mercoledì 27 marzo 2013

Fideuà des iles


Per questo mese di marzo quelle pazze quelle simpatiche ragazze dell'mtc insieme con Mai, ci hanno chiesto di:
1. cimentarci in un piatto completamente nuovo (pasta prima fritta e poi.. cotta come se fosse riso? ma dico io...)
2. far tutto ciò a "basso costo" pensando di essere su una nave
Quando mi dicono di fare cose impossibili (o quasi) io aggiungo sempre "e nel frattempo cantare la marsigliese, no?" (che, per chi non lo sapesse è l'inno nazionale francese). Devo dire che quest'inno ha in sé qualcosa che incoraggia a cimentarsi anche nelle operazioni più difficili, sarà per questo che loro, i francesi, hanno fatto la rivoluzione e noi no? Mah.

Dopo essermi fatta coraggio cantando a squarciagola la marsigliese, mi sono detta che no, qui la Francia non c'entrava nulla. Corpo di mille balene questa è una ricetta spagnola e io sono su un galeone di pirati.
Quindi evvai con 
"Quindici uomini, quindi uomini
sulla cassa del morto
e una bottiglia di rhum".

Il che mi ha messo nella giusta atmosfera. Mi sono ritrovata su un galeone a preparare il pasto per i pirati. Quindi ho immaginato..
Non ho il pomodoro. Però avrò bene qualche noce di cocco no? Avrò fatto la spesa alla Tortuga. E se così non fosse appena scorgo un'isola prendo uno dei pirati per il fondo della braghetta e per la collottola, lo lancio in mare e gli ordino "e non tornare finchè non mi trovi una noce di cocco.
Ah già, dimenticavo di dirvi che io sono il comandante dei pirati. Una piratessa. 
Che c'è mai visto una pirata donna? Beh cari miei qui vi sbagliate. Ce ne sono state: Anne Bonny o Mary Read, per citare le più famose.
Io non sono tanto famosa perchè mi diverto più a cucinare che a tagliare le teste. E la mia ciurma credo che preferisca così.
Dunque dicevo il cocco, poi..ah si il curry che ho fregato ho prelevato in una delle mie ultime razzie. 
Il pesce, semplice qui metto due o tre dei miei scagnozzi con la lenza e vai.
La salsa.. beh quella è colpa della marsigliese. Ho rivisitato la famosa "rouille", salsa che accompagna la bouillabaisse, la zuppa di pesci che preparano nella Francia del sud. L'ho resa dolce perchè a metà della mia ciurma non piace il gusto piccante.  
La pasta? vabbè non chiedetemi troppo... questi sono segreti da pirata.

Fideuà des iles
(Sorry no translation for this post is too long and I'm too lazy. Please use the button for the translation, it is at the top right)

Ingredienti per 6 persone

  • 500 g spaghetti tipo "fidelini" rotti a pezzetti grandi circa 2 cm
  • 400 ml latte di cocco
  • 3 spicchi d'aglio
  • 6 gamberi rossi 
  • 3 filetti di cernia (200 g circa)
  • 2 platanos (banane da cuocere)
  • 5 cucchiai di noce di cocco grattugiata
  • 1 cucchiaino di curry
  • sale 
  • olio etravergine di oliva

  • Brodo
    • 2 tranci di merluzzetto (circa 400 g)
    • 1 cipolla
    • le teste dei 6 gamberi rossi
    • sale

    Per la salsa "rouille dolce"
    • 1 peperone rosso 
    • 1 patata dolce
    • sale


    Prima di iniziare.
    Inanzittuto la pentola. Deve essere bassa e larga con i bordi alti e magari il fondo spesso di modo che gli alimenti cuociano in maniera regolare. Io ho usato una delle mie pentole preferite: un mega padellone che è più un arma impropria che una pentola. Ma ricordate una cosa: più una padella pesa e più uccide, no cioè, volevo dire più cuoce meglio :-D
    Parola d'ordine di questa ricetta: organizzazione. La fideuà è stupenda, ma richiede molto ordine e soprattutto il preparare più cose in contemporanea, altrimenti resterete tutto il giorno in cucina.

    Vi consiglio di:
    • iniziare leggendo bene la ricetta (ma questo lo fate sempre ...vero????)
    • preparare tutti gli ingredienti belli in ordine sul tavolo, o dove volete voi, ma devono essere già lì belli lavati (e anche questo è un suggerimento ovvio ...giusto?????)
    • poi mettete in pista il brodo e la salsa. Se siete persone mooolto organizzate, come ad esempio la sottoscritta (ehmm io ve lo scrivo,  tanto poi voi non potete controllare) potreste essere così brave da preparare il giorno prima sia la salsa che il brodo.
    • se preparate tutto lo stesso giorno niente pause caffè finchè non avete messo in pista queste due preparazioni. OK? la patata dolce, il brodo e il peperone POI il caffè.
    • dal momento in cui cominciate a friggere la pasta NON potete più fermarvi altrimenti i pesci diventeranno freddi. Per avere un'idea dei tempi a partire dalla frittura della pasta in mezz'ora (se avete già rotto gli spaghetti e avete tutti gli ingredienti pronti) massimo quaranta minuti la fideuà sarà pronta. 


    Ora si comincia. Partiamo dalla coda, cioè dalla salsa

    Salsa rouille dolce
    • Per prima cosa devo togliere la pelle al peperone. Quindi lo lavo (ma non lo avevate già preparato?) e lo metto a contatto diretto con la fiamma del fornello. Lo rigiro di tanto in tanto finchè non ho bruciato tutta la sua pelle. Lo metto poi in una pentola che chiudo con un coperchio e lo lascio raffreddare così.  Dopo che si sarà ben raffreddato tolgo la pelle bruciata con le mani e poi lo passo rapidamente sotto l'acqua per eliminare gli eventuali residui.
    • Lo apro elimino i semini e il "cappello" con il picciolo.
    • Mentre il peperone si raffredda metto a bollire la patata dolce in acqua salata. Attenzione il tempo di cottura sarà più lungo  della patata normale. Non posso dirvi quanto ci vorrà perchè, ovviamente, dipende dalle dimensioni della patata. Punzecchiatela con una forchetta. Quando i rebbi (le punte) entreranno nella patata con facilità la patate è cotta. Se la patata dovesse essere molto grande, beh cuocetela e usatene solo metà. L'altra metà schiacciatela con una forchetta e metteteci sopra un po' di zucchero. Se avete in giro la ciurma, cioè volevo dire i figli,  sparirà in un secondo.
    • Metto il peperone tagliato in pezzi e la patata dolce nel frullatore, aggiungo un po' di sale e frullo. Se desiderate una salsa un pochino più morbida aggiungete un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva. Io no. Devo dare da mangiare a una ciurma, mica devo fare un pranzo di gala!

    Il brodo
    • Pulisco i gamberi lasciando solo la polpa. Si si lo so che sarebbe più carino, e anche più buono,  lasciarli interi, ma preferisco che la ciurma non scavi con le mani nel piatto, altrimenti so cosa potrebbe accadere: mi ritroverei pezzi di pesce anche sul soffitto. Ma questa "problematica" ha un vantaggio: posso usare "gli scarti" per realizzare un brodo veramente buonissimo. Quindi ... gli scarti vanno in pentola insieme a: cipolla, i tranci di merluzzetto e un pizzico di sale.
    • Aggiungo un paio di litri d'acqua e metto sul fuoco.
    • Dopo una mezz'ora abbondante spengo il fuoco
    • Se avete intenzione di preparare il brodo il giorno prima fermatevi qui. Lasciate raffreddare e poi mettete in un contenitore (chiuso, a meno che non vi piacciano le fragole al sapore di pesce). Il giorno dopo passate al punto successivo
    • Prima di utilizzare il brodo "pesco" dalla pentola i tranci di merluzzetto. Lo spino e conservo al caldo la sua carne. Filtro il brodo e lo rimetto in pentola.  

    La pasta 
    • Come si fa a rompere i fidelini in pezzettini? Prendete un canovaccio (pulito!) e con le mani rompetevi sopra la pasta. Quindi arrotolate il canovaccio e date qualche pugno bello pesante (ooooh come è rilassante vero? Si però non prendeteci gusto, non abbiamo bisogno di farina di spaghetti!). Certo non sono perfetti. Ma sono buoni uguali e quando i pirati mangiano, non stanno a controllare la lunghezza dei fideuà.
    • Metto un poco d'olio sul fondo della pentola e scaldo ben bene. Mettete il palmo della mano sopra la pentola (no NON dentro, ho detto sopra, a circa 10 cm dal fondo tanto per intenderci!) e quando sentirete il calore è il momento giusto per versare gli spaghettini.
    • I fidelini dovranno friggere, fino a  diventare di un bel colore dorato. A questo punto li togliamo dalla pentola e li mettiamo da parte.
    • Utilizzando la stessa pentola, magari mettendoci un altro filo d'olio, facciamo saltare per qualche minuto i gamberi. Poi li mettiamo da parte in caldo. Per tenere in caldo gli alimenti spesso io li lascio chiusi tra due scodelle "scaldate" nel forno (50 gradi) per una decina di minuti.
    • Sempre nel mitico padellone cuocio anche i filetti di cernia, che metto da parte insieme ai gamberi e ai pezzetti di merluzzetto che ho cotto nel brodo.
    • Infine aggiungo un altro po' d'olio e faccio friggere le fettine di platanos che lascio da parte, in una doppia scodella da soli (NON insieme ai pesci. Devono restare croccanti come patatine fritte e se li mettessi insieme ai pesci assorbirebbero l'umido, diventando molli).




    Finito di friggere prepariamo l'assemblaggio del tutto.
    • Con un poco di carta da cucina tolgo dalla padella eventuali residui e olio in eccesso. Aggiungo un paio di cucchiai di olio e schiaccio con l'apposito attrezzo 3 spicchi d'aglio. Lascio scaldare e quando avverto l'odore dell'aglio o come prima quando avverto il calore dell'olio sul palmo della mano,  aggiungo il latte di cocco, 4 cucchiai di cocco grattugiato (1 cucchiaio mi servirà per guarnire), il cucchiaino di curry e il brodo. Quanto? Come suggerisce Mai : il quantitativo necessario per coprire la pasta. Quindi dipende dalla pentola. Tenete comunque il brodo (caldo) a portata di mano (e se finisce, una pentola di acqua bollente) da aggiungere, eventualmente durante la cottura.
    • Appena il brodo con il cocco prende bollore aggiungo la pasta, stendendola ben bene sul fondo della padella. Controllate i tempi di cottura della pasta (la mia 10 minuti) e a metà cottura aggiungete i pesci: gamberoni, merluzzetto e cernia.
    • Durante la cottura mescolo delicatamente ed eventualmente aggiungo altro brodo caldo (o, se il brodo è finito, acqua calda)
    • A fine cottura aggiungo i platanos e spolverizzo con il cocco
    Suono la campana del mio veliero e la ciurma arriva, scompigliata e affamata. 


    Con questa ricetta partecipo all'mtchallange di marzo






11 commenti:

  1. Ti ci vedo a dettar legge alla tua ciurma,sperando che non tagli qualche testa di troppo!Ed hai tenuto testa anche al piattino originale,dai vedo che te la sei cavata benissimo!Forse riuscirà anche a me,cantando intanto la marsigliese!Un abbraccio cara,ne approfitto per lasciarti un milione di auguri!
    p.s la rivoluzione?non è roba da italiani.....sappiamo solo crogiolarci nei lamenti senza mai muovere un dito!

    RispondiElimina
  2. ottima, la devo proprio provare!!!

    RispondiElimina
  3. Bella bella versione.. complimenti!
    Salsa ai pepeperoni sperimentata anch'io in una declinazione diversa.
    Buona giornata!
    Laura

    RispondiElimina
  4. Complimenti per l'originalità del piatto e auguri di Buona Pasqua

    RispondiElimina
  5. Cara Daniela, mi piace come scrivi e soprattutto mi piace la tua fideuà. Anch'io ho seguito il tuo ordine per fare le varie cose: prima la salsa, poi il brodo e poi tutto il resto nella sequenza che ho accuratamente programmato prima. Comunque per me è stata una gran faticaccia, ma il risultato molto soddisfacente! Auguri per tutto

    RispondiElimina
  6. Viva la Marsigliese comunque, allora, visto che un po' di francia fra galeoni e pirati sei riuscita a farla entrare!! :-))) Bella scelta di ingredienti e di accompagnamento Dani! Un abbraccio e buona Pasqua
    Dani

    RispondiElimina
  7. Qui c'è davvero profumo di tropico, ma soprattutto atmosfere da bucanieri, pirati e gambe di legno. Un piatto fantastico che mi ricorda qualcosa di creolo che non riesco a focalizzare, ma mi ci fionderei volentieri con barba e capelli!
    Veramente un piatto da grande atmosfera. Bacioni belli e buona Pasqua a te!
    Pat

    RispondiElimina
  8. Bellissima questa versione, sei stata davvero originale!!
    Complimenti!

    RispondiElimina
  9. ma che gustosissima versione !!! molto belle le foto anche bravissima cara <3 un abbraccio

    RispondiElimina
  10. Sei una grande!!!!
    Anche te hai fatto un training autogeno da paura!!! Mi ci hai portata pure a me su quel barco de piratas"...!
    Questa fideuà sa di magia e di isole lontane ma sa di buono e particolare, come tutte le cose nuove che una volte provate non le dimentichi più!
    Mi piace. Hai saputo creare un piatto fresco, speziato, saporito che magari può sembrare strano: Banane nella fideuà?
    Ma la tua è una ricetta così logica e fatta bene che mi piace da matti con questa miscolanza di sapori e consistenze (io impazzisco per queste cose...) che mi sembra un piatto creolo e ci stà tutto!

    che meraviglia!

    RispondiElimina