mercoledì 21 luglio 2010

Bentornata a casa

“Ciao ben tornata” Se non bastasse il mica tanto leggero accento francese, la riconoscerei comunque per il suono della risata che assomiglia a quello di una cascatella di montagna.

Da anni ormai abbiamo l’abitudine di telefonarci al mattino presto, dopo che io ho accompagnato i bambini e lei si avvia al lavoro. Non abbiamo mai perso questa abitudine.
Lei è Sabine, lionese doc. E’ la donna che vorrei essere, la Brie delle Desperate Housewives (mentre ovviamente io sono Susan la pasticciona), la mamma perfetta, manager inossidabile, moglie premurosa e ovviamente ottima cuoca.

“Allora come ti vesti per il matrimonio di tua cognata?” Questa volta sono preparata, Di solito mi prende in contropiede. “Mmmmmh sono indecisa tra un abito blu in cRRRRepE (si dice così ?) blu” “Crep” (erre arrotolata alla francese e, accidenti a me se me lo ricordo mai, senza la E finale) “Oppure un tubino nero leggermente a palloncino, così non si capisce se sono io che sono grassa o è il vestito che è largo”.
Lei ride “Metti il tubino nero, raccogli i capelli (accidenti non avevo pensato ai capelli, devo ricordarmi di mettere le forcine in valigia) una bella collana e un bel rossetto rosso. Vai, e stendili tutti.”
“Si e chi stendo? Al massimo il mandriano, che mi prende per una delle sue mucche”.
Lei ride ancora.
“Ma se sei bellissima”.
Ecco queste sono le vere amiche. Ti fanno sentire sexy e importanti anche alle nove del mattino di un giorno afoso, tra una lavastoviglie e una lavatrice.


Pasta al limone

Ci sono piatti speciali che servono per coccolarsi e consolarsi. Questo per me è uno di quelli. Morbido e setoso ha dentro quella punta di sole che riscalda.
E’ anche un buon inizio per una cenetta a due con tentatvo di seduzione, ma in questo caso come pasta è meglio scegliere i tagliolini. Leggeri e raffinati .
Forse la preparerò per il mandriano.

Pasta (ovviamente)
Panna
Buccia di limone grattugiata
Qualche goccia di succo di limone
Un cucchiaino di vodka
Sale e pepe bianco

Cuocio la pasta e giusto qualche minuto prima che sia pronta scaldo appena la panna. Aggiungo sale, pepe e qualche goccia di limone, il cucchiaino di vodka e quasi tutta la buccia grattugiata del limone.

Scolo la pasta e la condisco con la salsa. Prima di servire cospargo con la buccia di limone avanzata.

lunedì 19 luglio 2010

Un panino in valigia


Soffro di sindrome letargica pre-stressiva. Non so se esiste, ma io di sicuro ce l'ho.


Si manifesta prima di ogni evento che so già di per certo stressante. Ad esempio le partenze.
Tra pochi giorni rientriamo. L'elenco delle cose da fare è enorme, il tempo è poco e gli imprevisti (come a Monopoli!) sempre troppi e assurdi.
Così mi accade che passando accanto a qualsiasi luogo che potrebbe invitare a una posizione orizzontale - rilassante il mio polo di attrazione subisca un brusco spostamento verso l'oggetto in questione e io debba sforzarmi per non ritrovarmici sdraiata.
Se ciò accade non ho nemmeno il tempo di realizzarlo che dormo profondamente sognando valigie già pronte, casa lucida e profumata, figli sorridenti, ben vestiti silenziosi. Silenziosi? Gatta ci cova.
A questo punto mi sveglio.

Il panino della valigia


Difficile preparare le valigie con i figli che saltellano dappertutto. "Mamma mi ha preso la Barbie" "Artur restituisci la barbie a Ginevra" (dove cavolo ho messo il costume da bagno?) ""Mamma mi ha buttato le figurine per terra!" "Ginevra raccogli le figurine di tuo fratello" (ma stavo cercando cosa?)
Impossibile concentrarsi. E allora? "Allora bambini oggi picnic in spiaggia!"


3 panini
4 uova
Pecorino dolce
Pochissimo salePepe (ma solo per il mio panino)

Taglio a pezzettini irregolari il pecorino. Sbatto le uova con pochissimo sale. Friggo un terzo del composto in una padella leggermente imburrata e a fine cottura ci metto sopra i pezzettini di pecorino che fondono appena appena. Ripeto l'operazione per le altre due frittatine (ma alla mia aggiungo il pepe che mi piace e mi illudo mi svegli).
Apro i panni a metà e ci metto le frittatine. Volendo si può aggiungere insalata verde e pomodori. Ma siamo in partenza e il frigo è vuoto.

giovedì 15 luglio 2010

Il re limone


Il limone, come mi piace. Lo si può usare in mille modi e in mille ricette. Ha il colore del sole e un profumo inebriante. E' allegro. Come si fa a non amarlo?

Ieri il signor Giovanni, è passato con il suo camioncino pieno di frutta profumata e mi ha portato i limoni.
("Ma signor Giovanni lei quando passa di qui?"
"I giorni dispari io passo"
"Ah. Scusi ma quali sono i giorni dispari?"
"Ma come! I giorni dispari sono il lunedì, il mercoledì, e il venerdì"
".........Scusi, signor Giovanni, e la domenica cos'è?"
"La domenica non conta"
"Ahhhhh")

I limoni sono belli, grossi come un pugno, sembrano quasi dei cedri. Non posso resistere ne prendo uno in mano e l'annuso.

"Senta, senta che sono ancora caldi. Sono appena colti e ancora pieni do sole".
Vero caldi come panini.
Ne mangio uno così com'è.

La mia amica Lysb mi ha suggerito "hai provato a metterlo nel Cous cous?" E no, ma lo faccio ora. "Che dici, potresti chiamarlo cous cous delle Cicladi".

Ed eccolo qui in compagnia di un bel filetto di pesce persico.


Couscous delle cicladi

Cous cous
Un limone non trattato
Sale
Burro

Filetti di pesce persico
Farina
Succo di mezzo limone
Prezzemolo tritato
Poco olio per friggere

Grattugio la buccia del limone, ma solo la parte gialla. La metto in una terrina con il cous cous.
Che faccio ora del limone nudo? Mica lo lascio lì tutto abbandonato. Lo taglio in due e spremo una metà. L'altra metà no che mi serve per condire il pesce.
Copro il cous cous con l'acqua calda. Aggiungo il succo di limone e un pochino di sale. Mescolo un pochino. Copro la terrina con la pellicola di plastica (non ho un coperchio sufficientemente grande).

Nel frattempo preparo il pesce. Ho preso dei filetti di pesce persico che passo nella farina e poi cuocio rapidamente in olio e burro. Li tolgo dal fuoco e li condisco con (pochissimo) sale, il succo del mezzo limone avanzato e il prezzemolo tritato.

Il cous cous si è "gonfiato". Ci aggiungo il burro e mescolo con una forchetta per separare bene i grani
Ecco pronto da portare a tavola.

"Buonissimo" Urla Ginevra. Ora anche i vicini lo sanno

martedì 13 luglio 2010

Gamberoni con il fischio





"Mamma quelli, quelli, quelliiiiiii" Ginevra saltella davanti alla vetrina del "pesciaiolo" (pescivendolo in lingua Ginevriana) e "quelli" sono gamberoni che ha assaggiato per la prima volta l'anno scorso.
Veramente ero venuta qui con tutt'altra intenzione. Volevo dei filetti di pesce, magari da mangiare crudi. Ma vabbè sarà per un altra volta.
Ed eccoci di ritorno a casa con i gamberoni che questa volta non fischiano, per fortuna. SI perché l'anno scorso, quando ho fatto questa ricetta per la prima volta, li ho comprati che erano ancora vivi. Erano chiusi in un sacchetto accanto a me in macchina. Ero tranquillamente immersa nei miei pensieri (unico posto dove, se mi ricordo di spegnere il telefono, riesco anche a stare un po' tranquilla) quando ho sentito un rumore strano.
Ero praticamente in mezzo al nulla e il primo pensiero è stato "Ecco la macchina da i numeri proprio ora".
Il rumore era una specie di fischio. Anzi ad ascoltare bene più fischi di diversa intensità.
Mmmmmmmh le macchine fanno rumori strani, ma sanno fischiare? Questo non mi risulta.
Saranno mica i gamberoni? Oddio si fischiano. E adesso chi ha il coraggio di cuocerli? Accidenti sono ancora vivi.....
Beh erano anche buoni...
I Gamberoni di Lysbeth
Questa ricetta me l'ha data un'amica l'anno scorso. Lysbeth è una persona eccezionale: creativa. intelligente e spiritosa.E ho scoperto anche brava in cucina.
Tutte le sue qualità si riflettono nei suoi piatti che non sono mai banali. Questo è uno dei suoi cavalli di battaglia.
Anche se non si tratta di cavalli ma di gamberoni.


Gamberoni
Cipolla
Aglio
Curry
Salsa di soia (facoltativo)
Salsa di pomodoro
Peperoncino
Pomodoro a pezzetti
Latte di cocco
Prezzemolo
Olio
Sale e pepe


Prima si cuociono i gamberoni in padella con pochissimo olio. Si tolgono dalla padella e si aggiungono le cipolle tagliate sottili e qualche spicchio d'aglio.
Quando la cipolla diventa trasparente si può aggiungere la salsa di soia. Aggiungere un po' di curry, un cucchiaio di salsa di pomodoro il peperoncino il pomodoro a pezzettini. Sale e pepe.
Buttare nella salsa i gamberi e aggiungere il latte ci cocco.
Lasciare insaporir per 10 minuti circa. Poco prima di spegnere il fuoco spolverare con prezzemolo tritato.
Servire accompagnato da riso in bianco.
PS. A Lysbeth posso dire tutto, tranne farle i complimenti che proprio non le piacciono. Ovviamente io mi diverto un mondo a stuzzicarla e trovare mille modi per dirle quanto è brava. Questo è uno.

domenica 11 luglio 2010

Peperoni per la fiamma che finisce


Era dall'inizio delle vacanze che me lo chiedevo "ma quando succederà?" ed oggi è successo. La bombola del gas è finita.

Le bombole del gas quando finiscono mica te lo dicono prima. No, finiscono e basta. E finiscono sempre quando stai cucinando. Non quando ti stai preparando il caffè. O quando scaldi l'acqua per il tè. No, qunado ci sono dei becchi spalancati che ti chiedono il cibo.

E sempre nel weekend. E oggi è domenica.

Però mi è andata bene. Oggi avevo deciso di preparare in anticipo, perchè l'insalata di peperoni bisogna lasciarla "stare lì" un po' a fare il sughetto e a prendere sapore. Ho potuto chiamare il-signore-che-cambia-le-bombole presto, prima della confusione di telefonate allarmate dell'ora di pranzo.

Insalata di peperoni

Questa è proprio l'insalata delle vacanze. Il profumo del peperone è indubbiamente il profumo dell'estate. Ed è inutile cercare di porvi rimedio, quando si abbrustoliscono i peperoni viene fame anche ai vicini di casa.

Questa ricetta l'ho imparata da mia madre che serviva questi peperoni insieme alle mozzarelle di bufala. Il gusto deciso del peperone è perfetto con i formaggi freschi. 

2 Peperoni

3 spicchi d'aglio

Olio e sale

Metto i peperoni ad abbrustolire direttamente sulla fiamma dei fornelli (se si vuole evitare di avere il piano cottura da lavare la cosa migliore è ricoprirlo con la carta argentata da eliminare una volta cotti i peperoni).

Chiudo i peperoni in una pentola a riposare. Una volta raffreddati li sciacquo sotto l'acqua corrente e tiro via sia la pelle esterna che i semini all'interno.

Taglio i peperoni a listarelle e taglio gli spicchi d'aglio a fettine sottilissime. Mescolo il tutto e condisco con olio e sale. Si lascia in frigorifero a prendere sapore per qualche ora o addirittura fino al giorno dopo.

venerdì 9 luglio 2010

Insalata per un aereo che non c'è



Ecco è già finita la prima tappa delle vacanze. Mia sorella Dalia e le sue bimbe Anita ed Elena ritornano a Milano. Mi dispiace un sacco perché questo menage fatto di casino, strepiti, litigi, pianti, ma anche e soprattutto, di sorrisi, scherzi, baci e buffonate mi manca già. Anche se loro ancora non sono partite.
Dalia arranca con Elena appesa al collo e Anita che vuole a tutti i costi fare freeclimbing sulla sua coscia, mentre le valigie non si chiudono e il tempo passa veloce. L'aereo parte solo alle 13, ma avevamo deciso di partire di qui alle 11 per dare la pappa ad Elena in aereoporto. Sono le 11.30. Elena, forse, mangerà in aereo.
Finalmente arriviamo in aereoporto e......l'aereo ha 2 ore di ritardo per "motivi tecnici". Sostengo che il "motivo tecnico" è che volo delle 13 è stato accorpato con quello delle 15 per insufficiente numero di passeggeri.
L'hostess chiede a mia sorella "Lei era registrata sul volo delle 13 o quello delle 15?" Appunto."Su quello delle 13. A proposito insieme ai biglietti mi darebbe anche il foglio per i reclami?"
La faccina sorridente della hostess si increspa.
"Dai torniamo a casa. Avete giusto il tempo per mangiare un insalata guardandovi il mare".
Insalata di pomodori
Pomodorini ciliegino tagliati a metà
Una scatola grande di tonno
Friselle (e e non ci sono va bene anche il pane secco)
Feta
Basilico
Sale, pepe, olio d'oliva e succo di limone
Bagno le friselle con un poco di acqua. Quella minerale che l'acqua qui non è potabile. Ma solo un pochino. Se si prepara con qualche ora d'anticipo non è necessario bagnare le friselle. Il succo di pomodoro e il succo di limone basteranno per ammorbidirle.
Rompo le friselle in pezzettoni e poi mescolo tutti gli ingredienti tranne la feta, che non a tutti piace.
Condisco con sale, pepe, olio d'oliva (ovviamente extravergine) e il succo di limone. Qualche foglia di basilico per profumare. La feta la metto a parte e chi vuole l'aggiunge poi.
Ci chiediamo come sia possibile che la compagnia aerea abbia scoperto di avere pochi passeggeri solo due ore prima della partenza e come mai non sia in grado di arrivare a soluzioni più semplici per tutti, Ad esempio inviare un SMS ai propri clienti avvertendoli del disagio e scusandosi. Magari prima di farli arrivare di corsa in aereoporto, magari permettendo loro di organizzarsi e arrabbiarsi un po' meno e magari dandomi la possibilità di preparare l'insalata con un po' di anticipo che viene meglio.

mercoledì 7 luglio 2010

Uffa che palle!




"Veloci che sono le nove e un quarto e avevamo appuntamento alle nove!" Questa sono io, la più stressata visto che abbiamo appuntamento per un gelato con una amica, per me sconosciuta, di mia sorella e non voglio fare brutte figure.
"Mamma mi scappa la pipiiiiii". E questa è mia nipote Anita che non vuole MAI fare la pipì, tranne che nei momenti peggiori.
"Non ti preoccupare, dai vai, vai in bagno." Dalia, mia sorella che ha una pazienza con i bambini che io non ho. E' capace di avere al collo Ellena e attaccata alla gonna Anita, entrambe che chiamano "mammaaaaa" e...... SORRIDERE!

"Mamma non voglio questo vestito giallo voglio quello verde con le farfalle". Questa invece è mia figlia Ginevra.
"Ma no dai quello giallo è bellissimo. Ci sono i gufi e tutti sanno che è di notte che i gufi vanno in giro. Le farfalle no. Dormono"
"Ah. E allora perchè il vestito verde lo abbiamo messo l'altra sera?"
Accidenti, fregata. E ora che le dico? Non abbiamo il tempo per il terzo cambio d'abito della serata.

"Mamma.....(uff per fortuna non è per me) c'è un po' di pipì per terra. Ma come fanno i maschi a fare la pipi in piedi?" Ecco ovviamente Anita ha scelto questo momento per fare la pipì come i maschi.
"Cotto latti" ( = biscotto latte. traduzione dall linguaggio di Elena). Biscotto per Elena che finisce nel box e Dalia corre in bagno da Anita.

"Io non voglio fare la strada con voi. Vengo da solo con il monopattino". E questo invece è mio figlio Artur.
"Artur vieni con noi per favore".

"Metto il vestito verde allora?"
"No!"

"Ma dai mamma che ci faccio con 'ste pisciasotto?"
"No!"

"Verde"
"Ho detto di no".

"Ma perchè non posso fare la pipì in piedi?"

Butto un occhio allo specchio Arriveremo in super ritardo, Ho i capelli dritti in piedi, l'aria della milanese che sta andando ad un appuntamento importante di lavoro ed è rimasta intrappolata nel traffico e mi trovo pure brutta e grassa.
Insomma è solo un gelato, cerco di rincuorarmi.
Guardo l'orologio: 9,30!

"Guarda che con il verde sto meglio".

"Allora io comincio ad andare, e mamma?"

"CHE PALLEEE" Urlo.

Ops mi è scappata una parolaccia.
Silenzio però. Si esce.

"Mamma posso fare le palle di neve per merenda domani?" "Si Artur".


Le palle di neve di Artur
300 gr di ricotta
6 cucchiai di zucchero
200 gr di cocco grattugiato
Mescolare la ricotta con lo zuccero e i 3/4 del cocco grattugiato. Mettere il cocco restante in una scodella. Con le mani formare delle palline e farle rotolare nel cocco grattugiato. Lasciare il tutto in frigorifero per qualche ora. La merenda è pronta.