Per il maiale in agrodolce
Leggendo la lista degli ingredienti può venire un attimo di scoramento. Eppure è un preparazione semplicissima. Il segreto sta nel preparare tutto gli ingredienti e tenerli a portata di mano al momento della cottura. 
E si perché la cottura è davvero rapidissima e gli ingredienti vanno aggiunti in pentola uno dietro l'altro a pochi minuti di differenza.
E a proposito di cottura vi consiglio vivamente l'utilizzo del wok. Nel caso in cui non lo conosciate sappiate che si tratta di una specie di padella concava dai bordi molto alti. La particolare struttura permette di utilizzare pochissimi grassi. 
E' una pentola davvero straordinaria e molto versatile. Normalmente è utilizzata per friggere ma nulla vieta di riempirla d'acqua e usarla per far bollire gli alimenti. Si può davvero usare solo il wok per preparare una cena completa.

Infine piccolo particolare che ha sorpreso anche me. La panatura con paprika è stata una meraviglia. A parte la piccola puntinatura rossa sulla superficie di queste magnifiche sfere che sono le arancine, la paprika ha dato una marcia in più alle mie "arancine mondiali".

Per la cronaca: le arancine al maiale in agrodolce hanno riscosso un successo pari alle arancine al ragù.
Anche se il realizzarle non è stata proprio una passeggiata! :-D



Arancine di riso 
(english version below)
Per il riso
1 kg riso originario
2,5 l brodo vegetale preparato con una cipolla, sedano e una carota
una bustina di zafferano
50 g burro 
50 g parmigiano grattugiato 
Una cipolla media
olio extravergine di oliva 
sale

Per la lega
400 g farina
800 ml acqua
sale

Per la panatura
Pane secco necessario per ottenere circa 800g di pane grattugiato
2 cucchiai di paprika forte

Per la frittura
1l olio semi di mais

Arancine di riso al ragù
1 carota
1 gambo di sedano
1 piccola cipolla rossa
100 g fegatini di pollo
100 g mortadella tagliata a dadini piccolissimi
200 g carne di manzo tritata
200 g carne di maiale tritata
400 g passata di pomodoro
Olio di oliva extravergine di oliva
Sale e pepe

Arancine di riso al maiale in agrodolce
400 g lonza di maiale tagliata a pezzettini piccolissimi
140 g di ananas sciroppato (220 g con lo sciroppo)
2 spicchi d'aglio
un pezzo di zenzero fresco grande circa 3 cm
4 cucchiai di maizena (amido di mais)
1 peperoncino rosso piccante (io ho usato un peperoncino thailandese)
2 cipollotti
1 peperone grande rosso (io ho usato 5 peperoni mini)
Olio extravergine di oliva
Sale

Per la marinatura della carne
Una bella presa di sale
2 cucchiai aceto di riso
Il succo dell'ananas in scatola

Per la salsa
2 cucchiai zucchero
2 cucchiai aceto di riso
1 cucchiaio salsa di soia preferibilmente non salata

Per prima cosa ho preparato il brodo lasciando bollire cipolla, sedano e carota per un'ora e mezza. Ho tolto le verdure dal brodo, ho insaporito con un poco di sale e quindi ho aggiunto la bustina di zafferano.
In una pentola abbastanza grande ho versato l'olio extravergine di oliva e ho quindi fatto imbiondire una cipolla tagliata a pezzettini piccolissimi.
Ho aggiunto il riso e l'ho lasciato tostare. 
A questo punto ho aggiunto il brodo. Non tutto però. Giusto il quantitativo per coprire il riso per almeno due dita. Ho lasciato cuocere, aggiungendo il brodo quando ritenevo che la preparazione stesse asciugandosi troppo.

Quando il riso è al dente fermo la cottura immergendo il tegame nel lavandino pieno d'acqua fredda (faccio attenzione a non fare entrare l'acqua nella pentola).
Aggiungo burro e parmigiano e mescolo.
Verso quindi il riso in una teglia e lo stendo per farlo raffreddare.

Nel frattempo preparo i miei ripieni.

Per il ragù. 
Taglio a pezzettini piccolissimi la carota, il sedano e la cipolla. 
Metto un poco d'olio in una pentola e lascio appassire le verdure tritate. 
Nel frattempo pulisco i fegatini di pollo e li taglio a piccoli pezzetti. 
Appena la cipolla diventa trasparente aggiungo la mortadella a pezzettini e sempre mescolando aggiungo anche i due tipi di carne trita. 
Appena la carne comincia a cuocere aggiungo anche i fegatini di pollo.
Mescolo e lascio cuocere le carni per qualche minuto. 
Aggiungo la passata di pomodoro. Insaporisco con sale e pepe e lascio cuocere, a pentola coperta per almeno una ventina di minuti.

Per il maiale in agrodolce
Per prima cosa metto la carne a marinare.
In una ciotola verso la carne a la insaporisco con un poco di sale. Massaggio bene e quindi aggiungo due cucchiai di aceto di riso e lo sciroppo dell'ananas in scatola.

Lascio marinare per una mezz'ora circa. Scolo la carne (ma non butto via i liquidi, mi serviranno per la salsa) e la cospargo con la maizena. Faccio attenzione a coprire bene tutta la carne, stacco i pezzettini che si attaccano tra di loro.
Taglio a pezzetti il peperone e l'anans.
Preparo la salsa mescolando 2 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di aceto di riso, 1 cucchiaio di salsa di soia e il "sughetto" della marinatura
Taglio a pezzi sottilissimi i cipollotti e il peperoncino piccante
Quindi metto nel wok un poco di olio extravergine di oliva. Scaldo e aggiungo l'aglio schiacciato,  lo zenzero grattugiato, il peperoncino rosso piccante (se lo volete meno piccante, come ho scelto di prepararlo io, togliete i semi e usate solo la buccia) tagliato a pezzettini e i cipollotti tagliati sottili. 
Lascio prendere calore e sprigionare profumi per pochi minuti.

Aggiungo il peperone tagliato a pezzetti. Salto per qualche minuto e aggiungo la carne che lascio cuocere mescolando. La panatura con la maizena renderà i pezzetti di carne croccanti, mentre la marinatura ne avrà reso ancora più morbido il cuore.
Alla fine aggiungo l'ananas. 
Attenzione all'ordine in cui si aggiungono gli ingredienti nella pentola. L'ananas va messo per ultimo altrimenti scioglierebbe la panatura di maizena rendendo il tutto troppo liquido e la carne non risulterebbe più croccante.
Lascio cuocere per pochi secondi e quindi aggiungo la salsa. Ora annusate il profumo. E allora? Che ne dite non è una meraviglia? 
E guardate la carne. E' brillante. La salsa di soia ha lucidato tutti gli ingredienti.
Spengo il fuoco e lascio raffreddare.

Ora procedo a preparare le arancine.
Preparo la lega mescolando farina e acqua con una frusta e aggiungo una bella presa di sale. 
Prendo il riso e con le mani formo delle palline poco più grandi di una clementina. Con un dito scavo l'interno per potervi mettere poi il ripieno.
Farcisco metà delle arancine con il ragù e l'altra metà con il maiale in agrodolce. 
Ogni volta che riempio un'arancina la richiudo spingendo il ripieno verso il basso e "tirando i bordi" verso l'alto.

Tuffo poi le arancine, una alla volta, nella lega, e le lascio riposare su un foglio di alluminio.
Grattugio il pane secco necessario per avere circa 800 g di pane grattugiato che divido a metà. In una metà aggiungo due cucchiai belli colmi di paprika.

Impano le arancine con il ragù passandole nel pane grattugiato e premendo la panatura con le mani. Arrotondo bene le arancine e le lascio da parte.
Faccio la stessa cosa anche per le arancine ripiene di maiale in agrodolce, ma le impano nel pane grattugiato profumato con la paprika.

In una pentola piccola con i bordi alti verso l'olio di semi di mais che lascio scaldare. Appena l'olio diventa bollente tuffo un paio di arancine alla volta che cuocio per pochi minuti rigirandole.

Le servo e nessuno aspetta che si raffreddino prima di mangiarle. 
Spazzolate in pochissimi minuti!


Con questa ricetta partecipo all'MTChallange di novembre










Arancine
For rice
1 kg rice
2.5 l vegetable broth prepared with onion, celery and carrot
a sachet of saffron
50 g butter
50 g grated Parmesan cheese
A medium onion
extra virgin olive oil
salt

For the alloy
400 g flour
800 ml water
salt

For the breading
Dry bread need to get about 800g of breadcrumbs
2 tablespoons paprika strong

For frying
1l oil corn

Arancine with meat sauce
1 carrot
1 stalk of celery
1 small red onion
100 g chicken livers
100 g mortadella, cut into tiny cubes
200 g minced beef
200 g minced pork
400 g tomato puree
Olive oil extra virgin olive oil
Salt and pepper

Arancine sweet and sour pork
400 g pork loin, cut into small pieces
140 g of pineapple (220 g with syrup)
2 cloves of garlic
a piece of fresh ginger about the size of 3 cm
4 tablespoons of cornflour (cornstarch)
1 hot pepper (I used a Thai chili)
2 spring onions
1 large red bell pepper (I used 5 mini peppers)
Extra virgin olive oil
salt

For marinating the meat
A good pinch of salt
2 tablespoons rice vinegar
Canned pineapple juice

For the sauce
2 tablespoons sugar
2 tablespoons rice vinegar
1 tablespoon soy sauce preferably unsalted

First I prepared the broth boil leaving onion, celery and carrot for an hour and a half. I removed the vegetables from the broth, I seasoned with a little salt and then I added the saffron.
In a pot large enough I poured the extra virgin olive oil and then I browned an onion cut into small pieces.
I added the rice and I let it cook for a few minutes.
At this point I added the broth. Not all stock though. The right amount to cover the rice for at least two fingers. I let it cook, adding broth as I felt that the preparation was becoming too dry.

When the rice is al dente I stop cooking by soaking the pan in the sink full of cold water (make sure not to enter the water in the pot).
I add butter and parmesan and stir.
I pour the rice in a pan and stretch out to cool.

Arancine rice with meat sauce
I cut into small pieces the carrot, celery and onion.
I put a little oil in a saucepan and let soften the chopped vegetables.
In the meantime, I clean the chicken livers and cut them into small pieces.
As soon as the onion becomes transparent add the mortadella into small pieces and stirring I add the two types of ground meat.
As soon as the meat starts to cook also add the chicken livers.
Stir and let cook the meat for a few minutes.
Add the tomato puree. I increase the flavor with salt and pepper and let cook in a covered pot for at least twenty minutes.

Arancini rice sweet and sour pork
First I put the meat to marinate.
In a bowl, I pour the meat and a little salt. Massage well and then add two tablespoons of rice vinegar and syrup canned pineapple.

I leave to marinate for about half an hour. Drain the meat (but do not throw away the liquid, I'll need for the sauce) and cover them with cornstarch. I make sure to cover all the meat well.
Cut the pepper into small pieces, and even anans.
Prepare the sauce by mixing 2 tablespoons sugar, 2 tablespoons rice vinegar, 1 tablespoon of soy sauce and "sauce" marinade
Cut to pieces onions and hot peppers
Then put it in the wok a little extra virgin olive oil. Warm it and add the crushed garlic, grated ginger, chili pepper (if you want it less spicy, as I have chosen to prepare myself, remove the seeds and use only the peel) cut into small pieces and thinly sliced ​​onions.
I leave to take heat and release scents for a few minutes.

I add the bell pepper, cut into small pieces. I do cook for a few minutes and add the meat and let cook, stirring. The breading with cornstarch will make the crispy bits of meat, and the marinade will make it even softer heart.
At the end add the pineapple.
Attention to the order in which you add the ingredients in the wok. The pineapple must be added last otherwise dissolve the cornstarch breading making it all too liquid and the meat is no longer crisp.
Let cook for a few seconds and then add the sauce. Now smell the perfume. So what? What do you think is not a wonder?
And look at the meat. It 'brilliant. Soy sauce has polished all the ingredients.
I turn off the heat and leave to cool.

I now proceed to prepare arancine.
Prepare the alloy by mixing flour and water with a whisk and add a good pinch of salt.
I take the rice and I form some balls slightly larger than a clementine. With one finger digging inside to be able to then put the filling.
I fill half of arancine with the sauce and the other half with the sweet and sour pork.
Whenever I fill a arancina I close pushing the filling downward and "pulling the edges" upwards.

Then dip the arancine, one at a time, in the alloy, and let stand on a sheet of aluminum.
Divide in half the breadcrumbs. In one half I add two heaping tablespoons of paprika.

I cover it arancine passing them in the bread crumbs and pressing the breading with my hands.
I do the same thing for the arancine stuffed with sweet and sour pork, but I use the breadcrumbs flavored with paprika.

In a small saucepan with high sides, I pour the oil of corn seeds that let it warm up. As soon as the oil gets hot, I dip a pair of arancine at a time that bake for a few minutes turning them.

I put them on the table and no one expects them to cool before eating.

giovedì 18 ottobre 2012

Spezzatino di manzo alle mele gratinato in cocotte - Beef stew with apples gratinated in ramekins

Spezzatino alle mele gratinato in cocotte: per un'insolita voglia di bistrot

L'aria umida e le giornate grigie mi hanno fatto venire voglia di profumi diversi in cucina. Aromi caldi che ricordano le vecchie osterie o i bistrot dove, entrando la porta suona quel "dling" che dice "ecco ne arriva un'altro".
Alla memoria ritornano immagini di vetri appannati, il brusio di sottofondo che diventa a tratti distinto in risate e vociare in una lingua che non è la mia, ma che le somiglia molto.

Nell'aria un profumo delizioso di alloro e garofano.
Il cameriere, rigorosamente con il grembiule grigio scuro, che mi serve una meravigliosa piccola cocotte il cui contenuto già so, mi riscalderà il corpo e lo spirito.

Ho decisamente voglia di un piatto da bistrot!



Spezzatino alle mele gratinato in cocotte
(english verison below)
Ingredienti per 4 persone

  • 500 g spezzatino di manzo
  • 80 g burro
  • 1 cipolla
  • 1 mela 
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • un paio di foglie di alloro
  • un rametto di timo fresco 
  • due chiodi di garofano 
  • sale e pepe

Per il puré:

  • 500 g di patate
  • un bicchiere di latte 
  • 50 g burro
  • 50 g parmigiano grattugiato
  • sale e pepe

Lavo la cipolla, la sbuccio e la taglio a pezzettini. 
In una casseruola lascio sciogliere il burro, aggiungo le cipolle e le cuocio finché non diventano trasparenti. 
Nel frattempo sbuccio la mela e la taglio a pezzettini grandi circa 1 cm e l'aggiungo alle cipolle Aggiungo la carne e mescolo.
Aggiungo alloro, timo, chiodi di garofano, sale e pepe. 
Lascio rosolare la carne per qualche minuto e quindi aggiungo il bicchiere di vino rosso.
Appena il vino evapora  copro la pentola e lascio cuocere a fuoco bassissimo per almeno due ore.

Preparo il purè: lavo le patate e le mettendole a bollire in acqua salata. Poiché il tempo di cottura dipende dal tipo di patata e dalla sua grandezza per sapere quando sono cotte provo a pungerle con una forchetta: quando le punte (i rebbi) entrano facilmente nella patata, spengo il fuoco, scolo le patate, le sbuccio e le schiaccio con lo schiacciapatate (mai frullare! La pasta della patata cambia consistente e diventa molle e appiccicosa).
In un pentolino scaldo un bicchiere di latte in cui aggiungo il burro.  Verso il tutto sulle patate, aggiungo il parmigiano, un pizzico di noce moscata, sale e pepe e mescolo.

Una volta terminata la cottura  dello spezzatino lo divido in 4 cocottine, copro con il purè e con i rebbi della forchetta disegno alcune righe sulla sua superficie.
Metto nel forno e accendo il grill. Lascio cuocere per pochi minuti, finché si sarà formata una bella crosticina dorata 


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di aboutfood



Beef stew with apples gratined in ramekins: for an unusual desire about a bistro


Beef stew with apples gratinated in ramekins

Ingredients for 4 people
  • 500 g beef stew
  • 80 g butter
  • 1 onion
  • 1 apple
  • 1 glass of red wine
  • a couple of bay leaves
  • a sprig of fresh thyme
  • two cloves
  • salt and pepper

For the puree:
  • 500 g of potatoes
  • a glass of milk
  • 50 g butter
  • 50 g grated Parmesan cheese
  • a pinch of nutmeg
  • salt and pepper


I wash the onion, peel and cut it into small pieces.
I leave in a saucepan melt the butter, add the onions and bake until they become transparent.
In the meantime, I peel the apple and cut into small pieces about 1 cm large and add to the onions Add the meat and stir.
Add bay leaf, thyme, cloves, salt and pepper.
I leave brown the meat for a few minutes and then add the glass of red wine.
As soon as the wine evaporates I cover the pot and let cook on low heat for at least two hours.

Prepare the mashed potatoes: wash the potatoes and putting them to boil in salted water. Because the cooking time depends on the type of potato and its greatness, to know when they are cooked I try to prick with a fork: when the tips (prongs) easily enter into potato, I put out the fire, drain the potatoes, peel and mash them with a potato masher (never blend! potatoes changes and mashed becomes too soft and sticky).
In a saucepan, I cook a glass of milk and 50 g of butter. I pour all over the potatoes, add the Parmesan cheese, a pinch of nutmeg, salt and pepper and stir.

Once I finished cooking the stew divide it into 4 ramekins, cover with the mashed potatoes, and with the tines of a fork drawing some lines on its surface.
I put in the oven and turn on the grill. I let it cook for a few minutes, until they have a nice golden crust