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mercoledì 27 marzo 2013

Fideuà des iles


Per questo mese di marzo quelle pazze quelle simpatiche ragazze dell'mtc insieme con Mai, ci hanno chiesto di:
1. cimentarci in un piatto completamente nuovo (pasta prima fritta e poi.. cotta come se fosse riso? ma dico io...)
2. far tutto ciò a "basso costo" pensando di essere su una nave
Quando mi dicono di fare cose impossibili (o quasi) io aggiungo sempre "e nel frattempo cantare la marsigliese, no?" (che, per chi non lo sapesse è l'inno nazionale francese). Devo dire che quest'inno ha in sé qualcosa che incoraggia a cimentarsi anche nelle operazioni più difficili, sarà per questo che loro, i francesi, hanno fatto la rivoluzione e noi no? Mah.

Dopo essermi fatta coraggio cantando a squarciagola la marsigliese, mi sono detta che no, qui la Francia non c'entrava nulla. Corpo di mille balene questa è una ricetta spagnola e io sono su un galeone di pirati.
Quindi evvai con 
"Quindici uomini, quindi uomini
sulla cassa del morto
e una bottiglia di rhum".

Il che mi ha messo nella giusta atmosfera. Mi sono ritrovata su un galeone a preparare il pasto per i pirati. Quindi ho immaginato..
Non ho il pomodoro. Però avrò bene qualche noce di cocco no? Avrò fatto la spesa alla Tortuga. E se così non fosse appena scorgo un'isola prendo uno dei pirati per il fondo della braghetta e per la collottola, lo lancio in mare e gli ordino "e non tornare finchè non mi trovi una noce di cocco.
Ah già, dimenticavo di dirvi che io sono il comandante dei pirati. Una piratessa. 
Che c'è mai visto una pirata donna? Beh cari miei qui vi sbagliate. Ce ne sono state: Anne Bonny o Mary Read, per citare le più famose.
Io non sono tanto famosa perchè mi diverto più a cucinare che a tagliare le teste. E la mia ciurma credo che preferisca così.
Dunque dicevo il cocco, poi..ah si il curry che ho fregato ho prelevato in una delle mie ultime razzie. 
Il pesce, semplice qui metto due o tre dei miei scagnozzi con la lenza e vai.
La salsa.. beh quella è colpa della marsigliese. Ho rivisitato la famosa "rouille", salsa che accompagna la bouillabaisse, la zuppa di pesci che preparano nella Francia del sud. L'ho resa dolce perchè a metà della mia ciurma non piace il gusto piccante.  
La pasta? vabbè non chiedetemi troppo... questi sono segreti da pirata.

Fideuà des iles
(Sorry no translation for this post is too long and I'm too lazy. Please use the button for the translation, it is at the top right)

Ingredienti per 6 persone

  • 500 g spaghetti tipo "fidelini" rotti a pezzetti grandi circa 2 cm
  • 400 ml latte di cocco
  • 3 spicchi d'aglio
  • 6 gamberi rossi 
  • 3 filetti di cernia (200 g circa)
  • 2 platanos (banane da cuocere)
  • 5 cucchiai di noce di cocco grattugiata
  • 1 cucchiaino di curry
  • sale 
  • olio etravergine di oliva

  • Brodo
    • 2 tranci di merluzzetto (circa 400 g)
    • 1 cipolla
    • le teste dei 6 gamberi rossi
    • sale

    Per la salsa "rouille dolce"
    • 1 peperone rosso 
    • 1 patata dolce
    • sale


    Prima di iniziare.
    Inanzittuto la pentola. Deve essere bassa e larga con i bordi alti e magari il fondo spesso di modo che gli alimenti cuociano in maniera regolare. Io ho usato una delle mie pentole preferite: un mega padellone che è più un arma impropria che una pentola. Ma ricordate una cosa: più una padella pesa e più uccide, no cioè, volevo dire più cuoce meglio :-D
    Parola d'ordine di questa ricetta: organizzazione. La fideuà è stupenda, ma richiede molto ordine e soprattutto il preparare più cose in contemporanea, altrimenti resterete tutto il giorno in cucina.

    Vi consiglio di:
    • iniziare leggendo bene la ricetta (ma questo lo fate sempre ...vero????)
    • preparare tutti gli ingredienti belli in ordine sul tavolo, o dove volete voi, ma devono essere già lì belli lavati (e anche questo è un suggerimento ovvio ...giusto?????)
    • poi mettete in pista il brodo e la salsa. Se siete persone mooolto organizzate, come ad esempio la sottoscritta (ehmm io ve lo scrivo,  tanto poi voi non potete controllare) potreste essere così brave da preparare il giorno prima sia la salsa che il brodo.
    • se preparate tutto lo stesso giorno niente pause caffè finchè non avete messo in pista queste due preparazioni. OK? la patata dolce, il brodo e il peperone POI il caffè.
    • dal momento in cui cominciate a friggere la pasta NON potete più fermarvi altrimenti i pesci diventeranno freddi. Per avere un'idea dei tempi a partire dalla frittura della pasta in mezz'ora (se avete già rotto gli spaghetti e avete tutti gli ingredienti pronti) massimo quaranta minuti la fideuà sarà pronta. 


    Ora si comincia. Partiamo dalla coda, cioè dalla salsa

    Salsa rouille dolce
    • Per prima cosa devo togliere la pelle al peperone. Quindi lo lavo (ma non lo avevate già preparato?) e lo metto a contatto diretto con la fiamma del fornello. Lo rigiro di tanto in tanto finchè non ho bruciato tutta la sua pelle. Lo metto poi in una pentola che chiudo con un coperchio e lo lascio raffreddare così.  Dopo che si sarà ben raffreddato tolgo la pelle bruciata con le mani e poi lo passo rapidamente sotto l'acqua per eliminare gli eventuali residui.
    • Lo apro elimino i semini e il "cappello" con il picciolo.
    • Mentre il peperone si raffredda metto a bollire la patata dolce in acqua salata. Attenzione il tempo di cottura sarà più lungo  della patata normale. Non posso dirvi quanto ci vorrà perchè, ovviamente, dipende dalle dimensioni della patata. Punzecchiatela con una forchetta. Quando i rebbi (le punte) entreranno nella patata con facilità la patate è cotta. Se la patata dovesse essere molto grande, beh cuocetela e usatene solo metà. L'altra metà schiacciatela con una forchetta e metteteci sopra un po' di zucchero. Se avete in giro la ciurma, cioè volevo dire i figli,  sparirà in un secondo.
    • Metto il peperone tagliato in pezzi e la patata dolce nel frullatore, aggiungo un po' di sale e frullo. Se desiderate una salsa un pochino più morbida aggiungete un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva. Io no. Devo dare da mangiare a una ciurma, mica devo fare un pranzo di gala!

    Il brodo
    • Pulisco i gamberi lasciando solo la polpa. Si si lo so che sarebbe più carino, e anche più buono,  lasciarli interi, ma preferisco che la ciurma non scavi con le mani nel piatto, altrimenti so cosa potrebbe accadere: mi ritroverei pezzi di pesce anche sul soffitto. Ma questa "problematica" ha un vantaggio: posso usare "gli scarti" per realizzare un brodo veramente buonissimo. Quindi ... gli scarti vanno in pentola insieme a: cipolla, i tranci di merluzzetto e un pizzico di sale.
    • Aggiungo un paio di litri d'acqua e metto sul fuoco.
    • Dopo una mezz'ora abbondante spengo il fuoco
    • Se avete intenzione di preparare il brodo il giorno prima fermatevi qui. Lasciate raffreddare e poi mettete in un contenitore (chiuso, a meno che non vi piacciano le fragole al sapore di pesce). Il giorno dopo passate al punto successivo
    • Prima di utilizzare il brodo "pesco" dalla pentola i tranci di merluzzetto. Lo spino e conservo al caldo la sua carne. Filtro il brodo e lo rimetto in pentola.  

    La pasta 
    • Come si fa a rompere i fidelini in pezzettini? Prendete un canovaccio (pulito!) e con le mani rompetevi sopra la pasta. Quindi arrotolate il canovaccio e date qualche pugno bello pesante (ooooh come è rilassante vero? Si però non prendeteci gusto, non abbiamo bisogno di farina di spaghetti!). Certo non sono perfetti. Ma sono buoni uguali e quando i pirati mangiano, non stanno a controllare la lunghezza dei fideuà.
    • Metto un poco d'olio sul fondo della pentola e scaldo ben bene. Mettete il palmo della mano sopra la pentola (no NON dentro, ho detto sopra, a circa 10 cm dal fondo tanto per intenderci!) e quando sentirete il calore è il momento giusto per versare gli spaghettini.
    • I fidelini dovranno friggere, fino a  diventare di un bel colore dorato. A questo punto li togliamo dalla pentola e li mettiamo da parte.
    • Utilizzando la stessa pentola, magari mettendoci un altro filo d'olio, facciamo saltare per qualche minuto i gamberi. Poi li mettiamo da parte in caldo. Per tenere in caldo gli alimenti spesso io li lascio chiusi tra due scodelle "scaldate" nel forno (50 gradi) per una decina di minuti.
    • Sempre nel mitico padellone cuocio anche i filetti di cernia, che metto da parte insieme ai gamberi e ai pezzetti di merluzzetto che ho cotto nel brodo.
    • Infine aggiungo un altro po' d'olio e faccio friggere le fettine di platanos che lascio da parte, in una doppia scodella da soli (NON insieme ai pesci. Devono restare croccanti come patatine fritte e se li mettessi insieme ai pesci assorbirebbero l'umido, diventando molli).




    Finito di friggere prepariamo l'assemblaggio del tutto.
    • Con un poco di carta da cucina tolgo dalla padella eventuali residui e olio in eccesso. Aggiungo un paio di cucchiai di olio e schiaccio con l'apposito attrezzo 3 spicchi d'aglio. Lascio scaldare e quando avverto l'odore dell'aglio o come prima quando avverto il calore dell'olio sul palmo della mano,  aggiungo il latte di cocco, 4 cucchiai di cocco grattugiato (1 cucchiaio mi servirà per guarnire), il cucchiaino di curry e il brodo. Quanto? Come suggerisce Mai : il quantitativo necessario per coprire la pasta. Quindi dipende dalla pentola. Tenete comunque il brodo (caldo) a portata di mano (e se finisce, una pentola di acqua bollente) da aggiungere, eventualmente durante la cottura.
    • Appena il brodo con il cocco prende bollore aggiungo la pasta, stendendola ben bene sul fondo della padella. Controllate i tempi di cottura della pasta (la mia 10 minuti) e a metà cottura aggiungete i pesci: gamberoni, merluzzetto e cernia.
    • Durante la cottura mescolo delicatamente ed eventualmente aggiungo altro brodo caldo (o, se il brodo è finito, acqua calda)
    • A fine cottura aggiungo i platanos e spolverizzo con il cocco
    Suono la campana del mio veliero e la ciurma arriva, scompigliata e affamata. 


    Con questa ricetta partecipo all'mtchallange di marzo






mercoledì 28 novembre 2012

Arancine di riso al ragù e al maiale in agrodolce - Arancine with meat sauce and with sweet and sour pork




Uff ecco arrivo davvero all'ultimo minuto.
E sì questo mese l'MTChallange è stato un pochino complicato. 
Primo perchè per me questa era davvero una sfida personale.
Secondo perchè le arancine di riso richiedono tempo e organizzazione. Cose terribilmente difficili per me.
Ora se avete voglia di sapere perchè per me questa non è stata proprio una passeggiata, continuata a leggere. 
Se invece non vi importa nulla dei fatti miei e vi interessa solo sapere come ho fatto ad ottenere queste magnifiche sfere dorate, beh.... allora saltate subito alla ricetta, ma sappiate che vi considero davvero dei grandi antipatici. Ma come, io ci ho messo una settimana a realizzare questo piccolo gioiello e voi andate subito alla conclusione?
Scommetto che nei libri gialle andate subito a leggere le ultime pagine. Beh non si fa'!

Dunque dicevo la sfida era molto personale. Amo la buona cucina e cerco di educare il palato dei miei figli ai piaceri del buon cibo. 
Ma forse ho esagerato. 
La mia piccola adoooooora gli arancini (oppps con l'MTChallange ho imparato che femmine sono!) LE arancinE, soprattutto dopo un nostro viaggio in Sicilia.
"Ma tu gli arancini non li sai fare?"
"Non li ho mai fatti, ma potrei provare".
"Meglio di no che buoni come in Sicilia non ci riesci".
La piccola serpe..... 
Quando ho letto della sfida da una parte mi sono detta "evvai Ora si che posso dimostrare a mia figlia che so fare LE arancinE! E che essere figlia di foodblogger ha qualche vantaggio. Forse.

No stop un attimo....non posso rifare le arancine. La sfida è sul ripieno e io sapevo benissimo come avrei voluto riempirle... e non era esattamente con il ragù come invece piace tanto a mia figlia. 
Quindi? Beh quindi ho iniziato una luuunga opera di persuasione.
"Sai che per la mia sfida mensile devo fare le arancine?"
"Bello! Mi piacciono da morire! Le fai con i piselli?"
"Ehmm no pensavo di farle un po' diverse. Sai la sfida è proprio questa: farle diverse".
"Ah.....ma con il ragù?"
"Ehmm ci sarà la carne.....Magari, pensavo.....Hai presente il maiale in agrodolce? Sai volevo fare delle arancine da esportazione. Arancine internazionali insomma. E pensavo che il maiale in agrodolce è un piatto che quasi tutti conoscono. Un piatto internazionale. Quindi arancine che possono piacere in tutto il mondo".
".........."
"E poi a te il maiale in agrodolce piace. ... E lo mangi con il riso".
"....Si .... ma NON DENTRO al riso"
"Ma pensa che bello poter andare in giro per la casa mangiando un'arancina con dentro il maiale in agrodolce."
"Perchè non posso andare in giro per la casa mangiandone una con il ragù?"

"Ok vabbè. Facciamo una così e una cosà?"
"Ci sto".
"Però senza i piselli e con il mio ragù"
"Grande mamma!"

Ecco quindi che delle 20 arancine 10 le ho farcite con il ragù "della mia mamma". Il ragù come mi ha insegnato a farlo lei, e l'altra metà con un ripieno più esotico.

Questo è stato il primo scoglio.
A seguire poi ci sono stati:
 - la scomparse del riso. Utilizzato impropriamente da terzi come contorno
- la scomparsa in notturna del maiale in agrodolce preparato impropriamente la sera per il giorno dopo e lasciato incustodito in frigorifero
- la scomparsa del ragù. Finito sul piatto di tagliatelle dell'adolescente "Ma mammaaaa! Non puoi propinarmi le tagliatelle al sugo quando prepari il ragù! Io ho bisogno di energie e tu pensi al blog!".

Dunque queste arancine in realtà sono state iniziate più e più volte. Fino ad ieri. Ieri ho dato l'ultimatum.
"Le volete le arancine?"
"Siiii"
"Bene allora PIANTATELA DI SACCHEGGIARMI IL FRIGORIFERO CAPITO?"
"Miaoooo"
"Vale anche per te gatto!"




Per il ragù
Non è il solito ragù. E' quello che mi ha insegnato la mia mamma. 
I fegatini di pollo danno un leggero tocco amarognolo che non guasta e la mortadella arricchisce il sapore.

Per il maiale in agrodolce
Leggendo la lista degli ingredienti può venire un attimo di scoramento. Eppure è un preparazione semplicissima. Il segreto sta nel preparare tutto gli ingredienti e tenerli a portata di mano al momento della cottura. 
E si perché la cottura è davvero rapidissima e gli ingredienti vanno aggiunti in pentola uno dietro l'altro a pochi minuti di differenza.
E a proposito di cottura vi consiglio vivamente l'utilizzo del wok. Nel caso in cui non lo conosciate sappiate che si tratta di una specie di padella concava dai bordi molto alti. La particolare struttura permette di utilizzare pochissimi grassi. 
E' una pentola davvero straordinaria e molto versatile. Normalmente è utilizzata per friggere ma nulla vieta di riempirla d'acqua e usarla per far bollire gli alimenti. Si può davvero usare solo il wok per preparare una cena completa.

Infine piccolo particolare che ha sorpreso anche me. La panatura con paprika è stata una meraviglia. A parte la piccola puntinatura rossa sulla superficie di queste magnifiche sfere che sono le arancine, la paprika ha dato una marcia in più alle mie "arancine mondiali".

Per la cronaca: le arancine al maiale in agrodolce hanno riscosso un successo pari alle arancine al ragù.
Anche se il realizzarle non è stata proprio una passeggiata! :-D



Arancine di riso 
(english version below)
Per il riso
1 kg riso originario
2,5 l brodo vegetale preparato con una cipolla, sedano e una carota
una bustina di zafferano
50 g burro 
50 g parmigiano grattugiato 
Una cipolla media
olio extravergine di oliva 
sale

Per la lega
400 g farina
800 ml acqua
sale

Per la panatura
Pane secco necessario per ottenere circa 800g di pane grattugiato
2 cucchiai di paprika forte

Per la frittura
1l olio semi di mais

Arancine di riso al ragù
1 carota
1 gambo di sedano
1 piccola cipolla rossa
100 g fegatini di pollo
100 g mortadella tagliata a dadini piccolissimi
200 g carne di manzo tritata
200 g carne di maiale tritata
400 g passata di pomodoro
Olio di oliva extravergine di oliva
Sale e pepe

Arancine di riso al maiale in agrodolce
400 g lonza di maiale tagliata a pezzettini piccolissimi
140 g di ananas sciroppato (220 g con lo sciroppo)
2 spicchi d'aglio
un pezzo di zenzero fresco grande circa 3 cm
4 cucchiai di maizena (amido di mais)
1 peperoncino rosso piccante (io ho usato un peperoncino thailandese)
2 cipollotti
1 peperone grande rosso (io ho usato 5 peperoni mini)
Olio extravergine di oliva
Sale

Per la marinatura della carne
Una bella presa di sale
2 cucchiai aceto di riso
Il succo dell'ananas in scatola

Per la salsa
2 cucchiai zucchero
2 cucchiai aceto di riso
1 cucchiaio salsa di soia preferibilmente non salata

Per prima cosa ho preparato il brodo lasciando bollire cipolla, sedano e carota per un'ora e mezza. Ho tolto le verdure dal brodo, ho insaporito con un poco di sale e quindi ho aggiunto la bustina di zafferano.
In una pentola abbastanza grande ho versato l'olio extravergine di oliva e ho quindi fatto imbiondire una cipolla tagliata a pezzettini piccolissimi.
Ho aggiunto il riso e l'ho lasciato tostare. 
A questo punto ho aggiunto il brodo. Non tutto però. Giusto il quantitativo per coprire il riso per almeno due dita. Ho lasciato cuocere, aggiungendo il brodo quando ritenevo che la preparazione stesse asciugandosi troppo.

Quando il riso è al dente fermo la cottura immergendo il tegame nel lavandino pieno d'acqua fredda (faccio attenzione a non fare entrare l'acqua nella pentola).
Aggiungo burro e parmigiano e mescolo.
Verso quindi il riso in una teglia e lo stendo per farlo raffreddare.

Nel frattempo preparo i miei ripieni.

Per il ragù. 
Taglio a pezzettini piccolissimi la carota, il sedano e la cipolla. 
Metto un poco d'olio in una pentola e lascio appassire le verdure tritate. 
Nel frattempo pulisco i fegatini di pollo e li taglio a piccoli pezzetti. 
Appena la cipolla diventa trasparente aggiungo la mortadella a pezzettini e sempre mescolando aggiungo anche i due tipi di carne trita. 
Appena la carne comincia a cuocere aggiungo anche i fegatini di pollo.
Mescolo e lascio cuocere le carni per qualche minuto. 
Aggiungo la passata di pomodoro. Insaporisco con sale e pepe e lascio cuocere, a pentola coperta per almeno una ventina di minuti.

Per il maiale in agrodolce
Per prima cosa metto la carne a marinare.
In una ciotola verso la carne a la insaporisco con un poco di sale. Massaggio bene e quindi aggiungo due cucchiai di aceto di riso e lo sciroppo dell'ananas in scatola.

Lascio marinare per una mezz'ora circa. Scolo la carne (ma non butto via i liquidi, mi serviranno per la salsa) e la cospargo con la maizena. Faccio attenzione a coprire bene tutta la carne, stacco i pezzettini che si attaccano tra di loro.
Taglio a pezzetti il peperone e l'anans.
Preparo la salsa mescolando 2 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di aceto di riso, 1 cucchiaio di salsa di soia e il "sughetto" della marinatura
Taglio a pezzi sottilissimi i cipollotti e il peperoncino piccante
Quindi metto nel wok un poco di olio extravergine di oliva. Scaldo e aggiungo l'aglio schiacciato,  lo zenzero grattugiato, il peperoncino rosso piccante (se lo volete meno piccante, come ho scelto di prepararlo io, togliete i semi e usate solo la buccia) tagliato a pezzettini e i cipollotti tagliati sottili. 
Lascio prendere calore e sprigionare profumi per pochi minuti.

Aggiungo il peperone tagliato a pezzetti. Salto per qualche minuto e aggiungo la carne che lascio cuocere mescolando. La panatura con la maizena renderà i pezzetti di carne croccanti, mentre la marinatura ne avrà reso ancora più morbido il cuore.
Alla fine aggiungo l'ananas. 
Attenzione all'ordine in cui si aggiungono gli ingredienti nella pentola. L'ananas va messo per ultimo altrimenti scioglierebbe la panatura di maizena rendendo il tutto troppo liquido e la carne non risulterebbe più croccante.
Lascio cuocere per pochi secondi e quindi aggiungo la salsa. Ora annusate il profumo. E allora? Che ne dite non è una meraviglia? 
E guardate la carne. E' brillante. La salsa di soia ha lucidato tutti gli ingredienti.
Spengo il fuoco e lascio raffreddare.

Ora procedo a preparare le arancine.
Preparo la lega mescolando farina e acqua con una frusta e aggiungo una bella presa di sale. 
Prendo il riso e con le mani formo delle palline poco più grandi di una clementina. Con un dito scavo l'interno per potervi mettere poi il ripieno.
Farcisco metà delle arancine con il ragù e l'altra metà con il maiale in agrodolce. 
Ogni volta che riempio un'arancina la richiudo spingendo il ripieno verso il basso e "tirando i bordi" verso l'alto.

Tuffo poi le arancine, una alla volta, nella lega, e le lascio riposare su un foglio di alluminio.
Grattugio il pane secco necessario per avere circa 800 g di pane grattugiato che divido a metà. In una metà aggiungo due cucchiai belli colmi di paprika.

Impano le arancine con il ragù passandole nel pane grattugiato e premendo la panatura con le mani. Arrotondo bene le arancine e le lascio da parte.
Faccio la stessa cosa anche per le arancine ripiene di maiale in agrodolce, ma le impano nel pane grattugiato profumato con la paprika.

In una pentola piccola con i bordi alti verso l'olio di semi di mais che lascio scaldare. Appena l'olio diventa bollente tuffo un paio di arancine alla volta che cuocio per pochi minuti rigirandole.

Le servo e nessuno aspetta che si raffreddino prima di mangiarle. 
Spazzolate in pochissimi minuti!


Con questa ricetta partecipo all'MTChallange di novembre










Arancine
For rice
1 kg rice
2.5 l vegetable broth prepared with onion, celery and carrot
a sachet of saffron
50 g butter
50 g grated Parmesan cheese
A medium onion
extra virgin olive oil
salt

For the alloy
400 g flour
800 ml water
salt

For the breading
Dry bread need to get about 800g of breadcrumbs
2 tablespoons paprika strong

For frying
1l oil corn

Arancine with meat sauce
1 carrot
1 stalk of celery
1 small red onion
100 g chicken livers
100 g mortadella, cut into tiny cubes
200 g minced beef
200 g minced pork
400 g tomato puree
Olive oil extra virgin olive oil
Salt and pepper

Arancine sweet and sour pork
400 g pork loin, cut into small pieces
140 g of pineapple (220 g with syrup)
2 cloves of garlic
a piece of fresh ginger about the size of 3 cm
4 tablespoons of cornflour (cornstarch)
1 hot pepper (I used a Thai chili)
2 spring onions
1 large red bell pepper (I used 5 mini peppers)
Extra virgin olive oil
salt

For marinating the meat
A good pinch of salt
2 tablespoons rice vinegar
Canned pineapple juice

For the sauce
2 tablespoons sugar
2 tablespoons rice vinegar
1 tablespoon soy sauce preferably unsalted

First I prepared the broth boil leaving onion, celery and carrot for an hour and a half. I removed the vegetables from the broth, I seasoned with a little salt and then I added the saffron.
In a pot large enough I poured the extra virgin olive oil and then I browned an onion cut into small pieces.
I added the rice and I let it cook for a few minutes.
At this point I added the broth. Not all stock though. The right amount to cover the rice for at least two fingers. I let it cook, adding broth as I felt that the preparation was becoming too dry.

When the rice is al dente I stop cooking by soaking the pan in the sink full of cold water (make sure not to enter the water in the pot).
I add butter and parmesan and stir.
I pour the rice in a pan and stretch out to cool.

Arancine rice with meat sauce
I cut into small pieces the carrot, celery and onion.
I put a little oil in a saucepan and let soften the chopped vegetables.
In the meantime, I clean the chicken livers and cut them into small pieces.
As soon as the onion becomes transparent add the mortadella into small pieces and stirring I add the two types of ground meat.
As soon as the meat starts to cook also add the chicken livers.
Stir and let cook the meat for a few minutes.
Add the tomato puree. I increase the flavor with salt and pepper and let cook in a covered pot for at least twenty minutes.

Arancini rice sweet and sour pork
First I put the meat to marinate.
In a bowl, I pour the meat and a little salt. Massage well and then add two tablespoons of rice vinegar and syrup canned pineapple.

I leave to marinate for about half an hour. Drain the meat (but do not throw away the liquid, I'll need for the sauce) and cover them with cornstarch. I make sure to cover all the meat well.
Cut the pepper into small pieces, and even anans.
Prepare the sauce by mixing 2 tablespoons sugar, 2 tablespoons rice vinegar, 1 tablespoon of soy sauce and "sauce" marinade
Cut to pieces onions and hot peppers
Then put it in the wok a little extra virgin olive oil. Warm it and add the crushed garlic, grated ginger, chili pepper (if you want it less spicy, as I have chosen to prepare myself, remove the seeds and use only the peel) cut into small pieces and thinly sliced ​​onions.
I leave to take heat and release scents for a few minutes.

I add the bell pepper, cut into small pieces. I do cook for a few minutes and add the meat and let cook, stirring. The breading with cornstarch will make the crispy bits of meat, and the marinade will make it even softer heart.
At the end add the pineapple.
Attention to the order in which you add the ingredients in the wok. The pineapple must be added last otherwise dissolve the cornstarch breading making it all too liquid and the meat is no longer crisp.
Let cook for a few seconds and then add the sauce. Now smell the perfume. So what? What do you think is not a wonder?
And look at the meat. It 'brilliant. Soy sauce has polished all the ingredients.
I turn off the heat and leave to cool.

I now proceed to prepare arancine.
Prepare the alloy by mixing flour and water with a whisk and add a good pinch of salt.
I take the rice and I form some balls slightly larger than a clementine. With one finger digging inside to be able to then put the filling.
I fill half of arancine with the sauce and the other half with the sweet and sour pork.
Whenever I fill a arancina I close pushing the filling downward and "pulling the edges" upwards.

Then dip the arancine, one at a time, in the alloy, and let stand on a sheet of aluminum.
Divide in half the breadcrumbs. In one half I add two heaping tablespoons of paprika.

I cover it arancine passing them in the bread crumbs and pressing the breading with my hands.
I do the same thing for the arancine stuffed with sweet and sour pork, but I use the breadcrumbs flavored with paprika.

In a small saucepan with high sides, I pour the oil of corn seeds that let it warm up. As soon as the oil gets hot, I dip a pair of arancine at a time that bake for a few minutes turning them.

I put them on the table and no one expects them to cool before eating.

mercoledì 21 novembre 2012

Sogliola al latte di cocco - Sole with coconut milk



Dopo due anni e qualche mese il mio blog aveva bisogno di una rinfrescata.
Ed eccolo qui nella sua nuova versione. A dir la verità non è ancora del tutto completa. Ci sono sempre margini di miglioramento, non è vero?
:-D

Dite che i quadri sono storti?
Beh direi proprio che mi somigliano :-D

Per festeggiare il lieto evento niente di meglio che un piatto esotico. Di quelli che piacciono a me.




Sogliola al latte di cocco
(english version below)
Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g fettine di sogliola già pulite
  • 200 g pomodori pelati
  • 200 g latte di cocco
  • 1 cipolla
  • 3 spicchi d'aglio
  • Un mazzo di prezzemolo
  • 1 cucchiaino e 1/2 di coloral (paprika brasiliana)
  • Il succo di mezzo limone
  • Olio di oliva extravergine
  • Sale


Schiaccio l'aglio e taglio a fettine sottilissime la cipolla. 
In una padella scaldo un poco d'olio d'oliva, aggiungo aglio e cipolla e lascio soffriggere leggermente, finché l'aglio non abbia preso un poco di colore.

Aggiungo il latte di cocco,  insaporisco con coloral e un pizzico di sale. Aggiungo la salsa di pomodoro e lascio intiepidire.
Aggiungo le fettine di sogliola.
Lascio sobbollire per pochi minuti, il tempo di cuocere completamente il pesce

Aggiungo il succo di limone e il prezzemolo tritato finemente. 
Spengo e servo caldo accompagnato da riso bianco.



Sole with coconut milk
Ingredients for 4 people:

  • 400 g slices of ​​sole already cleaned
  • 200 g peeled tomatoes
  • 200 g coconut milk
  • 1 onion
  • 3 cloves of garlic
  • a bunch of parsley
  • 1 teaspoon and 1/2 of coloral (Brazilian paprika)
  • The juice of half a lemon
  • Extra virgin olive oil
  • Salt

I crush the garlic and cut the onion into thin slices.
In a frying pan, I warm it a little olive oil, I add garlic and onion and fry gently, until garlic has taken on some color.

I add the coconut milk, insaporisco with coloral and a pinch of salt. I add the tomato sauce and let it cool.
I add the slices of sole.
I let it simmer for a few minutes, the time to bake completely fish.


I add lemon juice and finely chopped parsley.
I turn off and serve hot with white rice.

lunedì 12 novembre 2012

Pollo tandoori - Tandoori chicken

Pollo tandoori 

Non mi piace il grigio. Non è un colore, è un niente. 
Soprattutto se questo niente è fuori dalla mia finestra, sotto forma di bruma piovosa e appiccicosa.

Eppure l'autunno dovrebbe avere una luce speciale e i colori magnifici delle foglie cadenti. Ma dove sono? Io ancora non li ho visti.

Va bene vorrà dire che l'autunno me lo dovrò ricreare in cucina. 
Ho quindi accettato con entusiasmo la sfida per il mese di novembre di Cinzia di "Essenza in cucina" e di Valentina di My taste for food", creare un piatto di un bel arancione brillante.

Ecco quindi la mia versione del pollo tandoori. 
Inizio col dire che questa è una ricetta indiana.
Poi vi racconto che tandor è il nome del forno dove tradizionalmente viene cotto questo pollo. 
A prima vista il tandor sembra un grosso pentolone di coccio. Al suo interno, anzi a dir la verità sulle sue pareti, viene normalmente cotto il pane naan (mamma mia che buono! prima o poi posterò una ricetta che mi ha dato un simpaticissimo cuoco indiano, ma questa è un'altra storia).

Dunque dicevo che sul tandor normalmente viene appiccicato il pane naan. Il pane è cotto quando si stacca dalle pareti (pochissimi minuti dato che le pareti del forno sono davvero roventi).
In questo forno viene cotto anche il pollo speziato, che prende quindi il nome di pollo tandoori. 
Tanto per darvi un'idea della temperature raggiunte nel forno in questione un pollo a pezzetti cuoce in meno di un quarto d'ora. Magico no?

No, non ho il forno tandor (accidenti quanto mi piacerebbe però...) quindi il mio pollo tandoori è cotto nel forno normale, elettrico. Per (cercare) di dargli quell'aroma in più dato dall'originale cottura nel forno tandor ho aggiunto una spezia brasiliana, il coloral o colorao, o "paprika brasiliana"(potete trovarla nei negozi etnici). 

La lunga marinatura in yogurt e aceto (che deve essere dal gusto mooolto leggero, ecco perchè ho usato l'aceto di riso tipico della cucina giapponese e cinese, anche questo reperibile nei negozi etnici o nei grandi supermercati nel settore etnico) serve per ammorbidire la carne che, a cottura ultimata, deve essere davvero morbidissima.
Ho poi usato lo yogurt greco perchè avevo bisogno di uno yogurt compatto.
Io ho usato i petti di pollo, per avere carne ancora più morbida, ma la ricetta originale prevede un pollo tagliato a pezzi.

Quindi, ricapitolando: questa è una ricetta indiana, in cui ho utilizzato l'aceto giapponese, lo yogurt greco e una spezia brasiliana. Chiaro no?
E' un bel giro del mondo però.

Infine come potrete notare non ci sono grassi per la cottura. Il pollo cuoce nella sua salsa. Quindi se usate yogurt magro possiamo dire che è pure dietetica. 
E allora? Cosa altro devo dirvi per convincervi a provarla? 
Ah si, c'è ancora una cosa, è molto piccante. E pare che i cibi piccanti siano particolarmente afrodisiaci....
:-D

Con questa ricetta partecipo a Colors and Food di Novembre: Bright Orange!





Pollo tandoori
(english version below)

Ingredienti per 4 persone

  • 700 g pollo (petti di pollo per me)
  • 50 ml aceto di riso
  • 500 g yogurt colato (yogurt greco)
  • Un pezzo di zenzero fresco di circa 3 cm
  • 3 spicchi d'aglio
  • Una punta di cucchiaino di peperoncino in polvere
  • 1 cucchiaio di paprika forte
  • 1/2 cucchiaino di cumino in polvere
  • 1/2 cucchiaino di pepe nero in polvere
  • 1 cucchiaino di colorau (paprika Brasiliana)
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • Un pizzico di sale


Metto i petti di pollo in una ciotola piuttosto capiente. Li insaporisco con il sale e quindi li bagno con l'aceto. Grattugio lo zenzero fresco, schiaccio gli spicchi d'aglio ricavandone solo la polpa e li aggiungo al pollo frizionandolo bene.

Riunisco in una ciotola tutte le spezie che mescolo allo yogurt.
Cospargo i petti di pollo con questa salsa e mescolo con le mani in modo da ricoprirli interamente.

Copro la ciotola con la pellicola trasparente e lascio in frigorifero per mezza giornata.

Riscaldo il forno a 180°.
Sistemo i petti di pollo in una teglia coperta con carta da forno, li ricopro con la salsa e lascio cuocere per mezz'ora coprendo il pollo, di tanto in tanto, con la propria salsa.
No, non me ne sono dimenticata. In questa ricetta non ho usato nè olio, né burro.
Servo il pollo ben caldo.


Tandoori chicken

Tandoori chicken

Ingredients for 4 people
  • 700 g chicken (chicken breasts for me)
  • 50 ml rice vinegar
  • 500 g yogurt cast (greek yogurt)
  • A piece of fresh ginger about 3 cm
  • 3 cloves of garlic
  • A teaspoon of chili powder
  • 1 tablespoon paprika strong
  • 1/2 teaspoon ground cumin
  • 1/2 teaspoon of black pepper powder
  • 1 teaspoon colorau (Brazilian paprika)
  • 1 teaspoon of turmeric
  • A pinch of salt

I put the chicken in a bowl rather large. I add the salt and then I soak the chicken with vinegar. I cut into small pieces fresh ginger, crush the garlic cloves obtaining only the pulp and add them to the chicken.

I put all the spices in a bowl, mix it with yogurt.I cover the chicken with the sauce, and mix it with my hands to cover them entirely.

I cover the bowl with plastic wrap and leave in the fridge for half a day.

Heating the oven to 180 ° C.
I settle the chicken breasts in a baking tray covered with baking paper, I cover them with the sauce and let it cook for half an hour covering the chicken from time to time, with its own sauce.
No, I have not forgotten. In this recipe I did not use either oil or butter.
I serve the chicken hot.


lunedì 14 maggio 2012

Pane alle noccioline americane - Toasted peanut bread by Marcus Samulesson


Pane alle noccioline tostate: un profumo inebriante

No ma dai ancora lui? Ancora una ricetta di Samuelsson? Basta ma che sei fissata?
Devo dirvi che sì, sono fatta così. Se qualcosa mi piace devo capirla a fondo. E la cucina di questo giovane cuoco mi piace davvero. Quindi sto cercando di imparare i suoi mix, il suo modo di combinare ingredienti e texture. E mi sto divertendo un sacco perché scopro nuovi abbinamenti e nuove texture.
Come mi pace imparare cose nuove. Soprattutto in un campo come la cucina, dove ormai ho sperimentato parecchio e da parecchio tempo non rimanevo così piacevolmente impressionata.
Sono ancora qui, a questo suo libro dal nome bellissimo "The soul of a new cuisine

Dunque ebbene si! Ancora lui. Questa volta però vi dico
Vi piace il latte di cocco?
E le noccioline americane?
E i sapori speziati?
Bene NON mangiate questo pane. Rischiate la dipendenza :-D

Non è buono, è strepitoso.
Mentre cuocevo il latte di cocco con il miele un profumo incredibile si è improvvisamente sprigionato nella mia cucina facendomi canterellare per la gioia.
Poi è stata la volta delle noccioline americane da tostare con le spezie. Con il cumino? Accidenti hai ragione Marcus non sono niente male.
E quando poi ho cotto il pane nel forno....beh ero lì che battevo i piedi nell'attesa di vederlo pronto e fragrante.

Fargli il "servizio fotografico" è stata una tortura. Alla faccia di chi dice che NON bisogna mangiare ciò che si fotografa.... chiedetevi come mai nella foto qui sopra non si vede la prima fetta....Non ho saputo resistere :-D

E vi dirò di più. Ho cotto il pane al mattino e sono uscita (dopo aver mangiato "quella" fettina :-D). Quando sono tornata.......mamma mia il profumo era ancora lì. Mi è sembrato di sbarcare su un'isola tropicale, piena di sole e spezie e mare... Un'altra cosa da quando si cucina il cavolo no? :-D

Marcus suggerisce di mangiare questo pane come accompagnamento ad una zuppa di pesce. Io lo vedo bene anche con  formaggi stagionati o erborinati. 
Ma anche da solo, magari accompagnato da un bel bicchierino di bianco fresco seduta sul cassero di una nave alla volta di bianchissime isole.....:-DDDDD



Pane alle noccioline americane tostate di Marcus Samuelsson
(eglish version below)

Ingredienti

  • 1 tazza (250 ml) di latte di cocco
  • 3 cucchiai di miele
  • 1 bustina di lievito secco istantaneo pari a circa 2 cucchiani e 1/4 (per me 200 gr di pasta madre precedentemente rinfrescato)
  • 1 1/2 tazza di noccioline americane (per me noccioline americane non tostate)
  • 1 1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere
  • 1/ 2 cucchiaino di cumino in polvere
  • 2 1/2 tazze di farina bianca (350 gr per me)
  • 2 1/2 tazze di farina integrale
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1/4 tazza di Spiced Butter la ricetta la trovate qui (50 gr) o 4 cucchiai di burro

Per prima cosa, tre ore prima di iniziare a preparare il pane rinfresco il lievito madre e lo lascio riposare in una terrina unta coperto con un foglio di plastica.

Trascorso questo tempo metto a bollire il latte di cocco e aggiungo il miele. Continuo a mescolare finché il miele non si è sciolto.
Tolgo dal fuoco e lascio raffreddare.

Nel frattempo io tosto  le noccioline americane mettendole in forno a 200° per pochissimi minuti e quindi le sbuccio.
Poi proseguo con la ricetta di Marcus che mette le noccioline in un padellino insieme  a la polvere di peperoncino e il cumino. Le salta in padella per pochi secondi e io faccio lo stesso.
Quindi lascio raffreddare.

Trasferisco nella planetaria il latte di cocco intiepidito e il lievito madre. Mescolo con il gancio finché il tutto non si "incorda", cioè si avvolge intorno al gancio. Stacco e controllo che l'impasto sia ben elastico.
Tolgo l'impasto e lo metto in una terrina unta. Copro con una pellicola e lascio riposare per circa tre ore

Metto quindi le noccioline nel blender e le frullo fino ad avere una pasta.

Marcus impasta con le mani io invece proseguo con la planetaria dove metto le due farine, il sale, il burro la pasta madre con il latte di cocco e le noccioline tritate.  Mescolo con il gancio per circa 3 minuti a bassa velocità, fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico.
Metto l'impasto in una terrina unta e copro con un foglio di plastica trasparente.
Lascio riposare e lievitare finché non ha raddoppiato il volume (per me circa 6 ore).

Trascorso questo tempo accendo il forno a 180 e quindi imburro uno stampo da plumcake.
Metto il mio impasto e inforno. Ma prima di chiudere la porta del forno,  faccio la mia solita operazione spruzzo le pareti del forno con un po' d'acqua. Il pane sarà già morbido di per sé, ma voglio aiutarlo con un po' di vapore.

Lascio cuocere per 35 minuti (per me 40).

A questo punto Marcus dice di lasciarlo riposare nella teglia su una griglia, ma io sono troppo curiosa e ho provato a rovesciare la teglia e ..... e lui mi è scappato fuori! 
Le istruzioni di Marcus dicono però di lasciarlo riposare con la teglia per cinque minuti, poi togliere la teglia e lasciarlo raffreddare ancora un pochino.... Se resistete al profumo.

Toasted peanut bread: a heady scent


Toasted peanut bread by Marcus Samuelsson

Ingredients
  • 1 cup (250 ml) coconut milk
  • 3 tablespoons honey
  • 1 packet of instant dry yeast 2 teaspoons and 1/4 (for me 200 grams of sourdoughpreviously refreshed)
  • 1 1/2 cup peanuts (not roasted peanuts for me)
  • 1 1/2 teaspoon chili powder
  • 1/2 teaspoon ground cumin
  • 2 1/2 cups all-purpose flour (350 gr for me)
  • 1 teaspoon salt
  • 1/4 cup Spiced Butter here the recipe (50 grams) or 4 tablespoons of butter 
First, three hours before starting to prepare the bread, I refresh the yeast and let it rest in a greased bowl covered with a plastic sheet.

After this time I'm going to boil the coconut milk and add honey. I continue to stir until the honey is dissolved.
I remove from heat and let cool.

In the meantime I make toast the peanuts by putting them in the oven at 200 degrees fora few minutes and then peel.
Then I continue with the recipe from Marcus. He put the peanuts in a frying pan with thechili powder and cumin. The jump in the pan for a few seconds and I do the same.
Then leave to cool. 

I transfer in planetary warmed coconut milk and yeast. Mix with the hook until everything is"stringing", that is, is wrapped around the hook. So I check the dough is very elastic.
I take the dough and place it in a greased bowl. I cover with foil and let rest for aboutthree hours

Then I put the peanuts in the blender and whir until you have a paste.

Marcus knead with your hands I will I continue with the planetary where I put the two flours,salt, butter the dough with coconut milk and the paste of chopped peanuts. I mix it with the hook for about 3 minutes on low speed until dough is smooth and elastic.
I put the dough in a greased bowl and I cover with a sheet of transparent plastic.
I let it rest and rise until doubled in volume (for me about 6 hours).

After this time I turn on the oven to 180 degrees and then a buttered loaf pan.
I put my dough and bake. But before closing the oven door I do my usual operation: spraythe oven walls with a little 'of water. The bread will be soft for him already, but I want tohelp him with some 'steam. 

I let it cook for 35 minutes (for me 40).

Then Marcus says to let him rest in the pan on a rack, but I'm too curious and tried to overthrow the pan and ..... and he ran off!
Marcus instructions say to let him rest for five minutes with the pan, then remove the pan and let cool a little bit more .... If you resist the smell.

mercoledì 9 maggio 2012

Vitello al tè rosso - Tea-roasted veal

Vitello al tè rosso, un'esotica delizia

Si vede che ho voglia di andare in vacanza. Non fosse altro perché preparo piatti "strani" che in qualche modo mi riportano indietro nel tempo e nello spazio.
Questo poi è un doppio viaggi: è tratto dal libro di Marcus Samuelsson di cui parlo qui  e qui e che mi riposta al mio viaggio a New York e in più ha come ingrediente principale il tè rosso o Rooibos, una delizia che ho assaggiato in un viaggio in Namibia, fatto ben 3 anni fa (prima di questo blog, per vostra fortuna, altrimenti mi avreste sentito delirare sulle carni di zebù, springbok, steenbok e del mio rifiuto di mangiare Pumba).

Il Roibos è un tè ricavato da un'arbusto africano appunto. Lo potete trovare nei grandi supermercati o in erboristeria. E' buono caldo (magari bevuto davanti a un fuoco acceso nel braciere mentre si ascoltano storie africane :-D) oppure freddo.
E' leggermente asprino e molto dissetante.
Non avrei  mai pensato di utilizzarlo per cuocere la carne, ma non sono un genio come Samuelsson.
La ricetta l'ho pescata nel suo libro "The soul of a new cuisine".

Vitello al tè rosso

Ingredienti
(english version below)

Per 6 persone

  • 1/4 tazza (30 g) sale
  • 2 tazze (500 ml) acqua
  • 1/2 tazza (100 ml) aceto di vino rosso
  • le foglie pulite e tritate di un rametto di rosmarino
  • 1/4 tazza (85 g) miele
  • Un pezzo di circa 3 inch (7 cm) di zenzero fresco sbucciato e grattugiato
  • 1/4 tazza (30g) di tè rosso (Rooibos) o le foglie contenute in 3 sacchetti da tè
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • 2 pound (1 kg) di spalla disossata di vitello
  • 2 cucchiai di Chermoula (la preparazione la trovate nel link).

Metto in una pentola il sale, l'acqua e l'aceto e porto a bollore. Aggiungo le foglie di rosmarino,il miele, lo zenzero e le foglie di tè rosso.
Taglio il baccello di vaniglia a metà e con la punta del coltello raschio i semini che trovo all'interno e li metto nella pentola.
Riporto a bollore, abbasso la fiamma e lascio cuocere per 5 minuti, quindi tolgo dal fuoco e lascio raffreddare.

Metto la carne in una teglia e verso sopra la marinata, tenendone da parte 1/2 tazza, (circa 100 ml) che userò poi. Ricopro il tutto con la pellicola trasparente e metto in frigorifero per almeno 8 ore girandola di tanto in tanto dice Marcus, io la lascio tutta la notte.

Accendo il forno a 180°.
Tolgo la carne dalla marinata. L'asciugo leggermente con la carta da cucina e la spennello di chermoula. La sistemo in una teglia e la cuocio, bagnandola di tanto in tanto, con la marinata avanzata, per circa 1ora e 1/2 dice Marcus. Io l'ho cotta per 1 ora e 45 minuti.
Se avete un termometro per carne cuocete finché la temperatura interna dell'arrosto non arrivi a 57°.
Tolgo la carne dal forno e ricopro la teglia con un foglio di carta argentata per 20 minuti. In questo modo la carne risulterà più morbida.

Taglio a fettine e servo con piselli saltati

Tea-roasted veal, an exotic delight


Tea-roasted veal

Ingredients for 6 people
  • 1/4 cup (30 g) salt
  • 2 cups (500 ml) water
  • 1/2 cup (100 ml) red wine vinegar
  • 1 branch of rosemary, leaves only chopped
  • 1/4 cup (85 g) honey
  • A piece about 3 inches (7 cm) fresh ginger, peeled and grated
  • 1/4 cup (30g) of red tea (rooibos), or the leaves contained in 3 tea bags
  • 1/2 vanilla bean
  • 2 pond (1 kg) of boneless shoulder of veal
  • 2 tablespoons of Chermoula. 
I put in a pot: salt, water and vinegar and bring to boil. I add the rosemary leaves, honey,ginger and red tea leaves.
I cut the vanilla bean in half and with the tip of the knife scrape out the seeds and put themin the pot.
I bring to a boil, lower the flame and let cook for 5 minutes, then take off the heat and letcool.

I put the meat in a pan and I pour over the marinade, keep aside 1/2 cup (about 100 ml)that I will use later. I cover everything with plastic wrap and put in refrigerator for at least 8 hours turning occasionally says Marcus, I leave it all night.

I turn on the oven to 180 degrees.
I remove the meat from the marinade. I dry gently with paper towels and I brush the meat with Chermoula.
I placed it in a baking dish and bake, basting occasionally with the marinade advancedfor about 1 hour and 1/2 says Marcus. I have cooked for 1 hour and 45 minutes.
If you have a meat thermometer, cook until the internal temperature of meat reaches 57 °.
I remove the meat from the oven and the pan cover it with a sheet of silver paper for 20 minutes. In this way the meat will be softer.

I cut them into slices and serve.


lunedì 7 maggio 2012

Tonno ai pomodorini arrostiti da Marcus Samuelsson - Tomato-roasted tuna

Tonno ai pomodorini arrostiti. Un piacevole sorpresa


Quest'estate sono stata a New York e tra le tante cose mera-meraviglisossissime che ho visto, fatto e visitato c'è stata anche una puntatina a un ristorante un po' particolare. 
Che mi piaccia il cibo si sa vero? Quindi quando vado in giro per il mondo una delle cose che amo tantissimo è provare la cucina locale. Meglio se un ristorante rinomato, di cui si parla o ancor di più mi piace provare la cucina dei cuochi emergenti. 
Se poi si tratta di una sorpresa di cui veramente non ne so nulla (cosa difficilissima) per me è fantasticissimo. Come in questo caso.

Sapevo di dover andare al ristorante, sapevo che era una sorpresa, e nulla più.
E così sono approdata in una sera di pioggia battente al Red Rooster Harlem

Il locale è già delizioso di per sé. Ha un'aria un po' anni trenta e il pubblico è veramente eterogeneo. Sembra un ristorante carino e ha un'aria di "posto per famiglie", ma so che sotto la cenere cova la brace. 
Altrimenti che sorpresa sarebbe?
"Come hai detto che si chiama lo chef?"
"Non l'ho detto."
"Ah ....quindi?"
"Beh quindi non te lo dico. Prima mi dici cosa ne pensi".
Uff il gioco si fa difficile. In America i cuochi famosi provengono da tutto il mondo. E' vero siamo ad Harlem, ma questo quartiere si è trasformato parecchio in questi ultimi anni ed è un vero melting pot.

Sbircio cosa mangiano dai tavoli accanto. Un cameriere trasporta un piatto tipicamente americano: hamburger e pannocchie "aha ci siamo lo chef è americano" .
Passano delle empanadas. "Ah ecco chef emergente latino".
L'unica cosa che so è che si tratta di uno chef emergente.
Bruschette? Ah è italiano. Dunque un americano che però è pure un italo-latino. Mmmh la faccenda è complicata.
Meglio ordinare che lì sicuro capisco meglio.

La cena è stata una sinfonia di sapori. Spezie e aromi danzavano in accordi davvero insoliti.
"E allora che mi dici?"
"Dico che è un uomo".
Il sopracciglio si alza
"Perché esiste una cucina maschile e una femminile?"
"A grandi linee credo di sì. Comunque questo è un uomo. Vabbè dai non sono molte le donne chef, e che se dico maschio ho maggiori probabilità di vincere. Ma qui sono sicura. Gli uomini hanno una creatività più "spericolata" rispetto alle donne. E questo è particolarmente spericolato. Quindi uomo al 99,9%".
"Giusto. E poi?"
"Poi nero".
Ride
"Perché? Perché siamo ad Harlem?"
"No per l'uso delle spezie. Anche se le polpette con la salsina dolce... mi hanno un po' spiazzata."
"Si chiama Marcus Samuelsson"
"Ah... non è proprio nero allora. Mi sembra un pochino Europa del nord....Sei sicuro che si chiami Samuelsson?"
Ride ancora più forte
Scopro così che Marcus è nato in Etiopia ed è poi stato adottato da una famiglia svedese. E' giovanissimo e il Red Rooster Harlem è un ristorante emergente. Tra i suoi clienti c'è anche Obama.

Il giorno dopo corro da Barnes and Noble alla ricerca di un libro scritto da Marcus Samuelsson. Ne trovo ben due enormi che finiscono direttamente nella mia valigia. Fanno parte del mio viaggio d'istruzione.

Questa ricetta l'ho trovata nel libro "The soul of a new cuisine" (L'anima di una nuova cucina). Già solo il titolo è una poesia non trovate?


Tonno ai pomodorini arrostiti
(english version below)

Ingredienti per 4 
  • 1/3 di tazza (80 ml per ungere le teglie, ma io ne ho usato molto ma molto meno) più 1/4 di tazza (60 ml) di olio di oliva (per me un olio extravergine di oliva dal gusto delicato, qui abbiamo già tanti profumi)
  • 8 pomodori, ciascuno diviso in quattro (500 g pomodorini ciliegino per me)
  • 1 cucchiaino e mezzo di zucchero 
  • Mezza tazza (70 g) di mandorle spelate tritate grossolonamente
  • 3/4 tazza (150 ml) di aceto di vino rosso
  • 3 spicchi d'aglio schiacciati con lo spremi aglio
  • 1 scalogno tritato finemente
  • 3 inch (circa 7 cm ma io ne ho usato la metà) di zenzero spelato e grattugiato
  • 2 foglie di basilico
  • il succo di 2 limoni
  • 1/2 tazza (100 ml) di aceto di vino bianco
  • 1 cucchiaino e mezzo di sale (per me la metà)
  • 4 fette da 8 once  di squalo (per me 4 fette di tonno da 200 g)


Per prima cosa accendo il forno e noto con piacere che anche Marcus da come prima istruzione di accendere il forno. Perfetto mi piace. 
Dicevo accendo il forno a 150°. E quindi comincio a seguire come una scolaretta le istruzioni, passo passo.
Metto un foglio di carta da forno sulla teglia e con un pennello ungo il foglio.
Dopo aver lavato i pomodorini li taglio a metà e li metto con la "pancia" verso l'alto (cioè la parte che mostra la polpa). Li spolvero con lo zucchero e li metto in forno per 40 minuti.
Trascorso questo tempo spolvero i pomodorini con le mandorle e lascio cuocere altri 25 minuti e quindi tolgo dal forno.

Nel frattempo metto in una pentola grande abbastanza da contenere le fette di pesce e dal fondo spesso: l'aceto di vino rosso e di vino bianco, il sale, la polpa degli spicchi d'aglio, lo scalogno, lo zenzero grattugiato, le foglie di basilico, il succo dei due limoni, 60 ml (il 1/4 di tazza) di olio extravergine di oliva. Metto la pentola sul fuoco e porto a bollore. 
Il profumo che si sprigiona è molto strano per me. Non è qualcosa che riconosco, ma sono molto incuriosita dal risultato.
Devo dire che se non avessi mangiato al suo ristorate avrei delle perplessità. Ma continuo fiduciosa e faccio bene.
A questo punto però io non seguo le istruzioni di Marcus. Lui diminuisce la fiamma, adagia le fette di squalo nella pentola e lascia cuocere a fuoco bassissimo per cinque minuti. Quindi toglie dal fuoco e lasci riposare per 10 minuti.

Io non ho mai cucinato lo squalo, ma credo che le sue carni siano meno delicate del tonno, quindi tolgo la pentola dal fuoco e immergo le fettine di tonno per 2 minuti, le giro e lascio riposare per altri 2 minuti.

Scaldo il forno a 180°.
Metto un foglio di carta da forno su una teglia e con il pennello la ungo. Sollevo con la schiumarola le fettine di tonno (devo fare attenzione a non romperle!) e le adagio sul foglio. Tengo da parte il fondo di cottura che utilizzerò in seguito, quando metterò il pesce nel piatto.
Ricopro la superficie delle fettine di pesce con i pomodorini alle mandorle. Marcus dice di condire ancora con sale. Io non uso molto sale (spesso me ne dimentico) ma è veramente una questione personale, forse un pizzichino qui male non ci sta.

Metto la teglia in forno per circa 7 minuti o finché la carne del pesce non sia cotta (per me bastano 5 minuti).
Metto il pesce nel piatto e aggiungo un pochino del sugo della prima cottura.

Il risultato è un'insolita preparazione agrodolce che. mi è piaciuta davvero tantissimo.
Ha un qualcosa di orientale (sarà la combinazione di zenzero e aglio?) con note mediterranee (il basilico e il limone forse?) più ... più non so una nota che non conosco e che voglio approfondire ancora.
Insomma tenetevi pronti ad altre ricette da questo libro :-) 







Tomato-roasted tuna

Ingredients for 4
  • 1/3 cup (80 ml ​​to grease the pans, but I've used a lot less) than 1/4 cup (60 ml) olive oil(for me an extra virgin olive oil with a delicate taste, we have so many scents here)
  • 8 tomatoes, quartered (500 g cherry tomatoes for me )
  • 1 1/2 teaspoons of sugar
  • 1/2 cup (70 g) chopped blanched almonds
  • 3/4 cup (150 ml) red wine vinegar
  • 3 cloves garlic minched (crushed with garlic press)
  • 1 shallot, minched
  • 3 inch (7 cm but I have used half) of ginger peeled and grated
  • 2 leaves of basil
  • juice of 2 lemons
  • 1/2 cup (100 ml) white wine vinegar
  • 1 1/2 teaspoon of salt (half for me)
  • 4 - 8 ounces of shark fillets (to me 4 - 200 g tuna fillets) 

First turn on the oven and I am pleased that Marcus as the first statement by turning the oven. Perfect I like it.
I said turn on the oven to 150 degrees. And then begin to follow the instructions as a schoolgirl, step by step.
I put a sheet of baking paper on baking sheet and brush with olive oil.
After washing the tomatoes cut them in half and put them with the "belly" to the top (the part that shows the pulp). Sprinkle them with sugar and put them in the oven for 40minutes.
After this time, sprinkle the tomatoes with the almonds and let it cook another 25 minutes and then I remove from the oven.

In the meantime I put in a pot large enough to hold the slices of fish: the red wine vinegar,white wine vinegar, salt, cloves of garlic pulp, scallions, grated ginger, leaves basil, the juice of two lemons, 60 ml (1/4 cup) extra virgin olive oil. I put the pot on the stove andbring to boil.
The scent that is released is very strange for me. It is not something that I recognize, but I'm very intrigued by the result.
I must say that I have not eaten at his restaurant, I have my doubts. But I still confident anddo it well.
At this point, however I do not follow the instructions of Marcus. He lowers the flamesettles shark slices in the pan and cook over very low heat for five minutes. Then removefrom heat and let stand for 10 minutes.

I have never cooked shark, but I think that its meat is less delicate than tuna, so I removethe pot from the heat and plunge the slices of tuna for 2 minutes, turn and leave the rest for another 2 minutes.

Warm up the oven to 180 degrees.
I put a sheet of baking paper on a baking sheet and brush with olive oil. I lift with a slotted spoon, the slices of tuna (I must be careful not to break!) And put them on paper. I putaside the gravy that I will use later, when I put the fish in the dish.
I cover the surface of the fish slices with tomatoes and almonds. Marcus says theseasoning again with salt. I do not use much salt (I often forget) but it's really a personal matter, perhaps a pinch here there is good

I put the pan in the oven for about 7 minutes or until the meat of the fish is cooked (for meit takes about 5 minutes).
I put the fish in the dish and add a little of the sauce of the first cooking.

The result is an unusual preparation bittersweet. I liked very much.
It has something oriental (will be the combination of ginger and garlic?) WithMediterranean notes (basil and lemon perhaps?) Plus I do not know a note that I do not know, and I want to learn more.
So get ready for other recipes from this book :-)