mercoledì 16 maggio 2012

Risotto agli asparagi selvatici -Risotto with wild asparagus

Risotto agli asparagi selvatici: un inizio delicato

Dopo un intenso periodo speziato ed esotico ho deciso di concedere un break alla famiglia e riportarla su gusti più conosciuti.
E poi.... diciamo la verità, mi sono imbattuta in loro, gli asparagi selvatici. I miei preferiti.
Sono piccini ma saporiti e di loro si mangia tutto. Taglio giusto la puntina prima di cuocerli e poi li sciacquo e li cuocio per pochissimo tempo in acqua salata.
Sono i compagni ideali per un bel risotto che sa di fresco e di primavera.


Risotto agli asparagi selvatici
(english version below)

Ingredienti per 4 persone

  • 400 g asparagi selvatici
  • 350 g riso
  • mezza cipolla
  • uno spicchio d'aglio schiacciato
  • 50 g parmigiano
  • sale e pepe
  • un vasetto di yogurt magro filtrato (cioè lo yogurt greco, quello un po' "solido")
  • olio extravergine di oliva

Prima di tutto preparo gli asparagi selvatici.

Taglio loro la parte finale (quella più chiara) e li sciacquo. Gli asparagi selvatici sono piccoli, non è necessario grattare i gambi e di loro si mangia quasi tutto.
Li taglio in modo di avere da una parte le punte e dall'altra i gambi e li faccio cuocere in due pentole separate perché le punte, pi delicate, cuociono più velocemente dei gambi.

Dopo nemmeno cinque minuti tolgo dal fuoco le punte (controllate con una forchetta prima di spegnere, le punte devono essere resistenti ma morbide).
Per i gambi ci vuole un pochino di più, circa dieci minuti..

Scolo gli asparagi e tengo da parte l'acqua.
Tengo da parte le punte più carine (le copro e le tengo in forno tiepido per non farle raffreddare) e trito grossolanamente tutto il resto.

Ora passo al riso.
In una pentola abbastanza capiente faccio soffriggere la cipolla tagliata sottile e l'aglio in un poco d'olio.
Appena il soffritto cambia colore aggiungo il riso.
Lascio tostare mescolando e quindi aggiungo l'acqua di cottura degli asparagi in quantità sufficiente a coprire il riso. Mescolo e controllo la cottura.
Se il riso dovesse asciugarsi troppo aggiungo altra acqua e se non avessi più acqua di cottura degli asparagi aggiungo acqua calda e basta. Non metto né dado né brodo. Voglio sentire il delicato sapore degli asparagi e non avere altre interferenze.
Lascio cuocere per il tempo indicato sulla confezione (di solito tra i 15 e i 18 minuti, dipende dalla varietà del riso).
Qualche minuto prima della fine della cottura aggiungo il trito di asparagi.
Un minuto prima della fine della cottura spengo il fuoco e aggiungo il vasetto di yogurt e il parmigiano. Mescolo, metto nei piatti e guarnisco con le punte degli asparagi tenute da parte.

Delizioso no?


Risotto with wild asparagus: a gentle start



Risotto with wild asparagus 
Ingredients for 4 people
  • 400 g wild asparagus
  • 350 g rice
  • half an onion
  • a clove of crushed garlic
  • 50 g parmesan cheese
  • alt and pepper
  • a pot of yogurt filtered (ie the greek yogurt "solid")
  • extra virgin olive oil 

First prepare the wild asparagus.

Cut them the final part (the lighter one) and rinse them. Wild asparagus are small, it is not necessary to scrape the stems, and we can eat almost everything.
Cut them in order to have the points on one side, and across the stems, and I cook them in two separate pots because the points, more delicate, cook more quickly than the stems.

After less than five minutes I remove from the heat the points (check with a fork before turning off, the points must be strong but soft).
For the stems it takes a little bit more, about ten minutes ..

Drain the asparagus, and I keep water.
Keep the points from the cutest (I cover them and keep warm in the oven not to cool them) and coarsely chopped everything else. 

Now step to the rice.
In a pot large enough to do in a little oil fry the finely chopped onion and garlic.
As soon as they change color I add the rice.
Let roast, stirring and then add the asparagus cooking water in quantitiessufficient to cover the rice. Mix and control the cooking process.
If rice were too dry add more water, and if I no longer had the asparaguscooking water, I add hot water and nothing else. Do not put or bouillon cubesor broth. I want to feel the delicate flavor of asparagus and have no otherinterference.
I leave to cook for the time indicated on the package (usually between 15 and 18 minutes, depending on the variety of rice).
A few minutes before the end of cooking add the chopped asparagus.
One minute before the end of cooking I turn off the heat and add the yogurtand cheese. I mix, I put on plates and garnish with asparagus tops kept aside.

Lovely is not it? 

lunedì 14 maggio 2012

Pane alle noccioline americane - Toasted peanut bread by Marcus Samulesson


Pane alle noccioline tostate: un profumo inebriante

No ma dai ancora lui? Ancora una ricetta di Samuelsson? Basta ma che sei fissata?
Devo dirvi che sì, sono fatta così. Se qualcosa mi piace devo capirla a fondo. E la cucina di questo giovane cuoco mi piace davvero. Quindi sto cercando di imparare i suoi mix, il suo modo di combinare ingredienti e texture. E mi sto divertendo un sacco perché scopro nuovi abbinamenti e nuove texture.
Come mi pace imparare cose nuove. Soprattutto in un campo come la cucina, dove ormai ho sperimentato parecchio e da parecchio tempo non rimanevo così piacevolmente impressionata.
Sono ancora qui, a questo suo libro dal nome bellissimo "The soul of a new cuisine

Dunque ebbene si! Ancora lui. Questa volta però vi dico
Vi piace il latte di cocco?
E le noccioline americane?
E i sapori speziati?
Bene NON mangiate questo pane. Rischiate la dipendenza :-D

Non è buono, è strepitoso.
Mentre cuocevo il latte di cocco con il miele un profumo incredibile si è improvvisamente sprigionato nella mia cucina facendomi canterellare per la gioia.
Poi è stata la volta delle noccioline americane da tostare con le spezie. Con il cumino? Accidenti hai ragione Marcus non sono niente male.
E quando poi ho cotto il pane nel forno....beh ero lì che battevo i piedi nell'attesa di vederlo pronto e fragrante.

Fargli il "servizio fotografico" è stata una tortura. Alla faccia di chi dice che NON bisogna mangiare ciò che si fotografa.... chiedetevi come mai nella foto qui sopra non si vede la prima fetta....Non ho saputo resistere :-D

E vi dirò di più. Ho cotto il pane al mattino e sono uscita (dopo aver mangiato "quella" fettina :-D). Quando sono tornata.......mamma mia il profumo era ancora lì. Mi è sembrato di sbarcare su un'isola tropicale, piena di sole e spezie e mare... Un'altra cosa da quando si cucina il cavolo no? :-D

Marcus suggerisce di mangiare questo pane come accompagnamento ad una zuppa di pesce. Io lo vedo bene anche con  formaggi stagionati o erborinati. 
Ma anche da solo, magari accompagnato da un bel bicchierino di bianco fresco seduta sul cassero di una nave alla volta di bianchissime isole.....:-DDDDD



Pane alle noccioline americane tostate di Marcus Samuelsson
(eglish version below)

Ingredienti

  • 1 tazza (250 ml) di latte di cocco
  • 3 cucchiai di miele
  • 1 bustina di lievito secco istantaneo pari a circa 2 cucchiani e 1/4 (per me 200 gr di pasta madre precedentemente rinfrescato)
  • 1 1/2 tazza di noccioline americane (per me noccioline americane non tostate)
  • 1 1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere
  • 1/ 2 cucchiaino di cumino in polvere
  • 2 1/2 tazze di farina bianca (350 gr per me)
  • 2 1/2 tazze di farina integrale
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1/4 tazza di Spiced Butter la ricetta la trovate qui (50 gr) o 4 cucchiai di burro

Per prima cosa, tre ore prima di iniziare a preparare il pane rinfresco il lievito madre e lo lascio riposare in una terrina unta coperto con un foglio di plastica.

Trascorso questo tempo metto a bollire il latte di cocco e aggiungo il miele. Continuo a mescolare finché il miele non si è sciolto.
Tolgo dal fuoco e lascio raffreddare.

Nel frattempo io tosto  le noccioline americane mettendole in forno a 200° per pochissimi minuti e quindi le sbuccio.
Poi proseguo con la ricetta di Marcus che mette le noccioline in un padellino insieme  a la polvere di peperoncino e il cumino. Le salta in padella per pochi secondi e io faccio lo stesso.
Quindi lascio raffreddare.

Trasferisco nella planetaria il latte di cocco intiepidito e il lievito madre. Mescolo con il gancio finché il tutto non si "incorda", cioè si avvolge intorno al gancio. Stacco e controllo che l'impasto sia ben elastico.
Tolgo l'impasto e lo metto in una terrina unta. Copro con una pellicola e lascio riposare per circa tre ore

Metto quindi le noccioline nel blender e le frullo fino ad avere una pasta.

Marcus impasta con le mani io invece proseguo con la planetaria dove metto le due farine, il sale, il burro la pasta madre con il latte di cocco e le noccioline tritate.  Mescolo con il gancio per circa 3 minuti a bassa velocità, fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico.
Metto l'impasto in una terrina unta e copro con un foglio di plastica trasparente.
Lascio riposare e lievitare finché non ha raddoppiato il volume (per me circa 6 ore).

Trascorso questo tempo accendo il forno a 180 e quindi imburro uno stampo da plumcake.
Metto il mio impasto e inforno. Ma prima di chiudere la porta del forno,  faccio la mia solita operazione spruzzo le pareti del forno con un po' d'acqua. Il pane sarà già morbido di per sé, ma voglio aiutarlo con un po' di vapore.

Lascio cuocere per 35 minuti (per me 40).

A questo punto Marcus dice di lasciarlo riposare nella teglia su una griglia, ma io sono troppo curiosa e ho provato a rovesciare la teglia e ..... e lui mi è scappato fuori! 
Le istruzioni di Marcus dicono però di lasciarlo riposare con la teglia per cinque minuti, poi togliere la teglia e lasciarlo raffreddare ancora un pochino.... Se resistete al profumo.

Toasted peanut bread: a heady scent


Toasted peanut bread by Marcus Samuelsson

Ingredients
  • 1 cup (250 ml) coconut milk
  • 3 tablespoons honey
  • 1 packet of instant dry yeast 2 teaspoons and 1/4 (for me 200 grams of sourdoughpreviously refreshed)
  • 1 1/2 cup peanuts (not roasted peanuts for me)
  • 1 1/2 teaspoon chili powder
  • 1/2 teaspoon ground cumin
  • 2 1/2 cups all-purpose flour (350 gr for me)
  • 1 teaspoon salt
  • 1/4 cup Spiced Butter here the recipe (50 grams) or 4 tablespoons of butter 
First, three hours before starting to prepare the bread, I refresh the yeast and let it rest in a greased bowl covered with a plastic sheet.

After this time I'm going to boil the coconut milk and add honey. I continue to stir until the honey is dissolved.
I remove from heat and let cool.

In the meantime I make toast the peanuts by putting them in the oven at 200 degrees fora few minutes and then peel.
Then I continue with the recipe from Marcus. He put the peanuts in a frying pan with thechili powder and cumin. The jump in the pan for a few seconds and I do the same.
Then leave to cool. 

I transfer in planetary warmed coconut milk and yeast. Mix with the hook until everything is"stringing", that is, is wrapped around the hook. So I check the dough is very elastic.
I take the dough and place it in a greased bowl. I cover with foil and let rest for aboutthree hours

Then I put the peanuts in the blender and whir until you have a paste.

Marcus knead with your hands I will I continue with the planetary where I put the two flours,salt, butter the dough with coconut milk and the paste of chopped peanuts. I mix it with the hook for about 3 minutes on low speed until dough is smooth and elastic.
I put the dough in a greased bowl and I cover with a sheet of transparent plastic.
I let it rest and rise until doubled in volume (for me about 6 hours).

After this time I turn on the oven to 180 degrees and then a buttered loaf pan.
I put my dough and bake. But before closing the oven door I do my usual operation: spraythe oven walls with a little 'of water. The bread will be soft for him already, but I want tohelp him with some 'steam. 

I let it cook for 35 minutes (for me 40).

Then Marcus says to let him rest in the pan on a rack, but I'm too curious and tried to overthrow the pan and ..... and he ran off!
Marcus instructions say to let him rest for five minutes with the pan, then remove the pan and let cool a little bit more .... If you resist the smell.

venerdì 11 maggio 2012

Crostata alle fragole e pistacchi - Strawberry and pistachios tart

Crostata alle fragole e pistacchi, esiste un modo più delizioso per mangiare la frutta?


Crostata alle fragole e pistacchi
(english version below)

Ingredienti per una teglia da 26 cm (6 persone)

Per l'impasto:
  • 250 gr farina
  • 150 gr burro
  • 80 gr zucchero
  • 1 uovo
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
Per la crema pasticcera
  • 6 tuorli
  • 125 gr di zucchero
  • 40 gr di farina
  • 500 ml di latte
  • 1 baccello di vaniglia
Per guarnire
  • 100 g pistacchi
  • 200 g fragole
Ho farcito poi con una crema che ormai faccio a occhi chiusi, stando su un piede solo e contemporaneamente fischiettando la Marsigliese (che per chi non lo sapesse - ma chi non lo sa? - è l'inno nazionale francese, come appunto l'autore della ricetta) ho utilizzato la favolosa crema pasticcera di Michel Roux che trovate in questo post

Ho poi messo nel mixer i pistacchi e li ho tritati grossolanamente. Ho tagliato le fragole a metà.
Ho composto poi il dolce mettendo spolverando la crema pasticcera con i pistacchi e adagiandovi sopra le fragole a fettine.
Volendo esagerare si potrebbe completare il tutto con un velo di gelatina oppure una spolverata di zucchero a velo.
Ma mi piaceva il contrasto cromatico tra fragole, pistacchi e crema pasticcera 

Ed ecco la torta. Niente di più semplice, niente di più buono.


Strawberry and pistachios tart: there is a more delicious way to eat fruit?




Strawberry and pistachios Tart
Ingredients for a pan of 26 cm (6 people)


For the dough:
  • 250 g flour
  • 150 g butter
  • 80 g sugar
  • 1 egg
  • 1/2 sachet of baking powder
  • a pinch of salt
For the custard
  • 6 egg yolks
  • 125 grams of sugar
  • 40 g of flour
  • 500 ml of milk
  • 1 vanilla bean
For garnish
  • 100 g pistachios
  • 200 g strawberries 
Then I stuffed with a cream that I do now with my eyes closed, standing on one foot while whistling the Marseillaise (which for who does not know - but whodoes not know? - Is the French national anthem, as indeed, the author of the recipe). I used the fabulous custard  by Michel Roux featured in this post

I then put the pistachios in a food processor and I have them chopped. I cut the strawberries in half.
I made ​​the sweet dusting the pastry cream with pistachios, and putting on the strawberries, cut into slices.
Wanting exaggerate, you could top it off with a layer of gelatin or a dusting of icing sugar.
But I did leave out the contrast between the color of strawberries, cream andpistachios

And here is the cake. Nothing could be simpler, nothing more than good.

Con questa ricetta partecipo a Red passion - Colors and food di Maggio



mercoledì 9 maggio 2012

Vitello al tè rosso - Tea-roasted veal

Vitello al tè rosso, un'esotica delizia

Si vede che ho voglia di andare in vacanza. Non fosse altro perché preparo piatti "strani" che in qualche modo mi riportano indietro nel tempo e nello spazio.
Questo poi è un doppio viaggi: è tratto dal libro di Marcus Samuelsson di cui parlo qui  e qui e che mi riposta al mio viaggio a New York e in più ha come ingrediente principale il tè rosso o Rooibos, una delizia che ho assaggiato in un viaggio in Namibia, fatto ben 3 anni fa (prima di questo blog, per vostra fortuna, altrimenti mi avreste sentito delirare sulle carni di zebù, springbok, steenbok e del mio rifiuto di mangiare Pumba).

Il Roibos è un tè ricavato da un'arbusto africano appunto. Lo potete trovare nei grandi supermercati o in erboristeria. E' buono caldo (magari bevuto davanti a un fuoco acceso nel braciere mentre si ascoltano storie africane :-D) oppure freddo.
E' leggermente asprino e molto dissetante.
Non avrei  mai pensato di utilizzarlo per cuocere la carne, ma non sono un genio come Samuelsson.
La ricetta l'ho pescata nel suo libro "The soul of a new cuisine".

Vitello al tè rosso

Ingredienti
(english version below)

Per 6 persone

  • 1/4 tazza (30 g) sale
  • 2 tazze (500 ml) acqua
  • 1/2 tazza (100 ml) aceto di vino rosso
  • le foglie pulite e tritate di un rametto di rosmarino
  • 1/4 tazza (85 g) miele
  • Un pezzo di circa 3 inch (7 cm) di zenzero fresco sbucciato e grattugiato
  • 1/4 tazza (30g) di tè rosso (Rooibos) o le foglie contenute in 3 sacchetti da tè
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • 2 pound (1 kg) di spalla disossata di vitello
  • 2 cucchiai di Chermoula (la preparazione la trovate nel link).

Metto in una pentola il sale, l'acqua e l'aceto e porto a bollore. Aggiungo le foglie di rosmarino,il miele, lo zenzero e le foglie di tè rosso.
Taglio il baccello di vaniglia a metà e con la punta del coltello raschio i semini che trovo all'interno e li metto nella pentola.
Riporto a bollore, abbasso la fiamma e lascio cuocere per 5 minuti, quindi tolgo dal fuoco e lascio raffreddare.

Metto la carne in una teglia e verso sopra la marinata, tenendone da parte 1/2 tazza, (circa 100 ml) che userò poi. Ricopro il tutto con la pellicola trasparente e metto in frigorifero per almeno 8 ore girandola di tanto in tanto dice Marcus, io la lascio tutta la notte.

Accendo il forno a 180°.
Tolgo la carne dalla marinata. L'asciugo leggermente con la carta da cucina e la spennello di chermoula. La sistemo in una teglia e la cuocio, bagnandola di tanto in tanto, con la marinata avanzata, per circa 1ora e 1/2 dice Marcus. Io l'ho cotta per 1 ora e 45 minuti.
Se avete un termometro per carne cuocete finché la temperatura interna dell'arrosto non arrivi a 57°.
Tolgo la carne dal forno e ricopro la teglia con un foglio di carta argentata per 20 minuti. In questo modo la carne risulterà più morbida.

Taglio a fettine e servo con piselli saltati

Tea-roasted veal, an exotic delight


Tea-roasted veal

Ingredients for 6 people
  • 1/4 cup (30 g) salt
  • 2 cups (500 ml) water
  • 1/2 cup (100 ml) red wine vinegar
  • 1 branch of rosemary, leaves only chopped
  • 1/4 cup (85 g) honey
  • A piece about 3 inches (7 cm) fresh ginger, peeled and grated
  • 1/4 cup (30g) of red tea (rooibos), or the leaves contained in 3 tea bags
  • 1/2 vanilla bean
  • 2 pond (1 kg) of boneless shoulder of veal
  • 2 tablespoons of Chermoula. 
I put in a pot: salt, water and vinegar and bring to boil. I add the rosemary leaves, honey,ginger and red tea leaves.
I cut the vanilla bean in half and with the tip of the knife scrape out the seeds and put themin the pot.
I bring to a boil, lower the flame and let cook for 5 minutes, then take off the heat and letcool.

I put the meat in a pan and I pour over the marinade, keep aside 1/2 cup (about 100 ml)that I will use later. I cover everything with plastic wrap and put in refrigerator for at least 8 hours turning occasionally says Marcus, I leave it all night.

I turn on the oven to 180 degrees.
I remove the meat from the marinade. I dry gently with paper towels and I brush the meat with Chermoula.
I placed it in a baking dish and bake, basting occasionally with the marinade advancedfor about 1 hour and 1/2 says Marcus. I have cooked for 1 hour and 45 minutes.
If you have a meat thermometer, cook until the internal temperature of meat reaches 57 °.
I remove the meat from the oven and the pan cover it with a sheet of silver paper for 20 minutes. In this way the meat will be softer.

I cut them into slices and serve.


lunedì 7 maggio 2012

Tonno ai pomodorini arrostiti da Marcus Samuelsson - Tomato-roasted tuna

Tonno ai pomodorini arrostiti. Un piacevole sorpresa


Quest'estate sono stata a New York e tra le tante cose mera-meraviglisossissime che ho visto, fatto e visitato c'è stata anche una puntatina a un ristorante un po' particolare. 
Che mi piaccia il cibo si sa vero? Quindi quando vado in giro per il mondo una delle cose che amo tantissimo è provare la cucina locale. Meglio se un ristorante rinomato, di cui si parla o ancor di più mi piace provare la cucina dei cuochi emergenti. 
Se poi si tratta di una sorpresa di cui veramente non ne so nulla (cosa difficilissima) per me è fantasticissimo. Come in questo caso.

Sapevo di dover andare al ristorante, sapevo che era una sorpresa, e nulla più.
E così sono approdata in una sera di pioggia battente al Red Rooster Harlem

Il locale è già delizioso di per sé. Ha un'aria un po' anni trenta e il pubblico è veramente eterogeneo. Sembra un ristorante carino e ha un'aria di "posto per famiglie", ma so che sotto la cenere cova la brace. 
Altrimenti che sorpresa sarebbe?
"Come hai detto che si chiama lo chef?"
"Non l'ho detto."
"Ah ....quindi?"
"Beh quindi non te lo dico. Prima mi dici cosa ne pensi".
Uff il gioco si fa difficile. In America i cuochi famosi provengono da tutto il mondo. E' vero siamo ad Harlem, ma questo quartiere si è trasformato parecchio in questi ultimi anni ed è un vero melting pot.

Sbircio cosa mangiano dai tavoli accanto. Un cameriere trasporta un piatto tipicamente americano: hamburger e pannocchie "aha ci siamo lo chef è americano" .
Passano delle empanadas. "Ah ecco chef emergente latino".
L'unica cosa che so è che si tratta di uno chef emergente.
Bruschette? Ah è italiano. Dunque un americano che però è pure un italo-latino. Mmmh la faccenda è complicata.
Meglio ordinare che lì sicuro capisco meglio.

La cena è stata una sinfonia di sapori. Spezie e aromi danzavano in accordi davvero insoliti.
"E allora che mi dici?"
"Dico che è un uomo".
Il sopracciglio si alza
"Perché esiste una cucina maschile e una femminile?"
"A grandi linee credo di sì. Comunque questo è un uomo. Vabbè dai non sono molte le donne chef, e che se dico maschio ho maggiori probabilità di vincere. Ma qui sono sicura. Gli uomini hanno una creatività più "spericolata" rispetto alle donne. E questo è particolarmente spericolato. Quindi uomo al 99,9%".
"Giusto. E poi?"
"Poi nero".
Ride
"Perché? Perché siamo ad Harlem?"
"No per l'uso delle spezie. Anche se le polpette con la salsina dolce... mi hanno un po' spiazzata."
"Si chiama Marcus Samuelsson"
"Ah... non è proprio nero allora. Mi sembra un pochino Europa del nord....Sei sicuro che si chiami Samuelsson?"
Ride ancora più forte
Scopro così che Marcus è nato in Etiopia ed è poi stato adottato da una famiglia svedese. E' giovanissimo e il Red Rooster Harlem è un ristorante emergente. Tra i suoi clienti c'è anche Obama.

Il giorno dopo corro da Barnes and Noble alla ricerca di un libro scritto da Marcus Samuelsson. Ne trovo ben due enormi che finiscono direttamente nella mia valigia. Fanno parte del mio viaggio d'istruzione.

Questa ricetta l'ho trovata nel libro "The soul of a new cuisine" (L'anima di una nuova cucina). Già solo il titolo è una poesia non trovate?


Tonno ai pomodorini arrostiti
(english version below)

Ingredienti per 4 
  • 1/3 di tazza (80 ml per ungere le teglie, ma io ne ho usato molto ma molto meno) più 1/4 di tazza (60 ml) di olio di oliva (per me un olio extravergine di oliva dal gusto delicato, qui abbiamo già tanti profumi)
  • 8 pomodori, ciascuno diviso in quattro (500 g pomodorini ciliegino per me)
  • 1 cucchiaino e mezzo di zucchero 
  • Mezza tazza (70 g) di mandorle spelate tritate grossolonamente
  • 3/4 tazza (150 ml) di aceto di vino rosso
  • 3 spicchi d'aglio schiacciati con lo spremi aglio
  • 1 scalogno tritato finemente
  • 3 inch (circa 7 cm ma io ne ho usato la metà) di zenzero spelato e grattugiato
  • 2 foglie di basilico
  • il succo di 2 limoni
  • 1/2 tazza (100 ml) di aceto di vino bianco
  • 1 cucchiaino e mezzo di sale (per me la metà)
  • 4 fette da 8 once  di squalo (per me 4 fette di tonno da 200 g)


Per prima cosa accendo il forno e noto con piacere che anche Marcus da come prima istruzione di accendere il forno. Perfetto mi piace. 
Dicevo accendo il forno a 150°. E quindi comincio a seguire come una scolaretta le istruzioni, passo passo.
Metto un foglio di carta da forno sulla teglia e con un pennello ungo il foglio.
Dopo aver lavato i pomodorini li taglio a metà e li metto con la "pancia" verso l'alto (cioè la parte che mostra la polpa). Li spolvero con lo zucchero e li metto in forno per 40 minuti.
Trascorso questo tempo spolvero i pomodorini con le mandorle e lascio cuocere altri 25 minuti e quindi tolgo dal forno.

Nel frattempo metto in una pentola grande abbastanza da contenere le fette di pesce e dal fondo spesso: l'aceto di vino rosso e di vino bianco, il sale, la polpa degli spicchi d'aglio, lo scalogno, lo zenzero grattugiato, le foglie di basilico, il succo dei due limoni, 60 ml (il 1/4 di tazza) di olio extravergine di oliva. Metto la pentola sul fuoco e porto a bollore. 
Il profumo che si sprigiona è molto strano per me. Non è qualcosa che riconosco, ma sono molto incuriosita dal risultato.
Devo dire che se non avessi mangiato al suo ristorate avrei delle perplessità. Ma continuo fiduciosa e faccio bene.
A questo punto però io non seguo le istruzioni di Marcus. Lui diminuisce la fiamma, adagia le fette di squalo nella pentola e lascia cuocere a fuoco bassissimo per cinque minuti. Quindi toglie dal fuoco e lasci riposare per 10 minuti.

Io non ho mai cucinato lo squalo, ma credo che le sue carni siano meno delicate del tonno, quindi tolgo la pentola dal fuoco e immergo le fettine di tonno per 2 minuti, le giro e lascio riposare per altri 2 minuti.

Scaldo il forno a 180°.
Metto un foglio di carta da forno su una teglia e con il pennello la ungo. Sollevo con la schiumarola le fettine di tonno (devo fare attenzione a non romperle!) e le adagio sul foglio. Tengo da parte il fondo di cottura che utilizzerò in seguito, quando metterò il pesce nel piatto.
Ricopro la superficie delle fettine di pesce con i pomodorini alle mandorle. Marcus dice di condire ancora con sale. Io non uso molto sale (spesso me ne dimentico) ma è veramente una questione personale, forse un pizzichino qui male non ci sta.

Metto la teglia in forno per circa 7 minuti o finché la carne del pesce non sia cotta (per me bastano 5 minuti).
Metto il pesce nel piatto e aggiungo un pochino del sugo della prima cottura.

Il risultato è un'insolita preparazione agrodolce che. mi è piaciuta davvero tantissimo.
Ha un qualcosa di orientale (sarà la combinazione di zenzero e aglio?) con note mediterranee (il basilico e il limone forse?) più ... più non so una nota che non conosco e che voglio approfondire ancora.
Insomma tenetevi pronti ad altre ricette da questo libro :-) 







Tomato-roasted tuna

Ingredients for 4
  • 1/3 cup (80 ml ​​to grease the pans, but I've used a lot less) than 1/4 cup (60 ml) olive oil(for me an extra virgin olive oil with a delicate taste, we have so many scents here)
  • 8 tomatoes, quartered (500 g cherry tomatoes for me )
  • 1 1/2 teaspoons of sugar
  • 1/2 cup (70 g) chopped blanched almonds
  • 3/4 cup (150 ml) red wine vinegar
  • 3 cloves garlic minched (crushed with garlic press)
  • 1 shallot, minched
  • 3 inch (7 cm but I have used half) of ginger peeled and grated
  • 2 leaves of basil
  • juice of 2 lemons
  • 1/2 cup (100 ml) white wine vinegar
  • 1 1/2 teaspoon of salt (half for me)
  • 4 - 8 ounces of shark fillets (to me 4 - 200 g tuna fillets) 

First turn on the oven and I am pleased that Marcus as the first statement by turning the oven. Perfect I like it.
I said turn on the oven to 150 degrees. And then begin to follow the instructions as a schoolgirl, step by step.
I put a sheet of baking paper on baking sheet and brush with olive oil.
After washing the tomatoes cut them in half and put them with the "belly" to the top (the part that shows the pulp). Sprinkle them with sugar and put them in the oven for 40minutes.
After this time, sprinkle the tomatoes with the almonds and let it cook another 25 minutes and then I remove from the oven.

In the meantime I put in a pot large enough to hold the slices of fish: the red wine vinegar,white wine vinegar, salt, cloves of garlic pulp, scallions, grated ginger, leaves basil, the juice of two lemons, 60 ml (1/4 cup) extra virgin olive oil. I put the pot on the stove andbring to boil.
The scent that is released is very strange for me. It is not something that I recognize, but I'm very intrigued by the result.
I must say that I have not eaten at his restaurant, I have my doubts. But I still confident anddo it well.
At this point, however I do not follow the instructions of Marcus. He lowers the flamesettles shark slices in the pan and cook over very low heat for five minutes. Then removefrom heat and let stand for 10 minutes.

I have never cooked shark, but I think that its meat is less delicate than tuna, so I removethe pot from the heat and plunge the slices of tuna for 2 minutes, turn and leave the rest for another 2 minutes.

Warm up the oven to 180 degrees.
I put a sheet of baking paper on a baking sheet and brush with olive oil. I lift with a slotted spoon, the slices of tuna (I must be careful not to break!) And put them on paper. I putaside the gravy that I will use later, when I put the fish in the dish.
I cover the surface of the fish slices with tomatoes and almonds. Marcus says theseasoning again with salt. I do not use much salt (I often forget) but it's really a personal matter, perhaps a pinch here there is good

I put the pan in the oven for about 7 minutes or until the meat of the fish is cooked (for meit takes about 5 minutes).
I put the fish in the dish and add a little of the sauce of the first cooking.

The result is an unusual preparation bittersweet. I liked very much.
It has something oriental (will be the combination of ginger and garlic?) WithMediterranean notes (basil and lemon perhaps?) Plus I do not know a note that I do not know, and I want to learn more.
So get ready for other recipes from this book :-)

venerdì 4 maggio 2012

Monia di Luca Montersino


Monia: fragole, panna, meringa e crema pasticcera. Cosa volere di più? 



Il 25 aprile ho festeggiato il mio compleanno e ho voluto cimentarmi in una di quelle che, per me, è una delle migliori torte al mondo: la torta Monia.
E' un trionfo di morbidezza, un tripudio di panna e crema, interrotto dall'improvviso sopraggiungere di pezzi di meringa e fragola. Che dire? Un delirio di zucchero? Un'apoteosi del gusto? Non basta.
Anche solo il guardarla è un piacere.

E' una torta che ho già mangiato. La prima volta al battesimo del mio bimbo grande e poi in altre occasioni, tutte di gioia. Soprattutto ai compleanni di bambini perché, eliminando il liquore nella bagna, è proprio una torta che va mangiata sporcandosi il muso di panna :-D

Sono anni che mi dico "una volta nella vita ci devo provare. Magari per il mio compleanno".
Di compleanni ne sono passati ...fino a due mercoledì fa. Mi sono detta tanto ormai ho buttato la bilancia. Noooooo non quella per gli ingredienti. Stiamo scherzando? Quella non la tocca nessuno. Parlo della mia bilancia personale.

Quindi mi sono messa alla ricerca della ricetta. Ho trovato una versione di Monia nel libro di Luca Monetersino "Tiramisù e Chantilly".
Ammetto la mia ignoranza..non conoscevo Montersino. Non avevo mai provato una sua ricetta, ma in rete se ne parla tanto. Quindi ho pensato che questa era un'ottima occasione per testare le sue ricette.

So che rischio a esprimere un parere. Sono molti i suoi fans.
Posso dire che in linea generale mi è piaciuto. Un po' meno mi è piaciuto il suo libro.
Forse ho fatto una scelta sbagliata, forse non è uno dei suoi libri migliori, però ... però il suo libro mi è sembrato un po' ... "costruito in fretta". Ecco l'ho detto.
Perché è impreciso. 
All'inizio del libro ci sono le ricette base. Quindi nel caso della torta Monia dovremmo trovare (e dico dovremmo quindi avete già capito cosa mi ha fatto arrabbiare...): il pan di Spagna di riso, la meringa da forno, la crema pasticcera etc....
Ecco il pan di Spagna di riso NON c'è. Fortunatamente avevo acquistato anche un altro suo libro: "Golose tentazioni" Ecco lì le basi ci sono tutte. Ma se non avessi preso anche l'altro libro? .....Ecco, appunto, niente torta Monia.

Altra pecca: non c'è l'indice per gli ingredienti base. In entrambe i libri. 
E' vero che nel capitolo in questione le ricette sono messe in ordine alfabetico, però ragazzi che pizza dovere sfogliare ogni volta il capitolo per cercare ciò che serve. E io ho dovuto farlo ben 4 volte visto che qui ci sono ben 4 "pezzi base".

Altro appunto. Qui ho trovato baccelli di vaniglia nella meringa, nella crema pasticcera e nella finitura. Probabilmente tutto ciò va bene se si usa un solo pezzo base ma vaniglia su vaniglia e ancora vaniglia... mi è sembrato un po' eccessivo. Visto che i baccelli di vaniglia lasciano i "puntini" ho scientemente eliminato questo ingrediente dove volevo un bianco purissimo, (soprattutto nella finitura).

E poi, poi ho fatto qualche piccolo cambiamento ma solo per gusto personale. Niente gelatina di finitura (le fragole con aspetto "glossy" non mi fanno impazzire), ho sostituito il maraschino (liquore a base di ciliege) con uno a base di fragole, e per la farcitura non ho usato la Chantilly, ma la crema pasticcera semplice. E' vero la chantilly è bella soffice, ma la torta Monia è già bella pannosa così e mi piaceva la texture setosa della pasticcera associata con la sofficità della panna di finitura.

Con le dosi del Pan di Spagna ho ottenuto ben 2 torte. Una è ancora in congelatore! :-D Quindi decidete voi, o dimezzare ancora le mie dosi oppure fate come me e avrete un pan di Spagna di scorta.

Ultime righe prima di lasciarvi alla ricetta.
E' vero è una torta laboriosa perché è composta da ben quattro pezzi base, ma può essere "giocata d'anticipo".
Il Pan di Spagna può essere preparato molto prima (e congelato appunto!) 
La crema pasticcera può essere preparata 2 - 3 gironi prima
La meringa io l'ho preparata il giorno prima.
L'assemblaggio no, quello va fatto il giorno stesso, ma ci vuole davvero pochissimo tempo.


Monia
Ingredienti:
Per una torta di 16 cm (6 persone)
(english version below)

Pan di Spagna di riso

  • 60 g tuorli
  • 240 g uova
  • 200 g zucchero
  • 200 g farina di riso
  • 20 g amido di riso (per me amido di mais)

Meringa da forno

  • 250 g albumi
  • 500 g zucchero semolato
  • 7 g baccelli vaniglia Bourbon (che io non ho messo)
  • 20 g burro di cacao in polvere (io l'ho trovato in pastigliette)

Crema pasticcera

  • 400 g latte intero fresco (ma io ho usato il latte parzialmente scremato)
  • 100 g panna
  • 150 g tuorli
  • 150 g zucchero semolato
  • 20 g amido di mais
  • 17 g amido di riso (non avendo l'amido di riso ho optato per 40 g di amido di mais)
  • 1 baccello di vaniglia Bourbon


Crema Chantilly alla vaniglia
Nella ricetta originale di Montersino la crema di farcitura è una crema chantilly alla vaniglia che si ottiene mescolando alla crema pasticcera alla panna (la dose è: 2 parti di panna per 1 parte di crema pasticcera ) alla quale si aggiunge poi della gelatina.
Io ho farcito il mio dolce con la crema pasticcera semplice.

Per la finitura: Panna montata alla vaniglia
500 g panna
100 g zucchero semolato
1 baccello di vaniglia Bourbon


Per la bagna alle fragole
550 g purea di fragole (per me 500 g di fragole fresche)
350 g zucchero liquido (per me 100 g zucchero semolato)
mezzo bicchiere d'acqua
100 g maraschino (100 g liquore fragolino)

Per la decorazione
300 g fragole
60 g gelatina neutra per pasticceria
(per me 3 fragole tagliate a fettine e qualche foglia di menta e basta)



Due giorni prima il pan di Spagna di riso
Ho iniziato preparando il pan di Spagna che si può conservare tranquillamente per qualche giorno.
Ho acceso il forno a 190°.
Ho messo nella planetaria le uova, i tuorli e lo zucchero e ho montato il tutto con la frusta a velocità sostenuta fino ad ottenere una crema spessa.
Nel frattempo ho setacciato la farina di riso e l'amido.
Montersino consiglia di aggiungere la farina un poco per volta mescolando il composto dall'alto verso il basso. Io ho aggiunto la farina, sempre poco per volta, direttamente nella planetaria.
Ho imburrato due stampi a cerniera di 16 cm e ho infornato a 190° (a questo punto il forno era già caldo) per circa 25 minuti.
Un mio consiglio: è necessario fare la "prova dello stecchino" infilando uno stuzzicadenti (magari quelli lunghi, da spiedino) nell'impasto. Il pan di Spagna con farina di riso ha un colore più chiaro rispetto al pan di Spagna classico, quindi non affidatevi al colore per decidere se l'impasto è cotto.
Una volta cotto il pan di Spagna l'ho lasciato riposare su una griglia. L'ho quindi avvolto nella carta argentata e messo da parte fino all'utilizzo.
Per dovere di cronaca: ho utilizzato solo una della due torte ottenute. L'altra l'ho impacchettata e messa nel congelatore in attesa di idee.

Il giorno prima ho preparato la meringa 
Ho messo nella planetaria gli albumi e 250 g di zucchero. Ho montato con le fruste alla massima velocità e quindi ho aggiunto i restanti 250 g di zucchero poco alla volta, sempre con la frusta in funzione e alla fine ho ottenuto dei bianchi montati a neve fermissima

Luca Montersino mi dice di modellare due dischi di meringa. Poiché a occhio non sono brava  per niente ho preso un foglio di carta da forno e sul retro (la parte che sarebbe stata a contatto con la placca del forno) ho appoggiato il fondo della tortiera utilizzata per il pan di Spagna e con una matita ne ho disegnato i contorni. In realtà con il quantitativo di albumi montati a neve ho ottenuto 3 dischi, uno l'abbiamo mangiato così per assaggiare la meringa^^^). Ho quindi girato il foglio (così la grafite della matita non sarebbe entrata in contatto con la meringa) e ho riempito i cerchi con gli albumi . Ho ottenuto 3 cerchi alti circa 1 cm.

Su un'altra teglia coperta da carta da forno ho modellato (aiutandomi con un sac-a-poche) dei cerchietti più piccoli di circa 4 cm di diametro. Che posizionerò poi in seguito  sui lati della torta.
Ho messo il tutto in forno a 100° con lo sportello leggermente aperto. Nella ricetta c'è scritto per 3 ore,  ma per me sono stati necessarie 4 ore.

Se anche voi, come me, avete uno di quei forni meravigliosi (lo adoro il mio forno!) ma che hanno il piccolo difetto di spegnersi una volta aperti, guardate bene sul bordo del forno c'è un piccolo perno (per esempio nel mio è in alto e in mezzo). Una volta trovato mettete il cucchiaio proprio lì. Con la pressione dello sportello il cucchiaio spingerà il perno e il forno "penserà" di essere chiuso e continuerà a funzionare.

Una volta cotte le meringhe ho versato un poco di acqua fredda SOTTO il fogli di carta da forno per facilitare il distacco delle meringhe dal foglio di carta.. Le ho quindi lasciate raffreddare su una griglia.
Sono rimasta molto soddisfatta delle meringhe "grandi". Erano rimaste belle bianche ed erano compatte e  solide (avevo l'impressione che avrei potuto giocarci a frisbee :-D) un po' meno delle meringhe piccole.
Probabilmente avrei dovuto lasciarle in forno un poco di più visto che erano più alte, ma il loro colore cominciava già a diventare scuro.

Il giorno stesso ho preparato la crema pasticcera
In una casseruola ho portato a bollore il latte con la panna e i semi di vaniglia. (Qui si li ho messi!).
Nel frattempo ho messo nella planetaria i rossi d'uovo e lo zucchero e li ho montati. Appena sono diventati spumosi ho aggiunto l'amido di mais.
Quindi ho versato tutto sul latte bollente. Sempre lasciando sul fuoco ho mescolato con una frusta. Appena il latte e il composto con le uova si sono amalgamati ho spento e ho versato la crema i una teglia per far si che si raffreddasse rapidamente. Ho coperto con un foglio di plastica trasparente e ho messo in frigorifero per un paio d'ore..
La crema pasticcera, mi suggerisce il libro di Montersino, può essere conservata così in frigorifero per 3-4 giorni.
A questo punto ho deciso di non trasformare la crema pasticcera in crema chantilly perché la torta Monia è già ricoperta di panna montata e non volevo renderla troppo "ricca".

Il giorno stesso ho preparato la bagna alle fragole. 
Ho messo in un pentolino l mezzo bicchiere d'acqua e lo zucchero. Ho lasciato cuocere fino al formarsi delle prime bollicine. 
Ho ottenuto così uno sciroppo di zucchero che ho lasciato raffreddare e quindi ho messo nel mixer insieme alle fragole e al liquore e ho frullato il tutto.

A questo punto è iniziato l'assemblaggio del dolce
Montersino dice di cospargere la superficie delle meringhe con il burro di cacao in polvere e quindi di passarle in forno per 1 minuto. Il burro di cacao si scioglierà per poi solidificarsi poco dopo formano una sorta d pellicola protettiva sulla meringa.
Io ho trovato il burro di cacao in pastiglie. Quindi l'ho lasciato fondere a bagnomaria e con un pennello ho spennellato la superficie delle meringhe.

Mentre le meringhe asciugavano ho preparato la finitura montando la panna e lo zucchero nella planetaria. Ho tagliato a metà il pan di Spagna e a pezzettini piccolini qualche fragola.

Passo quindi alla composizione del dolce.
Appoggio sul piatto di portata un disco di meringa. Farcisco con abbondante crema pasticcera. 
Montersino non lo fa, ma a me piace sentire diverse consistenze quindi cospargo la crema pasticcera con pezzettini di fragole. Sopra appoggio una delle metà del Pan di Spagna che imbevo di bagna alle fragole. Ancora un bel po' di crema pasticcera e quindi ricopro con un altro disco di meringa.
Mi avanza un disco di Pan di Spagna. Motersino lo taglia a pezzettini e lo usa per decorare la superficie del dolce. Io lo  lo mangerò dopo, pucciandolo nel caffè come rocompensa del lavoro :-D

Ricopro il tutto con la panna montata che livello bene. Sul bordo laterale applico le piccole meringhette rotonde..
Con l'aiuto di un sac -a- poche decoro con la panna montata e guarnisco poi con alcune fragole  e alcune foglie di menta.
Conservate la torta in frigorifero se non la mangiate immediatamente.


Monia: strawberries, whippe cream, meringue and custard. What else?

Monia

Ingredients:
For a cake of 16 cm (6 people) 

Sponge rice cake:
  • 60 g egg yolks
  • 240 g egg
  • 200 g sugar
  • 200 g rice flour
  • 20 g rice starch (corn starch for me)

Baked meringue
  • 250 g egg whites
  • 500 g caster sugar
  • 7 g  vanilla bean Bourbn (which I have not used)
  • 20 g butter, cocoa powder (I have found in tablets)
Custard
  • 400 g fresh whole milk (but I used semi-skimmed milk)
  • 100 g cream
  • 150 g egg yolks
  • 150 g caster sugar
  • 20 g of corn starch
  • 17 g rice starch (not having the rice starch I opted for a total of 40 g of maize starch)
  • 1 vanilla bean Bourbon
Vanilla Chantilly cream
In the original recipe of Montersino, cream filling is a Chantilly that is made by mixing vanilla custard and whipped cream (the dose is: 2 parts whipped cream to 1 part custard) to which we add the gelatin.
I stuffed my cake only with a simple custard.

For the finishing: Whipped vanilla cream
  • 500 g cream
  • 100 g caster sugar
  • 1 vanilla bean Bourbon  (I have not used)
For the strawberries syrup
  • 550 g strawberry puree (for me 500 g fresh strawberries)
  • 350 g sugar solution (100 g caster sugar for me)
  • half a glass of water
  • 100 g Maraschino (100 g liqueur strawberries for me)
For the decoration
  • 300 g strawberries
  • 60 g gelatin neutral pastry
  • (for me 3 sliced ​​strawberries and a few leaves of mint and stop) 

Two days before the sponge rice cake
I started preparing the sponge cake, you can easily keep for a few days.
I turned on the oven to 190 degrees.
I put in planetary eggs, yolks and sugar and I mixed with the whip at high speed until thick and creamy.
In the meantime, I sifted the flour and rice starch.
Montersino recommended to add the flour a little at a time, stirring the mixture from top to bottom. I added the flour, little by little, right in the planetary.
I buttered two molds of 16 cm and I baked at 190 ° (at this point, the oven was already warm) for about 25 minutes.
My advice: you need to do the "trial of the stick" by inserting a toothpick (even long ones, from kebabs) in the dough. The sponge cake with rice flour has a lighter color than the classic sponge cake, so do not rely on the color to decide if the dough is cooked.
Once baked the sponge cake I let it rest on a rack. I then wrapped in aluminum foil and set aside until use.
For the record: I used only a single cake obtained. The other I packed and put in the freezer waiting for some ideas. 

The day before I made the meringue
I put the egg in the planetary and 250 g of sugar. I fitted with the whisk at high speed and then I added the remaining 250 grams of sugar a little at a time, always with the whip in operation and in the end I got the egg whites until stiff

Montersino tells me to model two discs of meringue. I am not good eye, so I took a sheet of baking paper and on the back (the part that would have been in contact with the plate of the oven) I placed the bottom of the pan used for the cake and with a pencil I have drawn the contours.
In fact, the quantity of egg whites, I got 3 discs, one of them we ate at the moment). I then turned the paper (so the graphite of the pencil would not enter into contact with the meringue) and filled circles with the egg whites. I got 3 circles about 1 cm high.

On another baking sheet covered with parchment paper I modeled (helping with asac-a-few) some smaller circles, large about 4 cm in diameter. What I will put it later on the sides of the cake.
I put it in the oven to 100 ° with the door slightly open. In the recipe is written for 3 hours,but for me they were needed 4 hours.

If you, like me, you have one of those marvelous ovens (I love my oven!) that have the small defect shut once opened, you look well on the edge of the oven there is a small pin(for example in my is at the top and middle). Once found, put the spoon right there. Withthe pressure of the door, the spoon will push the pin, and the oven "think" to be closed and will continue to operate.

Once cooked meringue pour a little cold water UNDER the sheets of baking paper to facilitate release of the meringues from paper. So I have to let it cool on a wire rack.
I was very satisfied with the meringues of 16 cm. There were very beautiful white and were compact and solid (I had the impression that I could play frisbee:-D) a little 'less than the small meringues.
I probably should have let them in the oven a little longer since they were higher, but their color was beginning to darken. 


The same day I prepared the custard
In a saucepan, I brought to boil the milk with the cream and vanilla seeds.
In the meantime I put in the planetary, the egg yolks and sugar and I have them mounted. As soon as they become foamy I added the cornstarch.
So I poured the mixture over the boiling milk. Also leaving the fire, I mixed with a whisk.As soon as the mixture with the milk and the eggs are blended I put out the fire and poured the cream a baking pan to cool quickly. I covered with a sheet of clear plastic and put in the fridge for a couple of hours ..
The custard, suggests the book Montersino, can be preserved well in the refrigerator for 3-4 days.
At this point I decided not to make the pastry cream into chantilly cream, because the cake is already covered with whipped cream and did not want to make it too "rich". 

The same day I made the strawberries syrup
I put the pan in a half cup water and sugar. I let it cook until the formation of the first bubbles.
I got a sugar syrup that I have left to cool and then I put in a blender along withstrawberries and liqueur whipping everything.

At this point it is started the assembly of the cake
Montersino says to sprinkle the surface of the meringue with butter, cocoa powder, and then passing them in the oven for 1 minute. Cocoa butter melts and solidifies soon after,forming a sort of protective film on the meringue.
I found the cocoa butter in tablets. So I melted in a water bath and the resulting liquid Ibrushed the surface of the meringue.

While wiping the meringue, I have prepared the finish mounting the cream and sugar in the planetary. I cut in half the sponge cake. I cut into small pieces, a few strawberries.

I now turn to the composition of the cake.
I lean on a serving plate, a disc of meringue. I line them with plenty of custard.
Montersino does not, but I like to feel different textures and then sprinkle the pastry creamwith pieces of strawberries.
I lean over a half of the sponge cake, which I cover with strawberry syrup. Still a nice little'custard and then cover it with another disc of meringue.
I left a disc of sponge cake. Motersino cut it into small pieces and use it to decorate thesurface of the cake. I eat it later, dipping in coffee as a reward for work:-D

I cover it all with whipped cream, well I level. On the side edge, I apply the smallmeringues.
With the help of a pastry bag I decorated with whipped cream and garnish the top withsome strawberries and some mint leaves.
Keep the cake in the refrigerator if you do not eat it immediately. 

mercoledì 2 maggio 2012

Paccheri alla ricotta e melanzane

Paccheri alla ricotta e melanzane: un primo da mangiare direttamente ...in pentola
Ci sono ricette che sembrano più di quello che sono. Voglio dire, ricette che non ci metti molto a farle eppure sembra che ti abbiano impegnato la giornata.
A volte poi sono davvero il frutto del caso, come questa. 

Avevo una ricotta in frigo che mi diceva "mangiami mangiami". 
Una scamorza (una scamorza? e che ci fai qui?) 
Una melanzana solitaria che mi guardava triste.
Mi sono detta "Ok ragazze! (scamorza, ricotta e melanzana sono tutte femmine, giusto?) facciamo una festa". 
Abbiamo invitato i paccheri ed ecco qui cosa ne è saltato fuori.

Paccheri alla ricotta e alle melanzane
(english version below)

Ingredienti per 4 persone

  • 12 paccheri
  • un pizzico abbondante di sale grosso
  • una melanzana
  • 4 o 5 pomodori da sugo
  • una cipolla piccola
  • due spicchi d'aglio
  • un vasetto di salsa di pomodoro


Per il ripieno

  • 250 gr  ricotta
  • una scamorza affumicata
  • 50 gr parmigiano grattugiato più altro parmigiano per condire la pasta
  • sale e pepe


Per cuocere la pasta metto una grossa pentola d'acqua sul fuoco. Appena si formano delle piccole bollicine aggiungo il sale grosso.

Nel frattempo preparo il sugo alle melanzane. In una pentola dal fondo spesso lascio soffriggere un poco d'olio con i due spicchi d'aglio schiacciati e la cipolla tagliata sottile.
Lascio soffriggere pochi minuti, il tempo necessario alla cipolla perchè diventi trasparente.
Aggiungo quindi la melanzana e il pomodoro tagliato a tocchetti. Lascio soffriggere finché la melanzana non si è ammorbidita e quindi aggiungo anche metà vasetto di salsa di pomodoro.
Insaporisco con sale e pepe.

Quando l'acqua della pasta bolle aggiungo i paccheri, che lascio cuocere il tempo indicato sulla confezione meno 3 minuti. (devono essere un pochino indietro di cottura perché cuoceranno ancora in forno).

Mentre i paccheri e il sugo cuociono, preparo il ripieno mescolando nel mixer la ricotta, il parmigiano grattugiato, sale e pepe. A parte taglio la scamorza a pezzetti.
Mescolo la ricotta e la scamorza.

Verso il sugo di melanzane in cocotte individuali, farcisco i paccheri con la crema alla ricotta e li sistemo sulla base di sugo alle melanzane.
Bagno la superficie dei paccheri con la restante salsa di pomodoro (la metà del vasetto che non ho utilizzato nella preparazione del sugo alle melanzane) e spolvero con abbondante parmigiano grattugiato.

Metto nel forno a 190° per una decina di minuti, quindi accendo la griglia al massimo e faccio dorare per pochi minuti (attenzione a non bruciare la crosticina di formaggio! Sorvegliate attentantemente il forno in questa ultima fase).

Servo le cocottine su un piatto e si mangia .....direttamente in pentola.

Paccheri with ricotta and eggplant: eating directly in the pot

Paccheri wih ricotta and eggplant

Ingredients for 4 people
  • 12 paccheri (a type of pasta, a middle way between cannelloni and maccheroni)
  • a large pinch of salt
  • an eggplant
  • 4 or 5 tomatoes sauce
  • an onion
  • a jar of tomato sauce
For the filling
  • 250 g ricotta cheese
  • a smoked scamorza cheese
  • 50 g grated Parmesan cheese plus additional cheese on pasta
  • Salt and pepper 
To cook the pasta I put a large pot of water on the fire. As soon as formed small bubbles I add the salt.
In the meantime, I prepare the sauce with eggplant. In a thick-bottomed pan, I let it cookin a little oil, two cloves of crushed garlic and finely chopped onion.
Let fry a few minutes, the time necessary to the onion, because it becomes transparent.
Then add the eggplant and tomatoes cut into chunks. I let fry until the eggplant is softened, and then I add half jar of tomato sauce.
I add salt and pepper. 

When the pasta water boils, I add the paccheri. I let them cook the time indicated on the package less than 3 minutes. (must be a little uncooked because they still bake in the oven).

While paccheri and the sauce cook, I prepare the filling by mixing in a mixer the ricotta, Parmesan cheese, salt and pepper. Aside I cut the smoked cheese into small pieces.
I mix the ricotta and smoked cheese.

I pour the sauce of eggplant, in individual cocotte, I fill the paccheri with the cream ricotta cheese and I arranged them on the sauce with eggplant.

I put on the surface of paccheri the remaining tomato sauce (half of the jar that I have notused in the preparation of the sauce with eggplant) and sprinkle with Parmesan cheese 

I put in the oven at 190 degrees for about ten minutes, then turn on the grill to high andbrown do for a few minutes (be careful not to burn the crust of cheese! AttentantementeYou must monitor the oven at this late stage).

I serve the cocottine on a plate and eat ..... directly in the pot.