lunedì 30 agosto 2010

Medicina per cuori spezzati

"Mamma oggi Lorenzo viene qui a giocare alla play".
"Perfetto"
"Però Ginevra, non darci fastidio ok?"
"...."

"Ma perché ti sei messa la maglietta con i brillantini?"
"Mamma, alliva Lolenzo, no?"
"Ah...."

"Lolenzo, ti piace la mia maglietta con Hello Kitty e i blillantini? ....................Lolenzo, quanti anni hai?, .....Lolenzo, sai che tla poco tolno all'asilo? ......Lolenzo, posso giocale insieme a te?"
"Mammaaaaa, Ginevra si è innamorata di Lorenzo e non ci lascia giocare!"
Sciaffff, paf.
"Mammaaaaaa, Ginevra mi mena".

"Lolenzo, lo sai che se non sto attenta Altul gioca con le mie bambole?"
"Mammaaaaa, puoi fare qualcosa?"

Urge un antidoto alla cotta per Lorenzo. Esiste una medicina per i cuori infranti? Io mi sono sempre curata con il cioccolato. Mi somiglierà? Proviamo.
"Ginevra ti va di fare un dolce al cioccolato?"
"Mamma! Hai detto cioccolato????"
Si, decisamente funziona anche per lei.


Tortine al cioccolato

Questa ricetta è un mix tra la torta di Sophie, un'amica francese che non vedo da anni, e la torta "Reine de Saba", dal cuore bello cremoso di cui ho "carpito" la ricetta in un bar sulla spiaggia di Saint Tropez (accidenti quanto ci ho messo per averla!).
Non c'è che dire i francesi ci sanno proprio fare con i dolci.
Il risultato è come dovrebbe essere l'uomo ideale: una bella scorza croccante fuori e tanta morbidezza dentro.




Prima e dopo la cottura


300 gr di cioccolato fondente
250 gr di burro
100 gr di zucchero
4 uova
Metto a fondere il cioccolato a bagnomaria. Mescolo di tanto in tanto e quando ormai è bello sciolto aggiungo il burro a pezzettini.
Nel frattempo batto bene con una frusta le 4 uova intere con lo zucchero.
Tolgo il cioccolato con il burro dal fuoco e quando si è raffreddato aggiungo al composto con le uova.
Mescolo bene.
Imburro delle piccoli stampini e li infarino. Con l'aiuto di un mestolo li riempio un poco più della metà (quelli di Ginevra no, li vuole belli pieni).
Metto poi il tutto nel forno già caldo (150 gradi) per circa 40 minuti.

Mentre aspettiamo che le tortine si cuociano c'è chi pensa a pulire pentole e ciotole.






mercoledì 25 agosto 2010

Basta poco

A volte basta poco. Un profumo, un colore, una stretta di mano una parola detta al momento giusto e tutto cambia.Tutto sembra più bello.
Ci sono anche dei cibi che hanno questo "effetto coccola". La pasta al pomodoro fresco per me è uno di quelli




Pasta al pomodoro fresco

Il segreto è tutto qui: ottimi ingredienti e ...pentola bella larga. Per questo sughetto uso una padella enorme che in realtà è più un'arma impropria che un recipiente per la cottura.

Ogni volta che lo uso penso ai cartoni animati, o ai fumetti, dove il malcapitato di turno (Tom, Gatto Silvestro, tanto per fare un esempio) riceve una padella in testa.

Ecco questa è proprio QUELLA padella. La padella micidiale dei cartoni animati.

  • Olio di oliva extravergine non troppo saporito (altrimenti "allungo l'olio con olio di semi)
  • 3 o 4 spicchi grossi di aglio
  • Un piccolo peperoncino rosso
  • 300 gr di pomodorini da sugo tagliati a pezzetti (io preferisco quelli a pelle sottile che non mi piace trovare la "pelle" dei pomodori nel sugo, oppure i pomodori ramati a cui faccio prima fare un tuffo in acqua bollente. Incido poi la pelle e la tiro via)
  • 3 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • Pasta. La dose ottimale è circa 70 grammi a testa, ma io abbondo sempre. Per questo sugo di solito scelgo sempre gli spaghetti, oppure, come in questo caso le linguine.
  • Sale e pepe
  • 3 - 4 foglie di basilico


    Nella padella scaldo l'olio e aggiungo gli spicchi d'aglio e il peperoncino. Lascio scaldare pochissimo, appena il tempo di sentire l'aroma dell'aglio e di vederlo prendere un pochino di colore poi aggiungo i pomodorini.

    Qui si aprono le alternative: in estate, quando i pomodori sono più saporiti il tempo di cottura è rapidissimo, 2 - 3 minuti. Se, invece durante il taglio mi rendo conto che i pomodori sono troppo acquosi lascio cuocere più a lungo.
    Aggiungo poi qualche cucchiaio di conserva per dare un po di colore al sugo. Sale e pepe e alla fine della cottura qualche foglia di basilico.
    Scolo la pasta un minuto prima del previsto e lascio terminare la cottura nella pentola del sugo

lunedì 16 agosto 2010

Meduse e melanzane



Sono così orgogliosa di questa foto che per una volta vengo meno alle regole e non apro con l'immagine di una ricetta, ma bensì di una medusa ripresa sporgendomi dalla barca. Pericolosissimo... per la medusa e per la macchina fotografica.


Spiagge magnifiche. Acqua di un azzurro incredibile. Tutta la magia del mediterraneo in pochi chilometri quadrati. Insomma un posto magnifico che piace a tutti.
Anche alle meduse,
Accidenti mai viste così tante. E se nei primi giorni eravamo terrorizzati, ora ci siamo abituati e riusciamo a individuarle con una facilità sorprendente.
"Eccone una" dice la piccola sporgendosi a testa in giù dalla barca e puntando il ditino a pochi centimetri dalla massa gelatinosa.
"Dammi il retino che la sposto" risponde il grande in bilico su un piede solo sul parapetto.
I turisti guardano ammirati il duo equilibrista.
Io sorrido sperando di riuscire a interpretare bene la parte della "mamma per niente ansiosa, abituata ad avere figli dai piedi prensili che scovano animali pungenti - morsicanti - urticanti e che salvano l'umanità allontanando con destrezza qualsiasi pericolo"
In realtà non mi sento affatto così.








Caponata di melanzane


Anche questa è una ricetta che mi è stata ispirata da una gita in barca. Comunque non è la classica caponata di melanzane, ma è buonissima. Sia come contorno, sia messa in un panino e via.

Cipolle
Melanzane
Olive (possibilmente denocciolate)
Qualche pomodorino
Pinoli
Due cucchiai di salsa di pomodoro
Olio di oliva
Sale e pepe
Due cucchiai di aceto
Due foglie di basilico

Taglio la cipolla a pezzettini piccoli e la faccio soffriggere nell'olio d'oliva.Quando diventa trasparente aggiungo la melanzana tagliata a tocchetti grandi un po' più di un centimetro. Appena diventano morbidi aggiungo i pomodorini a pezzetti, le olive e i pinoli. Coloro con la salsa di pomodoro e insaporisco con sale e pepe.
Spengo il fuoco e aggiungo due cucchiai di aceto.

mercoledì 11 agosto 2010

Polpette in barca



Oggi giro dell'isola in barca. Paesaggi meravigliosi e racconti di vita vissuta.
Le barche sono una decina più o meno, ovviamente i barcaioli si conoscono tutti.

Usano la radio per prendersi in giro e per cantare canzoni.
I turisti sono felici, ma loro sembrano ancora di più.

Appare la barca Nettuno e parte la canzone "Ti giuro Nettuno, ti giuro ....." una parodia della canzone di Mina, era Mina poi? Bah...
Da un'altra un barcaiolo canta in siciliano e fa fare ai suoi turisti il coro.
Ha una voce possente da baritono e intonata, ma visto lo sguardo che passa tra il "mio" barcaiolo e suo figlio (un guizzo ilare di qualche secondo) capisco che il coro probabilmente sta cantando parole che non conosce e sospetto che siano cose vietate ai minori di 18 anni.
Sono tropo curiosa e chiedo. Ridono. Si, è così.

E noi che si fa allora? Si resta a guardare?
Per niente si passa a cose serie, tiriamo fuori l'artiglieria pesante: si mangia.

Mangiare qui, come in tutto il meridione, è la condivisione di una cultura.
Per primo arriva un vinello bianco e, apparentemente leggero. Conosco la storia: va giù che un piacere, ma poi scioglie le lingue.

Ora anche i "turisti" si trasformano. Si chiacchera come grandi amici. Si ride e si canta. Tutti.
Si apparecchia, compare addirittura la tovaglia. E poi, magicamente arrivano, da non so dove delle meraviglie.
Olive, tonno, pomodori a pezzettini, pecorino, perdo il conto delle cose che vedo, annuso, mangio.
Le altre barche partono al contrattacco.

Ci si urla da una barca all'altra. "Mia madre stamattina ha fatto le polpette".
"Mia moglie la parmigiana".
Ed ecco che parte l'arrembaggio: è tutto un passare da una barca all'altra di assaggi e assaggini.
Anche la signora che per tutto il viaggio è stata cellulare con un muso lungo così sorride.

Alla fine non ci sono né vincitori né vinti.
Solo un grazie corale alle donne dei barcaioli, che si sono svegliate questa mattina per preparaci tutto questo ben di Dio.

Riprovo a fare le polpette della "mamma di Piero" ma mi scuso preventivamente con la signora, di sicuro non saranno buone come le sue.

Polpette con le patate

carne trita mista di manzo e maiale
un pochino di pane secco spezzettato e lasciato ammorbidire nel latte
prezzemolo tritato
un bel po' di pecorino di prezzemolo tritato
qualche patata a pezzetti
un poco di vino bianco
sale, pepe
olio di semi e di oliva per cuocere

Mescolo la carne con il pane, il prezzemolo e il pecorino. Aggiungo un po' di sale e pepe. Formo poi delle polpette grandi come noci.
In una padella bella larga metto olio di semi e olio di oliva e lascio scaldare aggiungo le patate e quindi le polpette. Lascio cuocere un pochino poi insaporisco con il vino bianco. Aggiungo dell'acqua di modo che le polpette e le patate siano coperte per meno della metà e lascio cuocere. Giro le polpette di tanto in tanto e continuo la cottura finchè le patate non sono belle cotte e si sfaldano un pochino.

mercoledì 21 luglio 2010

Bentornata a casa

“Ciao ben tornata” Se non bastasse il mica tanto leggero accento francese, la riconoscerei comunque per il suono della risata che assomiglia a quello di una cascatella di montagna.

Da anni ormai abbiamo l’abitudine di telefonarci al mattino presto, dopo che io ho accompagnato i bambini e lei si avvia al lavoro. Non abbiamo mai perso questa abitudine.
Lei è Sabine, lionese doc. E’ la donna che vorrei essere, la Brie delle Desperate Housewives (mentre ovviamente io sono Susan la pasticciona), la mamma perfetta, manager inossidabile, moglie premurosa e ovviamente ottima cuoca.

“Allora come ti vesti per il matrimonio di tua cognata?” Questa volta sono preparata, Di solito mi prende in contropiede. “Mmmmmh sono indecisa tra un abito blu in cRRRRepE (si dice così ?) blu” “Crep” (erre arrotolata alla francese e, accidenti a me se me lo ricordo mai, senza la E finale) “Oppure un tubino nero leggermente a palloncino, così non si capisce se sono io che sono grassa o è il vestito che è largo”.
Lei ride “Metti il tubino nero, raccogli i capelli (accidenti non avevo pensato ai capelli, devo ricordarmi di mettere le forcine in valigia) una bella collana e un bel rossetto rosso. Vai, e stendili tutti.”
“Si e chi stendo? Al massimo il mandriano, che mi prende per una delle sue mucche”.
Lei ride ancora.
“Ma se sei bellissima”.
Ecco queste sono le vere amiche. Ti fanno sentire sexy e importanti anche alle nove del mattino di un giorno afoso, tra una lavastoviglie e una lavatrice.


Pasta al limone

Ci sono piatti speciali che servono per coccolarsi e consolarsi. Questo per me è uno di quelli. Morbido e setoso ha dentro quella punta di sole che riscalda.
E’ anche un buon inizio per una cenetta a due con tentatvo di seduzione, ma in questo caso come pasta è meglio scegliere i tagliolini. Leggeri e raffinati .
Forse la preparerò per il mandriano.

Pasta (ovviamente)
Panna
Buccia di limone grattugiata
Qualche goccia di succo di limone
Un cucchiaino di vodka
Sale e pepe bianco

Cuocio la pasta e giusto qualche minuto prima che sia pronta scaldo appena la panna. Aggiungo sale, pepe e qualche goccia di limone, il cucchiaino di vodka e quasi tutta la buccia grattugiata del limone.

Scolo la pasta e la condisco con la salsa. Prima di servire cospargo con la buccia di limone avanzata.

lunedì 19 luglio 2010

Un panino in valigia


Soffro di sindrome letargica pre-stressiva. Non so se esiste, ma io di sicuro ce l'ho.


Si manifesta prima di ogni evento che so già di per certo stressante. Ad esempio le partenze.
Tra pochi giorni rientriamo. L'elenco delle cose da fare è enorme, il tempo è poco e gli imprevisti (come a Monopoli!) sempre troppi e assurdi.
Così mi accade che passando accanto a qualsiasi luogo che potrebbe invitare a una posizione orizzontale - rilassante il mio polo di attrazione subisca un brusco spostamento verso l'oggetto in questione e io debba sforzarmi per non ritrovarmici sdraiata.
Se ciò accade non ho nemmeno il tempo di realizzarlo che dormo profondamente sognando valigie già pronte, casa lucida e profumata, figli sorridenti, ben vestiti silenziosi. Silenziosi? Gatta ci cova.
A questo punto mi sveglio.

Il panino della valigia


Difficile preparare le valigie con i figli che saltellano dappertutto. "Mamma mi ha preso la Barbie" "Artur restituisci la barbie a Ginevra" (dove cavolo ho messo il costume da bagno?) ""Mamma mi ha buttato le figurine per terra!" "Ginevra raccogli le figurine di tuo fratello" (ma stavo cercando cosa?)
Impossibile concentrarsi. E allora? "Allora bambini oggi picnic in spiaggia!"


3 panini
4 uova
Pecorino dolce
Pochissimo salePepe (ma solo per il mio panino)

Taglio a pezzettini irregolari il pecorino. Sbatto le uova con pochissimo sale. Friggo un terzo del composto in una padella leggermente imburrata e a fine cottura ci metto sopra i pezzettini di pecorino che fondono appena appena. Ripeto l'operazione per le altre due frittatine (ma alla mia aggiungo il pepe che mi piace e mi illudo mi svegli).
Apro i panni a metà e ci metto le frittatine. Volendo si può aggiungere insalata verde e pomodori. Ma siamo in partenza e il frigo è vuoto.

giovedì 15 luglio 2010

Il re limone


Il limone, come mi piace. Lo si può usare in mille modi e in mille ricette. Ha il colore del sole e un profumo inebriante. E' allegro. Come si fa a non amarlo?

Ieri il signor Giovanni, è passato con il suo camioncino pieno di frutta profumata e mi ha portato i limoni.
("Ma signor Giovanni lei quando passa di qui?"
"I giorni dispari io passo"
"Ah. Scusi ma quali sono i giorni dispari?"
"Ma come! I giorni dispari sono il lunedì, il mercoledì, e il venerdì"
".........Scusi, signor Giovanni, e la domenica cos'è?"
"La domenica non conta"
"Ahhhhh")

I limoni sono belli, grossi come un pugno, sembrano quasi dei cedri. Non posso resistere ne prendo uno in mano e l'annuso.

"Senta, senta che sono ancora caldi. Sono appena colti e ancora pieni do sole".
Vero caldi come panini.
Ne mangio uno così com'è.

La mia amica Lysb mi ha suggerito "hai provato a metterlo nel Cous cous?" E no, ma lo faccio ora. "Che dici, potresti chiamarlo cous cous delle Cicladi".

Ed eccolo qui in compagnia di un bel filetto di pesce persico.


Couscous delle cicladi

Cous cous
Un limone non trattato
Sale
Burro

Filetti di pesce persico
Farina
Succo di mezzo limone
Prezzemolo tritato
Poco olio per friggere

Grattugio la buccia del limone, ma solo la parte gialla. La metto in una terrina con il cous cous.
Che faccio ora del limone nudo? Mica lo lascio lì tutto abbandonato. Lo taglio in due e spremo una metà. L'altra metà no che mi serve per condire il pesce.
Copro il cous cous con l'acqua calda. Aggiungo il succo di limone e un pochino di sale. Mescolo un pochino. Copro la terrina con la pellicola di plastica (non ho un coperchio sufficientemente grande).

Nel frattempo preparo il pesce. Ho preso dei filetti di pesce persico che passo nella farina e poi cuocio rapidamente in olio e burro. Li tolgo dal fuoco e li condisco con (pochissimo) sale, il succo del mezzo limone avanzato e il prezzemolo tritato.

Il cous cous si è "gonfiato". Ci aggiungo il burro e mescolo con una forchetta per separare bene i grani
Ecco pronto da portare a tavola.

"Buonissimo" Urla Ginevra. Ora anche i vicini lo sanno